Le mie prime 50

28 settembre, 2018

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La reputazione è il nostro biglietto da visita (troverete i link in fondo all’articolo). Quello che le persone dicono e pensano di noi su come svolgiamo il nostro lavoro (e per come ci comportiamo nella vita) modifica radicalmente le nostre esistenze e i nostri destini. Se ci dimostriamo incompetenti nessuno ci farà lavorare, se invece i riscontri della nostra attività saranno positivi otterremo successo e lavoro.

Esibendomi  in eventi aziendali ho sempre cercato di raccogliere dai miei clienti le loro testimonianze ed ora ne conservo un ragguardevole numero sia in video che per iscritto ed ovviamente questi pareri hanno influenzato ed ancora influenzano coloro che cercano un riscontro di qualità attraverso opinioni autorevoli, proprio perchè, come ho detto, ci si basa sulla reputazione delle persone per poterci fidare.

Pochi mesi fa ho scritto un nuovo spettacolo di mentalismo, a 4 mani con Luca Speroni, copywriter,  autore, giornalista e social media manager di spessore, avente ad oggetto il mistero, Firenze e la Divina Commedia.

Un’esperienza intima per piccole comitive, desiderose di calarsi in un’atmosfera ed in un contesto “strano”, tra spiriti, risate e colpi di scena: un percorso tra inferno, purgatorio e paradiso realizzato attraverso il mentalismo ed ambientato in una vera abitazione fiorentina.

Nel tempo, questa esperienza si è distinta come un’attrazione di lusso richiesta dagli italiani ma soprattutto da un pubblico straniero. Spettatori provenienti da tutto il mondo hanno condiviso con me questa particolare storia. Persone provenienti dalla Russia all’India,  dal Sudafrica agli Stati Uniti, dall’Australia all’Arabia Saudita, solo per citare alcuni paesi.

Ho avuto modo di incontrare persone molto in gamba, tra gli altri, sceneggiatori di importanti musical americani, dipendenti di Facebook e Spotify, imprenditori della Realtà Virtuale in Cina o funzionari dell’Onu.  Con loro c’è stato un bellissimo scambio di idee e vissuti. Un’esperienza fantastica. Una percentuale di queste persone mi ha regalato un commento pubblico, fornendomi anche utili spunti e consigli di miglioramento. Oggi ho la soddisfazione di vedere pubblicata la 50esima recensione e di poterla condividere con chi mi legge, a testimonianza dell’ottimo riscontro di questa proposta.

Se interessato troverai a questo link tutte le informazioni necessarie per prenotare ma, volendo, potrai optare anche per un canale diverso legato agli hotel fiorentini di lusso, ovvero Where Florence. Ti aspetto.

 

 

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Una festa di matrimonio non può essere “carina”

3 settembre, 2018

Quando una festa di matrimonio è organizzata con determinate caratteristiche, mi fa piacere contribuire al successo del ricevimento con quello che so e posso fare, ovvero con uno spettacolo adatto all’occasione. Partecipando a questo tipo di eventi ho assimilato una serie di considerazioni ritrovate in ciò che riporto di seguito:

“La prima cosa da comprendere è che l’industria del matrimonio è basata sulla vendita di un bel matrimonio: l’abito, lo smoking, i fiori, gli inviti, le decorazioni e così via. Tutto questo dipinge un bel quadro, ma molto poco contribuisce all’esperienza reale della giornata.

Perché bello non è un’emozione. Tra il come il vostro matrimonio si presenta e il come il vostro matrimonio si percepisce c’è molta differenza (a volte enorme).

Tutto ciò non perchè avere un bel abito o investire tempo nella ricerca delle giuste decorazioni non sia soddisfacente per chi lo vuole e sa fare (io personalmente ho amato la ricerca del mio vestito, ma non mi sono occupato delle decorazioni).

E’ però importante avere il tempo di pianificare il tipo di esperienza che desiderate al vostro matrimonio, qualcosa che non ha nulla a che fare con il carino.

Se volete un matrimonio che si trasformi in una festa super divertente, vale la pena di rifletterci sopra.

Ecco quindi una serie di spunti per rendere la vostra festa una bomba:

PENSA AL VOSTRO RICEVIMENTO COME AD UNA FESTA. Non esiste una ricetta di

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intrattenimento perfetto, dal momento che le idee di divertimento non sono universali. (Io, personalmente ho lavorato in matrimoni vedendo persone divertirsi partecipando ad una caccia al tesoro ed altre dove facevano altrettanto ballando balli popolari).

Il trucco è quello di capire che cosa ti fa amare una festa, e poi cercare di inserirla nel tuo/vostro matrimonio.

LE PERSONE. L’elemento più importante del vostro matrimonio sono le persone. Ma la vostra lista degli invitati è quella cosa che vi dicono di tagliare per prima.

SONY DSCDopo aver sentito il messaggio che si dovrebbe tagliare la lista degli invitati mille volte, è difficile non farlo. Ma quando si pensa ad un matrimonio passato, si ricorda delle conversazioni avute, delle persone incontrate e all’atmosfera che tutte quelle persone conferivano alla festa.

Le probabilità che non sia delle decorazioni che si parlerà dopo una settimana sono molto alte. Non importa quanto grande o piccolo sia il vostro matrimonio, pensate alle persone in primo luogo e rendete tutto il resto secondario.

FATE IN MODO CHE I VOSTRI OSPITI SI SENTANO CURATI. C’è qualcosa di un po’ vulnerabile nel presentarsi a un matrimonio in cui non si conoscono molte persone e nel mettere le future sei ore della propria vita nelle mani dei padroni di casa.  Si spera di mangiare bene e di sedere accanto a persone simpatiche, ma non si può mai sapere.

Ci sono tanti modi per prendersi cura dei propri ospiti quanti sono i matrimoni, come ad esempio fornire note di benvenuto in hotel, un modo per gli ospiti di conoscersi (come i cartellini con una nota su come gli sposi conoscono la coppia in una cena di benvenuto), e una carta dei posti a sedere. (In alcuni matrimoni si finisce col sedersi vicino chi si conosce parlando solo con queste persone … per ore e ore.)

BILANCIATE CIÒ CHE AMATE CON CIÒ CHE AMANO I VOSTRI OSPITI. Ho scritto sopra di capire cosa rende una festa divertente per voi (e probabilmente i vostri amici). Quando si organizza il proprio matrimonio, l’obiettivo è quello di bilanciare il vostro “quello che ti piace”, con “quello che alla vostra lista di invitati multi-generazionale piacerà”.

Questo può significare inserire un pò di musica italiana nella vostra playlist rock indie di canzoni per ricevimenti di nozze, o può significare avere giochi da tavolo e un’ora di cocktail o un artista che possa intrattenere ogni tipologia di persona (…ehm…).

FATE SAPERE ALLA GENTE COSA ASPETTARSI. Gli invitati sono sorprendentemente bravi ad accettare cosa gli si offre ad un festa di matrimonio, purché sappiano, almeno a grandi linee, a cosa vanno incontro. Se stai organizzando un ricevimento in cui offri solo una torta fallo sapere alla gente nell’invito. Verranno con lo stomaco pieno, pronti per divertirsi. (Oppure decideranno di non venire per quel che gli offri, ma sono adulti).

Usate il vostro invito, un sito web di matrimonio, se ne avete uno o il passaparola per far sapere alla gente che tipo di festa aspettarsi.

