Come è nato il mio spettacolo online

22 giugno, 2020

Virtual Mentalism Wordwide - Darus

Diverse persone mi hanno chiesto di raccontare come ha preso forma il nuovo spettacolo nella versione online, avendo pensato, prima di essere smentiti che fosse impossibile realizzarla. Provo a raccontarlo ma sono aperto ai tuoi commenti. Se vuoi puoi anche scrivermi un email a info@darus.it o un whatsapp al 349 6943662.

Onestamente, penso che proprio chi, come me, il  mentalismo  lo praticava professionalmente, da diversi anni, con le esperienze accumulate e i tanti benefici di cui aveva goduto, aveva l’obbligo morale di dimostrare come invece il mentalista online fosse ancora molto molto appetibile.

Mentalista Online per aziende - Darus

Effettivamente appena scattato il lockdown tutti gli eventi che avevo in calendario furono annullati e tutti quelli per cui ero ancora in fase di discussione evaporarono. Ne è seguito un periodo molto lungo, come per tanti, di inattività e blocco totale delle esibizioni. Solo ora, molto lentamente sta riprendendo qualcosa.

La scintilla per ripartire però l’ho avuta da due comunità di cui faccio parte online: i colleghi presenti su facebook, i e Airbnb Experience, nel quale da due anni è disponibile su prenotazione, un mio spettacolo molto particolare.

Per non dilungarmi troppo, in questo post racconto essenzialmente il contributo della prima, mentre per quello relativo ad Airbnb, mi riservo di scrivere un articolo ad hoc.

Tra i colleghi presenti in alcuni gruppi di discussione riservati su facebook, è nata una imponente reazione al blocco degli spettacoli e al rischio di non poter lavorare fisicamente per chissà quanto tempo. Ecco quindi che le più grandi menti del mondo nel settore del mentalismo e della comunicazione si sono messe in gioco, da Tel Aviv a New York, da Copenaghen a Sidney, da Roma, Milano, Firenze e Napoli, passando da Berlino per arrivare fino a Hong Kong dibattendo e scambiando idee su come potevamo affrontare questo nuovo ostacolo.

Ecco quindi un fiorire di idee, i primi test su zoom, facebook, streamyard, i timidi tentativi di esprimersi online, la condivisioni di difficoltà tecniche per capire quali microfoni, quali luci, quali webcam era opportuno utilizzare, come affrontare il nuovo mondo di spettatori virtuali, la ricerca di un surrogato all’abbraccio fisico con uno spettatore che, quando arrivava,  dimostrava l’efficacispettacoli virtuali per aziende - mentalista Darusa di quanto fatto e l’esprimersi di un’emozione vissuta e condivisa. Come riuscire a ricreare lo stesso risultato attraverso lo schermo di un computer?

 

Tutti hanno cercato di fare del proprio meglio e nel percorso si sono viste molte brutte performance, realizzate senza cura per i dettagli, dirette dalle cucine di casa con gli spazzoloni e le scope sullo sfondo, personaggi collegati in pigiama o in giacca e cravatta da matrimonio collegati davanti al frigorifero, artisti che pretendevano di comportarsi online come avevano sempre fatto dal vivo, con risultati modestissimi e tante tante cose da dimenticare ed altrettante da imparare e di cui fare esperienza.

Ho quindi trascorso settimane ad analizzare le implicazioni psicologiche di ogni mia azione online, di ogni parola, di ogni oggetto inquadrato ed inquadrabile, ho affronto gli intoppi tecnologici via via che si presentavano ed ho collezionato tanti errori riuscendo alla fine a creare qualcosa di professionale di cui sono orgoglioso e che sta avendo i primi positivi riscontri dai partecipanti agli eventi aziendali online cui ho presentato questa nuova formula.mentalismo online - Darus

Ecco quindi le domande cui mi sono posto nel creare questo nuovo progetto:

a. Può essere lo spettacolo online una pura concatenazione di dimostrazioni ed esperimenti mentali uno dietro l’altro?

b. Perché qualcuno dovrebbe usare il suo tempo per guardare un mentalista al computer?

c. Perché essere preferiti rispetto a un film in streaming, un video su youtube o sul proprio computer?