SFAMATE LE PERSONE IN TEMPO. Una regola valida per tutti i matrimoni è questa: nutrire le persone con cibo a sufficienza e di qualità ma senza trattarle come oche da fois grais (la rima è mia). Gli ospiti arrabbiati non sono ospiti felici e nemmeno quelli che incorrono in un’indigestione. Cibo va bene ma ciò che davvero diverte ed emoziona è l’opportunità di interagire degli ospiti, tra loro e con gli sposi.

E infine, la regola più importante. Se volete che altre persone si divertano al vostro matrimonio, è necessario lasciarsi andare e divertirsi. Gli ospiti sono attenti a te e al tuo partner, e prenderanno spunto dalle vostre vibrazioni.

Anche con tutte queste idee di matrimonio divertente, la cosa migliore che si può fare per rendere indimenticabile questo giorno e propagare il proprio divertimento a tutti è solo rilassarsi e godersela. Se siete rilassati, si rilasseranno. Se ti divertirai con il mentalista si divertiranno anche loro, se amerai ballare, balleranno con piacere anche loro. Se stai avendo il più bel giorno della tua vita, lo avranno (in proporzione ovviamente) anche loro.”

Gran parte di questo articolo è stato tradotto (ed adattato) da qui un blog con tanti altri spunti interessanti e condivisibili.

8 Cose che le persone mentalmente forti fanno ogni giorno

16 agosto, 2018

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Come sono solito fare da un pò di tempo a questa parte condivido sul mio blog un articolo che reputo di qualche utilità, essendo io un mentalista e trattando di atteggiamenti mentali.

Pur non coprendo del tutto la tematica, segnala alcuni atteggiamenti che possono, se perseguiti, potenziare il carattere, lanciando quel sasso nello stagno che a qualcuno può servire per cominciare ad approfondire.

Nell’articolo di Amy Morin (qui, l’originale) vi sono alcuni spunti idonei a rendere il proprio comportamento più efficace ed efficente nel tempo. A voi decidere come, se e quando seguire questi consigli:

Le scelte che fai ogni giorno possono aiutarti a diventare più forte e migliore.
Proprio come è scontato che non si nasce con la forza fisica e che per ottenerla è necessario un processo evolutivo, è evidente come nessuno sia dotato di incredibile forza mentale fin dalla nascita.

Quest’ultima è sviluppata nel tempo da individui che, hanno inconsciamente gli strumenti per farlo o da chi scelglie di fare dello sviluppo personale una priorità .

Oltre ad evitare le cose che potrebbero ostacolarle, le persone mentalmente forti creano abitudini sane che le aiutano a diventare più forti.

A seguire otto cose che le persone mentalmente forti fanno ogni giorno per rafforzare i propri muscoli mentali:

1) Usare l’energia mentale con saggezza

E ‘facile distrarsi durante il giorno da una varietà di attività poco importanti e improduttive. Le persone mentalmente forti scelgono di usare il loro tempo e la loro energia con attenzione. Dedicano i loro sforzi alle cose che più contano, in modo da poter raggiungere i loro obiettivi.

2) Riformulare i pensieri negativi

Tutti hanno, prima o poi, dei pensieri negativi, ma le persone mentalmente forti non permettono a questi di farsi trascinare verso il basso. Al contrario, rispondono alle loro previsioni pessimistiche e alle loro dure critiche con un dialogo interiore più produttivo. Rimangono motivati a fare del loro meglio parlando con se stessi come con un amico di fiducia o un allenatore disponibile.

3) Lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati

Le persone mentalmente forti stabiliscono chiari obiettivi personali e professionali che danno loro significato e scopo. Rinunciano alla gratificazione immediata tenendo presenti i propri obiettivi a lungo termine. Essi considerano gli ostacoli come sfide, piuttosto che come problemi.

4) Riflettere sui propri progressi

Le persone mentalmente forti riflettono ogni giorno sul loro progresso verso i propri obiettivi. Dedicano del tempo ad esaminare ciò che stanno facendo bene riconoscono umilmente le aree che necessitano di miglioramento. Si ritengono responsabili degli errori e si sforzano costantemente di migliorare.

5) Tollerare il disagio per uno scopo più grande

Mentre alcune persone si sforzano di evitare qualsiasi tipo di sofferenza, altre sopportano dolore semplicemente per dimostrare che sono dure. Le persone mentalmente forti, tuttavia, tollerano il disagio quando serve a uno scopo più grande. Che si stiano allenando quando si sentono stanchi, o che stiano pronunciando un discorso quando si sentono terrorizzati, usano il loro dolore per migliorare.

6) Esercitare la Gratitudine

Le persone mentalmente forti riconoscono di avere già tutto ciò di cui hanno bisogno. Riconoscono la loro fortuna ed esprimono gratitudine per tutte le cose grandi e piccole.

7) Bilanciare le emozioni con la logica

Le persone mentalmente forti sanno che i loro sentimenti giocano un ruolo importante nelle loro percezioni e nel loro comportamento. Essi prestano molta attenzione ai modi in cui le loro emozioni potrebbero influenzare il loro giudizio. Essi bilanciano attentamente le loro emozioni con la logica in modo da poter prendere le migliori decisioni possibili.

8) Vivere secondo i propri valori

Anche se si può essere tentati di misurare la propria autostima confrontandosi con la concorrenza, le persone mentalmente forti non cadono preda di tali distrazioni. Si impegnano a vivere secondo i loro valori e a fare del loro meglio, nonostante le circostanze. Alla fine non si sono chiesti: “Ho battuto tutti gli altri? Invece si chiedono: “Sono rimasto fedele ai miei valori?

 

E tu come ti presenti?

10 agosto, 2018

Come presentarsi

Una delle cose che ho sempre riscontrato, ogni qualvolta mi sono trovato in un evento aziendale dove non tutti si conoscevano, così come anche negli eventi privati, tipo matrimoni in cui degli sconosciuti venivano assegnati ad uno stesso tavolo e dovevano, loro malgrado, socializzare, è la difficoltà di superare il muro di gomma emotivo e razionale dell’interlocutore attraverso un’autopresentazione.

Riusciamo davvero a comunicare con gli altri? A lasciare loro qualcosa di noi?

Partecipare ad un evento ed incontrare delle persone significa inevitabilmente sentirsi porre la domanda: “Tu cosa fai?”

La maggior parte di noi, risponde con “Sono. X (nome della professione) nell’azienda Y” e questa è la risposta che la gente si aspetta, con l’altissima probabilità di lasciare nella mente del nostro nuovo conoscente, traccia per appena qualche secondo, idonea ad essere cancellata da ciò che dirà la successiva persona che questa incontrerà di lì a poco.

Come fa notare Joanna Bloor, CEO di Amplify Labs, specializzata nell’aiutare le persone a scoprire e articolare ciò che le rende distintive in modo che possano formare legami più profondi con gli altri: “Rispondere con il tuo titolo e la tua azienda è la norma. Ma quando lo fai, stai perdendo l’opportunità di far sapere  all’altra persona chi sei in realtà. Tu  non sei solo il tuo lavoro”.

Sintetizzo di seguito,  le sue riflessioni su questo tema liberamente estrapolate da un articolo di Kara Cutruzzula e pubblicate qui:

Tutto inizia con il modo di presentarsi. Se si chiede alle persone se amano la propria risposta alla domanda “Cosa fai”, di solito la risposta è no, quindi bisogna trovare una risposta che ci soddisfi,  poichè le potenzialità del suo impatto sono enormi ed allora perchè non coglierle?
Presentarsi in modo non scontato conferisce il potere di distinguersi in una stanza affollata aumentando le probabilità che gli altri colgano un’opportunità, un rapporto, un’attività o un’idea che potrebbe aiutarvi. Come dice Bloor: “Quando la tua presentazione sarà corretta, non solo avrai l’opportunità di entrare in contatto con le persone, ma ti sarà anche permesso di fare il lavoro che vuoi veramente fare”.
Attenzione: la realizzazione dell’intro richiede un po’ di tempo e fatica. Ma poiché il mondo del lavoro continua a cambiare in modi che non possiamo anticipare, è fondamentale sapere cosa ci distingue dal resto del mondo.
Quindi come puoi trovare la tua nuova risposta a “Cosa fai?
1. Vai oltre il tuo titolo.
La prima cosa che dovete fare è capire chi siete in realtà. Bloor chiede ai suoi clienti: “Per cosa vorresti essere conosciuto? E’ una domanda scomoda, ma per lei è uno scoglio che spinge le persone fuori dalle loro zone di comfort. Invece di affidarti ai risultati ottenuti in precedenza, sei costretto a considerare quello che vorresti fosse il tuo impatto.
2. Pensa ai problemi che solo tu puoi risolvere.
Bloor crede che ognuno, indipendentemente dal proprio lavoro o dalla propria azienda, sia essenzialmente un risolutore di problemi. Così, quando intervista le persone per aiutarle a scoprire la loro storia unica cerca di scoprire i problemi che sono particolarmente bravi a risolvere.
Utilizza questa tattica su di te. Quali sono i problemi che risolvi sul lavoro? E cosa ti rende particolarmente efficace nel farlo? Se ci si presenta come un risolutore di problemi, si può scatenare una reazione istantanea quando si incontra una persona nuova.”
Bisogna capire come esprimere le proprie capacità in una sola frase. Ad esempio, invece di dire “Sono un avvocato specializzato in diritto di tipo X”, si potrebbe dire, “Penso che il problema più grande del sistema giudiziario è A. Come avvocato che si concentra su B, sto aiutando a trovare soluzioni attraverso il fare C.”.
3. Chiedi informazioni ad amici e colleghi.
Spesso è difficile per le persone vedere le proprie abilità. Rivolgiti alle persone che ti conoscono bene e chiedi loro “Che cosa stai vedendo che faccio bene e che io non so è davvero speciale?” Generalmente troverai temi o linguaggi comuni nelle loro risposte, anche se sono persone provenienti da diverse parti della tua vita.
4. Torna alla tua infanzia.
Ancora bloccato? Entra in una macchina del tempo e ripensa a quando avevi otto anni. In cosa eri bravo a quell’età? Secondo Bloor, questa abilità speciale può spesso essere applicata ai tuoi sé presenti e futuri e aiutarti a vedere come sei diverso da tutti gli altri.
5. Non nascondere le tue debolezze.
Trovare le persone giuste con cui relazionarci può essere frustrante, soprattutto in occasione di eventi legati al lavoro. “Penso che molta della frustrazione sul posto di lavoro e con gli altri derivi dal fatto che non parliamo di chi siamo davvero come persone”, dice Bloor. Quindi, cogli l’occasione, apriti e rivela qualcosa di reale su di te. Usa frasi come “Sono davvero appassionato di X” o “Quello che più mi entusiasma di quello che faccio è Y”, che possono comunicare la tua emozione ed il tuo entusiasmo e far sì che gli altri rispondano a tono.
6. Raccogli un feedback sulla tua introduzione.
Dopo aver creato la tua presentazione, provala su cinque persone che conosci bene. Poi, qualche giorno dopo, chiedi loro: “Cosa ti ricordi di più della mia intro? “La loro risposta  ti dirà cosa è più memorabile, cosa potresti modificare e cosa potresti provare a fare quando incontri nuove persone.
7. Resistete a tornare alla stessa intro di vecchia data.
La verità è che sarà sempre più facile dire il solito “Il mio lavoro è X e lavoro per Y”, fare qualche insignificante chiacchiera, e poi passare alla persona successiva con in mano un bicchiere di vino.
Si può scoprire che utilizzare una presentazione di sè autentica e personale porta a rivelazioni più profonde nella vostra vita. “Tutti noi vogliamo imparare e capire perché contiamo su questo pianeta e in questa vita”, dice Bloor. “E si può cominciare con l’essere in grado di rispondere alla domanda ‘Cosa fai?’ meglio”.

Tre modi per rilassarsi mentalmente

16 maggio, 2018

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Eccoci alla terza ed ultima puntata di un articolo sull’argomento tratto da un blog che seguo, www.artofmanliness.com, liberamente tradotto qui per condividere con i lettori di questo blog alcune informazioni interessanti. Abbiamo parlato di addormentamento istantaneo e rilassamento fisicoqui e qui ed ora parliamo della mente:

Winter sostiene che una volta che sei fisicamente rilassato, se si tiene “la mente libera da qualsiasi pensieri attivo per soli dieci secondi, ci si addormeterà“. La chiave per addormentarsi rapidamente è quindi quella di fermare il treno di pensieri che di solito è rombante dentro la testa. Si deve smettere di rimuginare su rimpianti, preoccupazioni e problemi del giorno.

Winter in particolare mette in guardia contro qualsiasi pensiero in cui si è in movimento; gli studi condotti mettendo degli elettrodi sul corpo dei cadetti hanno dimostrato che anche quando si pensa semplicemente di svolgere un’attività, i muscoli coinvolti in quell’attività si contraggono.

Studi moderni hanno confermato questa osservazione, dimostrando che, semplicemente immaginando di fare esercizio, si attivano le stesse parti del cervello che si incontrano quando si è fisicamente in movimento, e rafforzando i muscoli che si immagina di utilizzare.

Mentre ci potrebbe essere qualche beneficio ad usare la mente per “sedersi ed essere in forma”, pensando di essere attivi, quando si cerca di dormire può creare tensione muscolare e inibirne la capacità.

Così,  bisognerà cercare di riempire la testa con ferme e calme contemplazioni. Winter ne suggerisce tre buone da usare, anche se non è necessario utilizzarle tutte e tre; basta sceglierne una e, se non funziona, provarne un’altra:

In primo luogo, dovrai pensare di essere in una calda giornata primaverile, sdraiato sul fondo di una canoa in un lago molto tranquillo. Stai guardando un cielo blu con le nuvole pigre e galleggianti. Non lasciare che altri pensieri si insinuino. Basta concentrarsi su questa immagine e tenere fuori i pensieri estranei, in particolare i pensieri che prevedano un qualsiasi oggetto o essere vivente in movimento. Trattieni questa immagine e godine per dieci secondi.

Nella seconda fantasia di sonno-produzione, immagina di essere in una grande amaca di velluto nero e ovunque guardia è nero. Anche in questo caso l‘immagine va mantenuta nella mente per dieci secondi.

Il terzo trucco è dire le parole “non pensare … non pensare … non pensare … non pensare”, ecc. Tenete premuto questo tasto, nascondendo altri pensieri per almeno dieci secondi”.

I cadetti della scuola pre-volo furono suddivisi in due gruppi: uno che seguiva il corso di rilassamento e l’altro un gruppo di controllo. Il primo superò il secondo in ogni disciplina che richiedesse un esercizio fisico o test mentalmente esigente.