La risposta complessiva è la seguente:

ciò che si vive con lo spettacolo virtuale di mentalismo che è scaturito dalle mie ricerche ed applicazioni è un’esperienza unica, interattiva,divertente, personalizzata e sopratutto umana. Non puoi vivere una cosa analoga se assisti passivamente a qualcosa davanti uno schermo. Netflix o Amazon Prime sono sicuramente piene di storie interessanti, ma se vuoi vivere la tua, vera, in diretta con un bel ricordo allora la soluzione è quella che sto presentando.

Fammi sapere con un commento qual è la tua opinione rispetto a questa tematica e sarò felice di discuterne con te.

 

 

Spettacoli per eventi

9 aprile, 2020

Spettacolo di mentalismo virtuale - Darus

Gli spettacoli per eventi a causa del Corona virus sono aboliti, in molti casi, gli eventi hanno subito la stessa sorte. Gli spettacoli per le convention che avevo in programma in tutta Italia rinviati, le feste private annullate, i preventivi congelati.

E quindi, cosa succede al mondo dell’intrattenimento? Al mentalismo?

Successivamente alla richiesta di alcuni clienti con cui già in passato era capitato di realizzare, con successo, degli esperimenti digitali, ho pensato di potenziare un servizio particolare: uno spettacolo di mentalismo virtuale.

Immagina di voler organizzare un evento online, una riunione aziendale in smart working, una festa di compleanno in onore di tua moglie o marito, o di voler trascorrere una serata diversa pur in quarantena, interagendo con gli amici annoverando, tra i collegati, anche un artista che, in diretta streaming sia capace, con professionalità ed esperienza, di intrattenere te e i tuoi ospiti in maniera originale e pazzesca.

Tutto ciò è possibile, prenotando quello che, senza tema di smentita, è considerato il miglior spettacolo di mentalismo virtuale oggi in circolazione. In più, alla fine è previsto un bonus eccezionale per tutti i partecipanti.

Una performance interattiva che sorprende e diverte, veicolando emozioni attraverso lo schermo di uno smart-watch, un tablet o un computer permettendo di dimenticare, per un po’, Netflix e i bollettini della protezione civile.

Da 10 a 100 spettatori contemporaneamente, gli spettacoli per eventi non sono quindi aboliti. La meraviglia, la sorpresa ed il mistero non vanno in quarantena, aspettano solo di essere nuovamente coinvolti.

Contattami se ne vuoi sapere di più.

 

Lo striptease del Mentalista

22 febbraio, 2020

Quante volte ti sei messo davvero a nudo? Quando pensi di essere sincero al 100%?

come mentalista vi guardo negli occhi ed è come se foste nudi

Qualche giorno fa, il mentalista/prestigiatore Marco Rea, si è presentato al concorso di Italian’s Got Talent eseguendo un numero per il quale, alla fine, è rimasto  quasi nudo, fatta eccezione per un completo intimo da donna, di colori vari, corrispondenti a quelli scelti casualmente dai giudici della trasmissione.

L’artista è stato premiato con 4 voti positivi ed andrà avanti nelle selezioni del programma. Complimenti a lui.

Al di là, di apprezzare o meno questo tipo di performance (non nel mio attuale stile), credo che mettersi a nudo davanti al proprio pubblico sia ciò cui ogni artista dovrebbe tendere. Ovviamente, con ciò non intendo, ogni volta, privarsi dei vestiti, se non per fornire quel effetto sorpresa cercato da Marco, ma solo, essere se stessi e tentare di far arrivare al pubblico, chi realmente si è, senza maschere e finzioni.

Ovvio che, ad esempio un mentalista, ha un suo personaggio e uno specifico approccio al suo ruolo, ma questo arriva al pubblico solo se intriso della vera personalità di chi lo riveste. Personalmente sento che il pubblico apprezza quando condivido aneddoti realmente accadutomi o racconto della mia famiglia e spesso mi emoziono con esso, quando rivelo nomi o fatti cui hanno pensato con trasporto.

Immancabilmente queste sono le cose che poi restano nella memoria loro e mia, si percepisce dal tipo di applausi, non di maniera, dalle esclamazioni e dagli sguardi. Il pubblico  sente di poter abbandonare le inibizioni reagendo con sincerità e naturalezza. Perché La sincerità è empatica. Qui alcune testimonianze.