E dopo sei settimane di pratica, il 96% degli aviatori fu in grado di addormentarsi in 2 minuti o meno, ovunque e in qualsiasi momento. Non solo, poterono farlo pur avendo bevuto caffè (anche se avere caffeina nel vostro sistema nervoso lo rende più difficile), e anche mentre il rumore simulato di mitragliatrice e colpi di cannone agiva in sottofondo!

Dopo la guerra, Winter insegnò agli atleti di pista le stesse tecniche di rilassamento e divenne uno dei più grandi mental coach di tutti i tempi, preparando 102 atleti per i campionati Americani e 27 Olimpionici; un tempo, i suoi corridori detenevano tutti e 10 i record mondiali di sprint.

Winter credeva fermamente che il programma di rilassamento in tempo di guerra che contribuì a sviluppare, per combattere lo stress, e che gli atleti in seguito utilizzarono per affrontare le pressioni della concorrenza, fosse altrettanto applicabile alle tensioni e alla stanchezza dei civili di fronte nella loro vita di tutti i giorni.

È possibile utilizzare questo metodo di rilassamento generale per rilassarsi fisicamente ogni volta che ci si sente stressati, e poi affrontare l’esercizio di rilassamento mentale quando si vuole addormentarsi velocemente.

E ‘utile per quando ti ritrovi con un breve periodo di tempo per una snooze; Winter pensava che anche un pisolino di 5 minuti potesse essere  incredibilmente rigenerante.

Si potrebbe anche usare anche per fare un “pisolino ipnagogico” – un micro pisolino che artisti come Salvador Dalì hanno usato, in cui ci si concede di sonnecchiare per un solo secondo al fine di raccogliere le intuizioni creative che possono sorgere sulla soglia tra il sonno e la veglia.

Oppure, naturalmente, è possibile utilizzare semplicemente questa tecnica quando si va a letto, per entrare più rapidamente e con soddisfazione nel blocco notturno di sonno.

Tenete a mente che essere in grado di rilassarsi fisicamente e mentalmente, e quindi essere in grado di addormentarsi all’istante, è una capacità, e come tutte le abilità, non ci si dovrebbe aspettare di saperlo fare all’instante le prime volte che si prova.

Si deve praticare più e più volte, fino a quando non si riesce sempre meglio a rilassarsi e calmarsi. Questo non significa che si dovrà lavorare sodo per cercare di rilassarsi, perchè sarebbe solo controproducente e creare tensione. Ma si dovrà praticare questa routine in modo coerente.

Se questo articolo ti è piaciuto continua a seguirci.

Trovi il mentalista Darus anche su facebook.

 

Le parole nel mentalismo

26 aprile, 2018

descrivere il mentalismo

Un amico e collega, Wolf Waldbauer, scrisse anni fa un apprezzatissimo e molto difficile da trovare, libercolo dal titolo: “La parola che incanta”. In esso si sottolineava, tra tantissime altre cose, il valore e la potenza della parola, in particolare per un mentalista.

Trovare le parole giuste per descriversi non è mai facile. Nel mondo dello spettacolo, ogni parola è importante e tende a distinguerti e a far capire a chi legge e non ti conosce, chi sei e come ti differenzi dagli altri.

Recentemente, ma non è la prima volta, mi sono imbattuto in qualcuno che ha pensato bene di raccogliere molte mie parole, cambiare pochi dettagli, ed usarle come fossero sue. Si tratta di una mentalista e del suo entourage, decisamente poco corretto.

Ho deciso quindi di fare un esperimento nonviolento, ovvero di ricambiare il gesto, “ispirandomi” così come hanno fatto loro. E allora ecco, il frutto di una prima ispirazione. Ci sarà, probabilmente presto un seguito:

il “mentalismo” riproduce, con il suo stile e il genere di dimostrazioni presentate, i poteri paranormali di sensitivi, medium e occultisti.

mentalista Darus come Gustavo Rol

Esso è stato ritenuto per molto tempo, anche se ora non è per tutti così, una particolare branca  dell’illusionismo, dove coloro che eseguono le performance, i mentalisti, attraverso alcune tecniche psicologiche e manipolatorie, danno l’impressione, nel pubblico, di poter leggere la mente, dimostrando di possedere abilità psichiche fuori dal comune.

Esiste anche una distinzione tra mentalismo e magia mentale. Infatti mentre un mentalista presenta solo mentalismo, un prestigiatore può inserire nel proprio show numeri di magia mentale e classici dell’illusionismo.

Ovviamente l’impatto è molto diverso e mentre i maghi sono spesso richiesti anche per un pubblico di bambini, il mentalista è ad esclusivo uso e consumo di un pubblico di adulti.

Alcuni mentalisti, soprattutto nel passato, dichiaravano di possedere poteri soprannaturali quali la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione o la telecinesi (sicuramente non si definivano mentalisti, ma potrebbero essere così considerati  Gustavo Rol eUri Geller), mentalisti contemporanei, come ad esempio Banachek e Derren Brown preferiscono invece dichiarare di riuscire a fare ciò che fanno grazie a studi ed approfondimenti tecnico-psicologici, come la capacità di leggere il linguaggio del corpo, le espressioni facciali o di poter condizionare subliminalmente le persone grazie a suggestioni della mente con un fondamento scientifico.

Per richiedere un preventivo clicca qui.

Darus con il suo stile unico allieta, sorprende e diverte durante eventi aziendali e privati.

 

L’unico mentalista in Italia

18 aprile, 2018

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Ricevo e volentieri pubblico le riflessioni ricevute da una persona, presente ieri sera al mio spettacolo di mentalismo. Non ci conoscevamo prima, ma dopo lo show, essendoci un ricco aperitivo, c’è stato modo di fare due chiacchere, e di scoprire molte interessanti e reciproche sorprese. Ecco quanto mi scrive:

“Carissimo Darus,

ti ho raccontato di quanto, da decenni, sia appassionata di misteri, mentalismo e spiritismo e poichè te l’avevo accennato a conclusione della serata, vorrei darti atto di come, al momento, per quella che è la mia conoscenza, realizzando una performance nella forma di ghostshow nella tua abitazione, sei l’unico e primo mentalista, in Italia certamente, sicuramente in Europa e probabilmente nel mondo ad aver creato un unicum tra il suo vivere quotidiano ed il fare quello che fai.

Sapevo che un mentalista di successo, per essere tale deve essere mentalista 24 ore al giorno, ma essere riusciti a dare concretezza a tale progetto la ritengo una cosa molto speciale, che sublima le tue doti naturali con il tuo operare professionale. E ti faccio i miei complimenti.

Ho trovato, l’idea di essere condotta in un’abitazione segreta, insieme a pochi altri sconosciuti, per assistere alla  tua performance,  estremamente innovativa ed al tempo stesso risalente ad antiche tradizioni medianiche. 

Per ciò cui ho assistito, per l’atmosfera che ho respirato e per il tocco internazionale che ha avuto la serata essendoci tra i testimoni presenti anche degli stranieri (indiani e americani) mi è sembrato di vivere in uno di quelle serate nei salotti a casa del sensitivo Gustavo Rol di Torino di cui tanti ancora parlano e fantasticano a tanti anni dalla sua scomparsa.

Stasera Torino era qui, con il suo mentalismo. Credo proprio che ci fossero tantissime analogie.