Per quanto sopra, posso affermare che il mentalista deve  sempre fare una sorta di striptease.  Invece tu, raccontami qual è l’ultima figura che hai percepito come sincera ai tuoi occhi senza ombra di dubbio. Un politico? Un familiare? Un amico? Scrivilo nei commenti, li leggerò con piacere.

ps tra qualche giorno sul mio canale youtube pubblicherò alcune cose interessanti. e divertenti a proposito di sincerità e mentalismo. Se non vuoi perderle seguilo qui.

Nessuno è perfetto soprattutto il Mentalista

15 ottobre, 2019

Spettacolo Roma Mentalista Darus

 

Nel momento in cui una persona ha l’occasione di vedere un mentalista all’opera, può giudicarlo in molte maniere. Ciò dipende dalle sue personali preferenze ed attitudini per esempio, dal suo vissuto, dalle sue aspettative e dalle sue necessità, ma anche dalla personalità del mentalista, da come egli si pone, da quel che realizza e da come sceglie (o può) di comunicarlo.

Quando circa 20 anni fa, mi esibii nel mio primo evento aziendale di rilievo, con molta incoscienza e tanta inesperienza, mai avrei pensato di diventare una sorta di esperto di questo genere di appuntamenti e che sarebbero poi stati  gli stessi clienti ad attivare il passaparola nell’ambiente.

 

Mentalista Darus spettacolo Roma

Per mia fortuna ho vissuto contesti estremamente diversi e avendo l’occasione di fare tantissimi e fantasiosi errori nel corso degli anni, dando corpo ad imprecisioni e mancanze che, mi hanno segnato profondamente ma che hanno contribuito a costruire l’esperienza professionale che oggi posseggo.

Ci sono stati errori di organizzazione ed inesperienza come il dimenticare uno delle componenti dell’abito da indossare, ritrovandomi in camerino senza pantaloni o con le tasche della giacca nuova ancora da scucire, le macchie di cibo sulla camicia procurate 2 minuti prima dello show o il rendermi conto di avere un aspetto trasandato solo quando ero in procinto di arrivare dal cliente poi ci sono stati gli errori che si sono riverberati sugli spettacoli quando li ho preparati poco e male, avendo scarsa capacità di gestione del pubblico o degli imprevisti.

Se mi soffermo a pensare al mio mentalismo, mi impressiono pensando al repertorio  di cui oggi dispongo, distillato dal materiale che ho dovuto selezionare, studiare, progettare, scegliere, scartare, testare e ritestare davanti a pubblici di entità numerica e culturale diversa, affrontando reazioni fredde, tiepide od entusiaste, avendo come riscontro sorrisi, risate,  applausi di circostanza o di gradimento, lacrime  di commozione o ostilità preconcetta. Nulla dovuto al caso, ma conseguenza delle mie azioni.

Gli avversari sono sempre la noia, la complessità, l’essere cervellotici, l’inutilità e la impermeabilità alle emozioni degli spettatori. Talvolta si risulta troppo veloci e superficiali, altre prolissi e verbosi. Uno degli errori più insidiosi ancora oggi, anche tra i colleghi è la tendenza ad essere didascalici  quasi come si presentasse una conferenza scientifica invece di aprirsi, cuore e mente, al pubblico permettendogli di entrare in connessione attraverso il piano emotivo.

Dopo tanti sbagli ho scoperto una cosa, per il mio lavoro, molto utile: gli errori materiali possono sempre ripresentarsi: potrà capitare di rivelare una parola pensata non esattamente nel modo in cui è stata pensata, il numero trovato potrà non essere necessariamente preciso all’unità e potrei anche dimenticarmi di lucidare le scarpe che indosso in scena, ma se il rapporto con il pubblico rimarrà sincero allora tutti troveranno la giusta emozione che tanto si cerca, affinché si possa vivere quell’esperienza speciale che rimane impressa per molto molto tempo che si realizza con il vero mentalismo.

 

IL MENTALISMO AL SERVIZIO DEL SUCCESSO DI UNA CONVENTION

13 luglio, 2019

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L’artista di punta coinvolto nell’evento è stato il mentalista Darus.
L’occasione, l’importante convention di BOEHRINGER INGELHEIM, multinazionale del farmaco, che per alcuni giorni ha aggiornato, informato ed intrattenuto quasi 500 persone, tra informatori scientifici, ricercatori, tecnici e manager provenienti da tutta Italia, con team building, conferenze, feste danzanti, relazioni e cene di gala.