Ci hai raccontato con savoir faire, delle tue ricerche e di come sei risalito all’ossessione per Dante Alighieri e per la Divina Commedia del vecchio proprietario di  quella casa.

Ci hai chiesto di essere con te, testimoni delle manifestazioni attraverso cui questo spirito è solito ripresentarsi, ed è innegabile che questa sera qualcosa o qualcuno si sia palesato comunicando con noi.

Ho vissuto attimi di reale stupore in cui mi si è fermato il cuore e momenti di vera ilarità per i quali voglio nuovamente ringraziarti perchè obiettivamente ne è valsa la pena.

Non dimenticherò facilmente le due ore trascorse con i miei compagni di viaggio nella tua Firenze e vedendo come stiano arrivando, già da Milano, Venezia, Bologna oltre che dall’estero persone per assistere alla tua performance, ti auguro di raccontare ancora e ancora questa storia e i tuoi affascinanti aneddoti. Con stima.

Prof.ssa Iolanda C.”

Per prenotare una presenza per questa performance (inclusiva di apericena) clicca qui. Prossime data quasi sold out sabato 21 aprile e lunedì 23 aprile. Ore 18.

Come addormentarsi in meno di due minuti (7 istruzioni pratiche)

5 aprile, 2018

disegno orologio

“Un paio d’anni dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, l’esercito americano si rese conto di avere un problema: a causa delle enormi pressioni del combattimento aereo, molti dei suoi piloti stavano accumulando livelli di stress così debilitante da non riuscire a reggere.

La tensione provocava dei blocchi emotivi in volo facendo spesso commettere errori fatali come accidentalmente abbattere aerei amici o diventare pericolosi per se stessi.

Nel tentativo di arginare la perdita di piloti e aerei, la marina chiese  a Bud Winter di  fare ricerca e sviluppo e sperimentazione di un metodo scientifico per insegnare il rilassamento.

Prima della guerra, Winter era stato un allenatore di calcio e di atletica leggera di successo, che aveva anche lavorato con un professore di psicologia sulle tecniche per aiutare gli atleti a rilassarsi e migliorare le loro prestazioni sotto lo stress della concorrenza.

Di stanza alla Del Monte Naval Pre-Flight School in California, la sua missione era ora quella di coordinarsi con altri allenatori e professori per creare un corso che istruisse i cadetti su come rimanere calmi e sciolti sotto la pressione del combattimento.

L’obiettivo finale del programma era quello di insegnare ai piloti navali a rilassarsi, in modo che potessero imparare più rapidamente, accelerare i tempi di reazione, affinare l’attenzione, e diminuire la paura.

Il corso aveva anche lo scopo di insegnare “ai piloti da combattimento come poter  dormire in due minuti a qualsiasi ora, giorno o notte, in qualsiasi condizione”.

L’insegnamento di questa abilità fu inclusa per far si che i piloti dormissero adeguatamente, potendo godere di un break supplementare ogni volta che se ne presentasse l’occasione.

Per raggiungere il primo obiettivo,Winter insegnò agli uomini come rilassarsi fisicamente. Per realizzare il secondo, insegnò loro come rilassarsi mentalmente.

In pratica definì il sonno come uno stato di relax fisico e mentale.

Per addormentarsi all’istante, prima si lavora sul primo aspetto e poi sul secondo.

Come rilassarsi fisicamente
In“Relax and Win”  Winter spiegò il programma sviluppato per gli aviatori da combattimento e poi utilizzato con gli atleti del dopoguerra, espose le esatte istruzioni date ai cadetti per insegnare loro a rilassare il corpo e di seguito ne forniamo un condensato:

Sedersi sulla sedia e appoggiare i piedi sul pavimento. Le mani in grembo. Ora, chiudete gli occhi e lasciate cadere il mento fino a quando non poggerà sul petto.

Respiriamo lentamente, profondamente e regolarmente. Togliere tutte le rughe dalla fronte. Rilassare il cuoio capelluto. Basta lasciarsi andare. Ora lasciate che la mascella si allenti. Lasciate che si apra. Ora rilassate il resto dei muscoli del viso. Rilassate anche la lingua e le labbra. Basta lasciarli andare. Respirate lentamente.

Ora, andiamo sugli otto muscoli che controllano gli occhi. Lasciateli morbidi. Nessuna focalizzazione, solo lasciarli andare rilassati. Respirare lentamente.

Ora lasciate cadere le spalle il più in basso possibile. Pensate che siano basse, ma lasciatele cadere ancora di più. Sentite i muscoli nella parte posteriore del collo rilassarsi? Quando pensate siano davvero rilassati, lasciateli andare ancora di più.

Ora, cerchiamo di rilassare il petto. Fate un respiro profondo. Trattenete il fiato. Espirate e soffiate via tutte le tensioni. Basta lasciare che il petto si sgonfi. Immaginate di essere un blob grande e pesante sulla sedia, una medusa. Respirate lentamente. Quando espirate, allentate sempre più la tensione.

Arriviamo ora alle braccia. Parlate direttamente con i muscoli del braccio. Prima di tutto, parlate con il tuo bicipite destro. Ditegli di rilassarsi, di ammorbidirsi. Fate lo stesso con l’avambraccio destro. Passiamo ora alla mano destra e alle dita. Il braccio dovrebbe sentirsi come un peso morto sulla gamba. Ripetere il processo di rilassamento con il braccio sinistro. Respirare lentamente.

Tutta la parte superiore del corpo è stata esposta a rilassamento e una sensazione calda e piacevole arriva su di voi. Vi sentite bene. Un senso di benessere invade il corpo.

Passiamo ora alla parte inferiore del corpo. Parlate con i muscoli della coscia destra. Lasciateli andare a peso morto sulla sedia. Lasciate appendere la carne alle ossa. Eseguite la stessa procedura per i muscoli del polpaccio destro. Poi tutti i muscoli della caviglia e del piede destro. Dite a voi stessi che la gamba destra non ha ossa in esso. E’ solo un flaccido, pesante peso sul pavimento. Ripetere l’operazione con la coscia sinistra, il polpaccio, la caviglia e il piede.

Al momento siete tutti rilassati fisicamente, o pensate di esserlo. Per assicurarcene, prendiamo tre respiri profondi e quando li rilasciamo, rilasciamo tutte le tensioni rimanenti, uno . . . whoosh, due. . . tre whoosh. . . …

Se avete difficoltà a far sentire una parte del corpo sufficientemente rilassata e gelatinosa, provate prima a tenderla e poi a lasciarla andare.

Seguendo il protocollo di cui sopra, è possibile raggiungere un bel livello generale di rilassamento. Winter insegnò ai cadetti a coltivare questa tecnica in qualsiasi situazione di pressione, in modo da allentarla, ricomporre i nervi, migliorare la concentrazione e permettere loro di prendere decisioni migliori.

Da questa condizione fisica calma, Winter poi insegnò ai cadetti come “scivolare oltre la soglia in un sonno profondo e rilassato” diventando completamente rilassati anche  mentalmente.

Ma questo nella prossima puntata.

Ah come dite?  Le istruzioni non erano  proprio 7? Si lo so, ma pensate che se non avessi scritto  quel numero non sareste arrivati  alla fine dell’articolo. 🙂

A presto con le istruzioni per il relax mentale di Bud Winter.

Come dormire in due minuti ovunque

4 aprile, 2018

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Voi riuscite a dormire a comando?

Quello che segue è la prima parte di un articolo sull’argomento tratto da un blog che seguo, www.artofmanliness.com, liberamente tradotto qui per condividere con i lettori di questo blog alcune informazioni interessanti. Seguirà domani la seconda parte:

“Vi siete mai trovati inaspettatamente con la possibilità di fare un piccolo pisolino?  Avete cercato una sedia o uno strapuntino ed avete chiuso gli occhi e poi….siete rimasti li, sonnolenti ma svegli.

Nonostante la stanchezza, non siete riusciti ad addormentarvi, ed in un lampo il tempo disponibile si è esaurito. Frustrante!

Non solo non si è fatto il sonnellino, ma non si è fatto nient’altro; se non avessimo provato a dormire, avremmo potuto fare qualcosa di produttivo!

Ci vuole talento per essere in grado di addormentarsi a comando, indipendentemente da dove ci si trova e a cosa sta succedendo intorno a noi.

Riuscire a farlo negli aeroporti, durante un volo, nei tempi di pausa e nelle corse in auto, nei luoghi pubblici e negli spazi privati – in tutti gli interstizi della vita.

Per non parlare di quanto sia impegnativo essere in grado di addormentarsi, non appena la testa tocca il cuscino ogni notte.

Può sembrare quindi che questo sia semplicemente un talento che alcuni hanno e altri no, con il secondo gruppo che è molto più grande del primo.

Eppure la capacità di addormentarsi in due minuti o meno, ovunque, in qualsiasi momento, è in realtà un’abilità come le altre, e chiunque può imparare. La tecnica per farlo è stata infatti sviluppata per gli aviatori navali durante la seconda guerra mondiale, e lo condivideremo con voi.” 

Quindi nel frattempo torniamo a noi.  Voi riuscite a dormire a comando?

 

 

Novità mentalistiche

21 febbraio, 2018

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Mi sono reso conto da poco che pur avendolo annunciato in lungo e in largo per diffondere il più possibile la comunicazione, non l’ho ancora scritto sul mio blog. Da qui il detto che il calzolaio…. In sostanza, la notizia, per me importante è, che è stato completato il restyling del mio sito. E allora eccomi qua a rimediare:

“Signore e signori, ecco a voi il nuovo www.darus.it

Dopo averlo guardato, potrete fare tre cose, scrivendo a info@darus.it:

  1. segnalarmi, errori o cose che non vanno;
  2. farmi sapere che vi piace e perchè;
  3. usare le informazioni che troverete sul sito per avviare una collaborazione. Considerando che questa potrebbe avvenire a Roma, come a Milano, a Genova, come a Napoli e nel resto d’Italia. Per un evento aziendale oppure una festa privata.

In ogni caso, a tutti quelli che avranno fatto una delle tre azioni qui citate, sarà inviato un video privatissimo di una performance da me eseguita con persone reali, durante un mio show di mentalismo.

Come sa chi mi segue, è raro che diffonda video integrali di miei numeri, ma per inaugurare il nuovo sito è bene fare qualcosa di nuovo.

A presto.

ps a partire da martedi’ 27 febbraio e per i mesi a venire,  comincerà a circolare un inedito, esclusivo spettacolo di mentalismo tra storia e spiritismo realizzato in una location segreta per un numero limitato di spettatori. Se vivi a Firenze, chiedimi maggiori informazioni.

 

Storia della magia

28 novembre, 2017

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Non so quanti dei non addetti ai lavori hanno idea degli accadimenti incredibili successi nell’ambito magico nel corso dei secoli. Maghi, mentalisti e prestigiatori sono stati personaggi fuori dal comune, ospiti di illustri corti reali, star dello showbiz, diplomatici ambasciotori di grandi potenze coloniali ed inviati di guerra, spie o uomini divenuti ricchissimi, protagonisti di  imprese assurde, aneddoti non verosimili eppure realmente accaduti, testimonial di campagne sociali e via via dicendo.

A questo punto probabilmente vorreste conoscere degli esempi concreti. Ecco allora Kalanag, il mago di Hitler, Jasper Bamberg, alchimista e negromante, Wetryk famosissimo illusionista di Livorno, Henri Decremps delatore dei trucchi dell’allora in voga presunto professore di fisica Giuseppe Pinetti  solo per citarne alcuni.

C’è chi questi eventi e questi personaggi li studia, ricostruendo i dettagli della vita e mettendone insieme i tasselli in tal modo permettendoci di conoscere interessantissimi risvolti umani, storici, artistici e sociali.

Chi è che realizza tutto questo? Uno per tutti, Leonardo Carrassi, al secolo Mago Leo. Date un’occhiata al suo sito: www.magoleo.com ed in particolare alla sezione che parla di storia della magia, non ve ne pentirete.

 

Team building e formazione aziendale

2 novembre, 2017

 

 

Il “team building” è una formula magica che in tanti cercano ma che non è poi così facile trovare. Idem per la “formazione” ovvero della richiesta di acquisire davvero qualche competenza supplementare ed utile da poter utilizzare nella propria vita privata o professionale avendone riscontri positivi.

Con l’aiuto di due validi colleghi ho da poco portato a termine un progetto, a Roma, che includeva questi due concetti applicati ad un piccolo gruppo di persone impegnate nello stesso ambito lavorativo. Il tutto nasce dalla richiesta di una imprenditrice mi ha rivolto dopo aver assistito ad un mio show di mentalismo, avendo capito che avrei potuto fare al caso suo.

Le richieste espresse in ordine sparso erano (se hai necessità simili alle seguenti scrivi a info@darus.it):

  • migliorare l’approccio al cliente;
  • aiutare a prendere coscienza del proprio corpo:
  • rimuovere i blocchi psicologici eventualmente esistenti;
  • comunicare meglio con gli altri;
  • migliorare le relazioni tra i componenti del gruppo;
  • riorganizzare le funzioni all’interno del gruppo;
  • insegnare ad interpretare i segnali del corpo negli altri.

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Essendo innanzitutto un mentalista, la mia attività prevalente è stupire ed intrattenere. E’ vero però che per svolgere la mia attività devo studiare ed approfondire costantemente molte forme di comunicazione confrontandomi con esperti di tutti i settori e data l’enorme richiesta di consulenza è oramai mia prassi fornire a chi lo richiede gli strumenti idonei alle proprie  necessità  anche attraverso l’affiancamento.

L’iter di progettazione dei  progetti di formazione aziendale, prevede l’individuazione delle specifiche esigenze del personale aziendale e la contestualizzazione degli obiettivi che si vuole raggiungere.

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Segue la selezione, da parte mia, che ne divento il garante, dei professionisti più adeguati e competenti per approfondire con cliente le tematiche a lui care.

La formazione può durare uno o più giorni, essere periodica o una tantum, prevedere più ambiti di apprendimento (e più docenti) o concentrarsi su aspetti specifici. Può essere condotta, se ci sono gli spazi adeguati sul luogo di lavoro o prevedere una location ad hoc.

Non importa se si tratta dei dipendenti di un centro estetico o dei componenti di un consiglio d’amministrazione, la sfida e la conseguente soddisfazione sta nel far sì che manager, dipendenti, impiegati o chiunque venga coinvolto dal cliente in questi processi formativi trovi il suo percorso di crescita e miglioramento.