La location, il prestigioso Forte Village Resort a Santa Margherita di Pula, in Sardegna . Il nostro compito era quello, affiancando l’agenzia partner che gestiva gli altri eventi, di fornire una performance di alto livello, progettata e realizzata su misura delle esigenze del cliente.

Uno spettacolo di Mentalismo che richiamasse la filosofia aziendale e fornisse gli elementi per consolidarne la strategia operativa agli occhi degli informatori scientifici e di tutti gli area manager.

Darus ha saputo gestire al meglio e con un incredibile riscontro il compito affidatogli entusiasmando e coinvolgendo tutti i presenti, tenendo sempre viva l’attenzione e la partecipazione degli ospiti.

La Eventshow si è occupata del lavoro di coordinamento tra l’artista ed il cliente gestendo le diverse riunioni e gli approfondimenti nel corso delle settimane precedenti all’evento.
Un’attività che ha comportato la necessità di scandagliare le peculiarità dell’azienda cliente esaminando e caratteristiche e temi portanti.

Lo spettacolo/performance di Darus è riuscito a toccare le corde emotive e al tempo stesso razionali, degli spettatori, in una sequenza interattiva di esperimenti e dimostrazioni mentali che hanno via via accresciuto l’engagement della platea, per terminare con una meritata standing ovation che ci piace poter documentare con un breve video che pubblichiamo a ruota dell’articolo

Il complesso ingranaggio organizzativo imbastito insieme agli ottimi colleghi e partner di Chrisalis ha portato ad avere un risultato assolutamente perfetto per il quale ringraziamo tutti gli attori in campo.

Cosa fai quando ti criticano

6 maggio, 2019

 

boxe

Il web è pieno di guru, di esperti, di dispensatori di perle di saggezza, anche diversi mentalisti ora lo sono diventati.  Non giudico ma ho pensato di condividere con te che leggi un brevissimo elenco di cose che si può cominciare a far da sè. Da quando l’ho scovato anche io ci  lavoro sopra. E devo dire che è utile. Spero lo sia anche per te.

Notizie flash: La gente ama le lodi.  Le persone adorano sentirsi dire che stanno facendo un buon lavoro, che il loro sforzo è apprezzato e che sono un membro prezioso del team. Si amano così tanto, che abbiamo tutti profondamente assorbito gli elogi nella nostra cultura.

Le nostre scuole offrono molte opportunità per gli studenti di essere riconosciuti per i risultati grandi e piccoli. I genitori sono orgogliosi di ricevere riconoscimenti sportivi.

Il problema della lode, però, è che non impariamo molto da essa.

Quando il tuo cervello riceve una ricompensa (e il tuo cervello tratta le lodi degli altri come una ricompensa), quello che impara, è di fare di nuovo quell’azione. Se vuoi rafforzare un particolare comportamento, allora lodare quel comportamento è un ottimo modo per farlo accadere.

Ma, la ripetizione costruisce le abitudini, non la crescita. La vostra capacità di avanzare nella carriera (e la vostra capacità di aiutare i vostri colleghi ad avanzare nella loro carriera) si basa sul miglioramento.

Hai bisogno di scoprire quali abilità non hai ancora. Ancora più importante, è necessario scoprire quali delle abilità che pensi di aver acquisito in realtà richiedono un miglioramento.

Le persone più abili in qualsiasi impresa hanno qualcosa in comune. Amano essere criticate. Vogliono sapere cosa possono fare meglio in futuro. E usano la critica costruttivamente – indipendentemente da come è stata intesa dalla persona che l’ha fatta.

Al fine di utilizzare la critica in modo efficace, è fondamentale iniziare a comprendere la propria reazione ad essa. Spesso, si inizia sentendo un colpo alla propria autostima. Può essere fisicamente doloroso scoprire di aver bisogno di miglioramenti.

Quel dolore può rapidamente trasformarsi in rabbia diretta a te stesso o alla persona che ti ha dato un feedback negativo. Per riprendersi, iniziate a difendere le vostre azioni o a colpire l’altra persona. Queste cattive reazioni portano chiunque a pensarci due volte prima di indicare qualcosa da migliorare per il futuro.