Magie Meravigliose

24 agosto, 2017

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Essere un mentalista porta a lavorare soli. Viaggi in compagnia delle proprie valigie, dei propri libri e con la tecnologia mobile necessaria  a non andare in astinenza da film, quotidiani ed email (tablet, telefoni ecc) sono la regola. Ciò che chi esercita una professione artistica subisce ed ambisce fare. Nel bene e nel male.

Tautologicamente (ovvero non serve neanche dirlo)  il mio, come quello di quasi tutti i mentalisti e illusionisti non sarebbe un “one man show” se non mi esibissi solo: uno spettacolo in grado di riempire una serata aziendale o privata divertendo, stupendo ed emozionando per almeno 45 minuti.

Come tutte le regole, anche questa ha le sue eccezioni. E sabato 26 agosto avrò il piacere di celebrarla, e per me assicuro è davvero una rarità, in quel di Chianciano. Grazie alla tenacia, alla capacità organizzativa oltre che allo spessore artistico dell’amico prestigiatore Alessandro Massini è infatti nato “Magie Meravigliose” un gala di magia, una manifestazione di piazza che vedrà la partecipazione di diversi artisti, maghi e prestigiatori e, aihmè anche la mia. Presentati proprio da Massini.

Quindi se non avete di meglio da fare, e non l’avrete sicuramente, vi aspetto al Parco Fucoli di Chianciano Terme sabato 26 agosto alle 21,15 insieme a Mago Massini, Ivan Mistereko, Mago Smith e all’ospite d’onore della serata Tony Binarelli. Ingresso libero.

Se poi foste proprio impazienti di imbattervi nella magia, già alle 17 ci sarà un assaggio insieme ad Alessio Rastrelli e Leonardo Romanelli per le vie del centro.

 

Il mentalismo nei processi aziendali

25 luglio, 2017

In occasione di alcuni eventi business in cui sono stato chiamato ad esibirmi, sono stato interpellato sul tema del procurement, ovvero della trattativa ed insieme a me diversi manager ed esperti del campo.

Le immagini ritraggono anche diversi momenti di interazione con gli spettatori durante lo spettacolo di mentalismo svoltosi a Milano. Altre interviste a questi manager sono visionabili sull’home page del mio sito ufficiale.

L’insolito è tra noi

28 marzo, 2017

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Talvolta al termine delle mie esibizioni, capita che alcuni ospiti, mi raggiungano per parlare di mentalismo e dei fenomeni connessi cui hanno appena assistito e mi raccontino delle esperienze esoteriche, paranormali o misteriose, vissute in prima persona che non scorderanno mai.

Anche di recente, dopo lo spettacolo realizzato in una festa a Roma, una donna ha aggiunto il suo aneddoto ai tanti che ho avuto il piacere di ascoltare nel corso del mio particolare lavoro.

Ho deciso quindi, di condividere su questo blog, qualcuna di queste storie, alcune brevi, altre più lunghe, perché, al di là della possibile spiegazione razionale che queste possano avere, le reputo interessanti dal punto di vista emozionale e del ricordo e le considero un regalo di chi ha ritenuto di volerle condividere con me e che ringrazio. Ecco il primo breve episodio:

Quando la mia bambina aveva quattro anni, mi ha chiamato:.

B:” mamma, mamma, chi è la vecchina che è seduta sul letto in camera tua?

ed io da un’altra stanza ho risposto.

M:”ma di chi parli, non c’è nessuno in casa“.

B:”come no, c’è una vecchina sul letto che mi sorride. Vieni a vedere“.

Al chè sono andata subito in camera mia raggiungendo mia figlia e non vedendo nessuno sul letto. Mia figlia però ha continuato a dirmi che lei una persona la vedeva eccome. Descrivendomela, ho capito poi che la fisionomia di questa persona corrispondeva ad una zia mancata poche ore prima che non aveva ancora avuto modo di conoscere mia figlia ma che aveva espresso tempo prima il desiderio di farlo. Evidentemente prima di partire del tutto è passata a fare la sua visita.”

Chissà se altre persone hanno vissuto qualcosa di simile…

Il mentalista negli eventi aziendali

24 marzo, 2017

Spesso, per la conferma di un ingaggio, mi vengono chieste immagini del mio mentalismo. Giustamente, manager e responsabili incaricati di organizzare un evento vorrebbero capire, sapere, essere sicuri di fare la scelta giusta. Ci sono parecchi improvvisati in giro e non esistendo una Tripadvisor dei mentalisti, bisogna approfondire come si può per evitare delusioni e brutte sorprese.

“Darus, vorremmo un mentalista al nostro evento aziendale, ma  come reagiscono gli spettatori normalmente? Può darci delle referenze? Chi sono i clienti e cosa pensano dopo lo spettacolo?”

Nel video vedrete il vostro mentalista all’opera da Roma a Milano, da Firenze ad Alessandria, con i commenti degli amministratori  delegati di Liquigas, e di Jobrapido, i manager di Cuki fresco spa, Nuova Poliver, Leroy Merlin, Gruppo Proedi e WhereMIlan, la presidente di IAN e il direttore vendite di Mattel Italia. Ce ne sarebbero anche tanti altri ma credo che già questi rendano l’idea.

Il mentalismo è sempre più presente negli eventi aziendali e si affaccia anche nella formazione. Se avete delle curiosità, sono a disposizione:

Un anno di strepitosi eventi

15 febbraio, 2017

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Tenere un blog aggiornato, l’ho sempre saputo, non è cosa facile ne scontata. Ci vogliono idee, tempo, passione e capacità di scrittura. Invidio chi riesce a farlo con costanza e profondità.

Il 2017 è partito con il turbo ma essendomi ripromesso di buttar giù almeno un sintetico bilancio dei 12 mesi trascorsi è giunto il momento di farlo, anche se in poche righe.

E’ stato un anno esaltante in primo luogo per i tanti eventi aziendali in giro per l’Italia nei quali ho avuto l’onore ed il piacere di essere invitato come mentalista guest star.

Dal trentennale di Tamoil a Palazzo Parigi, all’evento di WhereMilan per gli hotel lombardi di lusso nella splendida cornice del Seven Stars Galleria di Milano, passando per la convention Liquigas all’hotel Monaco e Gran Canal di Venezia, la cena di gala al Modern art Museum Ca Ghironda, vicino Bologna,  le convention Lindt a Varese e quelle delle altre aziende a Pisa, Verona, Torino, Roma e non so più dove altro, gli spettacoli per i teatri come la Sala Vanni di Firenze e il teatro comunale di Saint Vincent per Master of Magic, le presentazioni prodotti nel prestigioso hotel Bulgari e le premiazioni aziendali come quella per Mattel Italia, il coinvolgimento in fiere di settore (Feval a Sondrio), finendo con  i vari team building realizzati su obiettivi e target specifici.Insomma un 2016 strepitoso di cui sono onestamente molto contento.

Ciò che però ho apprezzato di più, anzi chi, e che vorrei ringraziare, sono le persone che ho avuto modo di incontrare e conoscere nelle mille situazioni in cui mi sono trovato. Da coloro che mi han dato fiducia ingaggiandomi per la prima volta o confermandomi in più occasioni (manager, amministratori d’azienda, titolari di agenzie di eventi) a chi è venuto a parlarmi e stringermi la mano dopo un’esibizione o a chi ha condiviso con me aneddoti della propria vita, avendo poco prima condiviso un’emozione durante qualche esperimento mentale. Incontri che mi hanno infuso energia positiva.