Invece, quando si riceve una critica da qualcun altro, si deve cominciare a sorridere (anche se si deve forzare la cosa all’inizio). Ringraziare la persona per il feedback. Potresti anche fare più domande per capire meglio cosa hanno notato e cosa stavano pensando. Resistete a qualsiasi stimolo a spiegare perché avete fatto quello che avete fatto. Ascoltate.

Poi, non fate nulla con queste informazioni per circa un giorno. Qualche volta, si potrebbe essere tentati di stuzzicare le critiche e anche nutrire la ferita o la rabbia.

Invece, bisogna cercare una buona notte di sonno. Si scopre che il sonno in realtà aiuta a separare la reazione emotiva che si ha a una situazione dal contenuto concettuale di quell’evento. Così, dopo aver dormito, sarete effettivamente in grado di pensare alla critica senza sentirvi così male.

Poi, fate attenzione a ciò che vi è stato detto. E’ qualcosa che hai già sentito prima? Forse stai imparando qualcosa di nuovo su te stesso. Comincia a prestare maggiore attenzione a questo aspetto della tua performance e vedi se noti di persona ciò che ti è stato detto da qualcun altro.

Poi, lavora per migliorare. In alcune situazioni, potresti sapere esattamente cosa devi fare per migliorare. In molti casi, però, avrete bisogno di assistenza. Trova un collega, un amico, un allenatore o un mentore. Falli lavorare con te per sviluppare un programma per sostenere la tua crescita.

Se metti in pratica questo piano, farai tre scoperte notevoli. In primo luogo, sarai molto più produttivo nel tuo lavoro, perché potrai porre rimedio ad alcune delle tue inefficienze. In secondo luogo, imparerai ad essere meno sensibile alle critiche altrui.

Potresti anche non aver più bisogno di dormirci sulle critiche di qualcuno prima di essere in grado di pensarci senza frustrazione. Infine, tii accorgerai che anche tu stai diventando più autocritico. Dopo tutto, si osserva il proprio comportamento più di chiunque altro. Più si notano limitazioni in ciò che si può fare, più opportunità di crescita si creano.”

Il pezzo originale “How our brains process praise and why it’s killing our potential” è del prof. Art Markman ed è stato pubblicato qui.

 

La fonte del potere

23 gennaio, 2019

Eh si, avete visto bene. Fatevelo dire da un mentalista in vena di confidenze: il complotto è svelato. La sciarpa rossa è la bacchetta magica dell’era moderna e chi la indossa acquisisce potere. L’avevo raccontato qui, in tempi non sospetti.

Per non compromettermi troppo, elencherò di seguito una serie di considerazioni per ognuna delle foto che ho inserito, senza attribuirle a nessuno in particolare, ma lasciando a te che leggi il gusto di capire a chi sono riferite. Pronti? Cominciamo:

  • ho visto che il mentalista Darus fa miracoli degni di nota nelle sue esibizioni e non sarebbe male se anche lei, padre, oltre a parlare di quelli antichi, ne facesse qualcuno di questi tempi. Per questo gliel’ho procurata;
  • ho conservato questa sciarpa durante tutta la mia carriera politica ma visto che ora il mio amico mi ha rassicurato dicendomi di stare sereno, ho deciso di regalargliela, ..;
  • la mia eredità artistica andrà a chi saprà cogliere i dettagli, senza fare la dolce vita, ne alzandosi alle otto e mezzo per ascoltare la voce della luna. Io e la magia c’eravamo tanto amati.  In futuro guarderò al mentalismo.
  • ho pensato a lungo alla riforma delle pensioni ed ora che l’ho fatta e resa immodificabile ho deciso di togliermi anche io qualcosa. Tipo questa sciarpa.
  • Oh meno male che il Maestro mi donò questa sciarpa quando pensai al mio film da Oscar, infatti ho compreso che la vita è bella, non sempre dolce, evitando così una ripetizione. Per il mio secondo Oscar però voglio essere senza sciarpa e girerò Pinocchio.
  • la cosa più importante per realizzare qualcuno dei miei esperimenti non sono le mani ma una seconda mente, almeno. Se non c’è, il mentalismo è impossibile e significa che sono solo.