In un anno così, si imparano anche tante cose, spesso grazie agli errori fatti anche se ogni volta si riesce a farne di nuovi. Delle persone ti sostengono, altre ti invidiano, altre ancora ti ignorano. Da tutti costoro si traggono comunque insegnamenti utili a migliorare.

Infine voglio sottolineare che la mia maggior fortuna sta nell’avere (alle spalle e al mio fianco) una famiglia meravigliosa senza la quale tutti i traguardi raggiunti sarebbero inutili. E questo lo auguro davvero a tutti perché è come avere la pietra filosofale.

Avendo scritto più di quanto avrei voluto mi fermo qui e mi riprometto presto di aggiornarvi sulle tante novità che già in queste prime settimane del 2017 si sono presentate. Se qualcuno vuole scrivermi o comunicarmi le sue  impressioni è il benvenuto. Nel frattempo un abbraccio a tutti.

Le mille facce del mentalismo

25 ottobre, 2016

Un artista esibisce se stesso, se è un performer, o le proprie opere se è un pittore, uno scultore ecc. A meno di non chiamarsi Bob Dylan e non considerare nemmeno l’accademia svedese che gli assegna un nobel, si ha necessità di essere visibili, riconosciuti, reperibili e ben voluti.

Ecco perché sul proprio sito o sui social, fioccano gallerie video-fotografiche a non finire. Si passa dall’immortalare artisti che si esibiscono in luoghi anonimi e deprimenti ad ambienti altolocati ed esclusivi, dalle pizzerie suburbane ad importanti teatri. Ad ognuno il suo per quel che riesce e sa fare a seconda della propria clientela e del proprio genere.

Quando parlo di mentalismo raffrontandolo con altre tipologie di spettacolo, mi piace sottolineare una particolarità, evidente ma non ovvia: A differenza di un prestigiatore, un attore o di un comico, che possono esibirsi anche davanti uno specchio o in un teatro vuoto, il mentalista ha bisogno di almeno uno spettatore, una “mente altra” affinché possa generare i suoi esperimenti o le sue dimostrazioni.Ha bisogno di un’interazione. Non può leggersi il pensiero da solo, diciamo.

E’ quindi per questo può definirsi un “artista socializzante” che necessita di partecipanti per esprimersi. Senza questi, semplicemente non è.

Ecco perché in questo video mostro, in 150 secondi, il pubblico, i visi, le facce, le espressioni di chi mi concede la propria attenzione e la propria socialità in qualcuno dei tanti eventi in cui ho la fortuna di lavorare. Buona visione.

Il conformismo

13 settembre, 2016

KENZO WORLD – Director’s cut from Heidi Bivens on Vimeo.

Quello sopra è un recentissimo e molto acclamato nuovo spot di un profumo da donna, opera del regista Spike Jonze.

Ad alcuni non piacerà, ma è stato messo in conto. Molti altri/e ne saranno rapiti.

Ne parlo perché apprezzo l’evidente tentativo di percorrere altre strade rispetto ai cliché degli spot di profumi con cui tutti veniamo bombardati giornalmente, in cui si assiste più o meno sempre ad una scenetta di incontro e palpeggiamento tra due o più soggetti di vari sessi. Protagonisti: mani, unghie, jeans, abiti lunghi, capelli bagnati, ombelichi e muscoli accompagnati da voci suadenti o sospirate con accento straniero.

E’ una sortita fuori dagli schemi coraggiosa perché va in controtendenza al principio di riprova sociale secondo il quale tendiamo a comportarci come si comportano quelli attorno a noi pensando che sia il modo giusto di agire (velocità in autostrada, applaudendo quando altri applaudono ecc). Spesso lo è, ma alle volte questo schema inganna.

Un esempio opposto vi è nel divertente video sottostante. Onestamente non so quanto sia reale e quanto costruito, ma sicuramente è verosimile e può far riflettere su quante volte facciamo cose pensando con la testa degli altri. Sul lavoro, davanti una tv, quando votiamo e quando protestiamo. Fatevelo dire da uno che con le menti degli altri ci vive. Sono parecchie, parola di mentalista.

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Tutto quello che sappiamo fino ad ora (del mentalismo di successo)

14 luglio, 2016

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Al momento, da riscontri avuti sul campo, per dichiarazioni dei clienti e degli spettatori che hanno avuto a che fare con il mentalismo sappiamo che:

  1. non è un’esperienza comune ma qualcosa che rimane impresso nei ricordi e di cui si tende a parlare ad altri in diverse occasioni;
  2. è versatile ed adatto a diverse occasioni, tant’è che mentalisti sono in auge (e a questo blog piace) nei teatri, in tv (cfr. Francesco Tesei ma non solo) quanto in eventi organizzati da aziende di grandi, medie e piccole dimensioni;
  3. ci si può commuovere, divertire e restare meravigliati da una performance di mentalismo di pochi minuti, con un esperimento a distanza ravvicinata, come durante un intero spettacolo della durata di una o più ore;
  4. è più raro avere a che fare con un mentalista, essendo pochi quelli che realmente operano nel mercato reale, per questo la sua figura viene sovrapposta e confusa con quella di maghi, prestigiatori, illusionisti (da cui spesso sono partiti, come studio). Solo la sua esibizione può evidenziarne la differenza (se il mentalista è di valore si capisce anche dal diverso cachet necessario all’ingaggio) in ciò che fa e nel diverso impatto emotivo.
  5. Ci sono mentalisti che si approcciano al pubblico come psicologi, PNListi, seminvestigatori, scienziati della mente, neuropsichiatri ed altri che prediligono il paranormale, l’esoterico, il mistero, i poteri. Basta farlo con competenza e correttezza perché il pubblico apprezzi salvo cimentarsi con la categoria di quelli che fanno tutto pur di farlo ma senza avere nè un personaggio definito nè la consapevolezza della sua mancanza né l’etica necessaria a non strafare.
  6. i mentalisti professionisti che attualmente operano con successo e ad un certo livello nel mercato italiano non coprono le dita di due mani. Parallelamente c’è un fittissimo sottobosco di amatori, curiosi, dilettanti e mentalisti wannabe che animano, confondono, inquinano, arricchiscono il settore in mille modi (studiando e fornendo contributi di livello ma anche svendendosi, sbagliando in pubblico, rivelando tecniche e segreti per  5 minuti di notorietà). Il tempo premierà quelli che saranno maturati meglio, i più valevoli e/o i più fortunati quando arriverà il momento del cambio generazionale.
  7. Il mentalista, come altri artisti, è oggi, ingaggiabile facilmente attraverso il web a patto che si riesca a distinguere ciò che promette da ciò che realmente può mantenere non affidandosi solo a video ben editati. Il consiglio è quello di controllare referenze e clienti reali  nonchè numero, tipologia e dettagli delle foto in cui lavora. Se ne ha tante, mentre si esibisce, in ambienti a voi consoni, allora potrebbe fare al caso vostro se invece solo solo pose da studio fotografico o circondato da adolescenti, fatevi delle domande.

Voglio finire questo articolo con una precisazione: il “tutto quello che sappiamo” indicato nel titolo non è reale, in quanto ci saranno ancora molte cose da dire ma è la formula che i grandi giornali hanno capito funzionare per i propri lettori sul fatto del giorno. Formula che si qui voluta sperimentare per vedere l’effetto che fa.

 


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