E questo è quanto. Ci leggiamo alla prossima occasione.

Ps non è che sia impazzito eh! Essendo un pò che non scrivevo ho colto la palla lanciatami da alcuni amici e colleghi con cui qualche giorno fa, si scherzava sulla tendenza che hanno alcuni “artisti” a copiare ciò che fanno altri, nel look, nel repertorio nei propri siti o anche nei titoli degli spettacoli. Avrei infatti potuto inserire foto di “mentalisti” copioni davvero, ma poi non sarebbe stato piu’ divertente, tanto chi deve capire capisce..:-)

 

Effetto wow

10 novembre, 2018

il mentalista Darus con i dirigenti di un importante gruppo bancario italiano

Recentemente sono stato ingaggiato per mettere il mio mentalismo al servizio di un evento facente capo ad un importante gruppo bancario italiano. Nello specifico, diversi direttori e responsabili di aerea si sono riuniti per alcuni giorni per fare formazione e team building in una città del sud Italia e fino a qui tutto normale.

Ciò che mi ha riguardato e che ho gradito che gli organizzatori predisponessero, e per il quale onestamente, ho lavorato tanti anni affinchè avvenisse, è il finale di quella che è stata una complessa e articolata  tabella di marcia:

l‘effetto wow, previsto e programmato, derivante dal “sottoporre” i presenti alle attenzioni di un bravo mentalista, nello specifico, le mie.

Dopo aver svolto attività ludiche e di analisi comportamentali collettive ed aver approfondito tematiche finanziarie e di intelligenza emotiva, è stato ricercato, come ingrediente construens per il gruppo, un qualcosa che uscisse completamente dagli schemi e che fornisse un finale emozionale inaspettato all’esperienza, in modo da renderla indelebile ai partecipanti.

Poteva sembrare un grande fardello da portare, ma come diceva un eroe dei fumetti (emerge il Peter Pan che è in me, ma magari sai anche tu a chi mi riferisco), se si hanno grandi poteri si hanno anche grandi responsabilità ed è stata una succosa soddisfazione assolvere al mio compito riscontrando il successo che ho riscontrato.

Ma oltre al mio, devo dire che d’effetto wow ho anche goduto, in positivo potendo entrare nella vita e nel personale di tanti professionisti del mondo della finanza italiana ed avendo modo di apprezzarne umanità e simpatia e in negativo imbattendomi, nei viaggi aerei programmati per spostarmi, in situazioni al limite dell’assurdo (ma dell’uomo infortunatosi a bordo e soccorso con estremo ritardo ne parlerò in un’altra occasione). Per ora mi fermo qui e ti ringrazio per esserci.

 

 

Le mie prime 50

28 settembre, 2018

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La reputazione è il nostro biglietto da visita (troverete i link in fondo all’articolo). Quello che le persone dicono e pensano di noi su come svolgiamo il nostro lavoro (e per come ci comportiamo nella vita) modifica radicalmente le nostre esistenze e i nostri destini. Se ci dimostriamo incompetenti nessuno ci farà lavorare, se invece i riscontri della nostra attività saranno positivi otterremo successo e lavoro.

Esibendomi  in eventi aziendali ho sempre cercato di raccogliere dai miei clienti le loro testimonianze ed ora ne conservo un ragguardevole numero sia in video che per iscritto ed ovviamente questi pareri hanno influenzato ed ancora influenzano coloro che cercano un riscontro di qualità attraverso opinioni autorevoli, proprio perchè, come ho detto, ci si basa sulla reputazione delle persone per poterci fidare.

Pochi mesi fa ho scritto un nuovo spettacolo di mentalismo, a 4 mani con Luca Speroni, copywriter,  autore, giornalista e social media manager di spessore, avente ad oggetto il mistero, Firenze e la Divina Commedia.

Un’esperienza intima per piccole comitive, desiderose di calarsi in un’atmosfera ed in un contesto “strano”, tra spiriti, risate e colpi di scena: un percorso tra inferno, purgatorio e paradiso realizzato attraverso il mentalismo ed ambientato in una vera abitazione fiorentina.

Nel tempo, questa esperienza si è distinta come un’attrazione di lusso richiesta dagli italiani ma soprattutto da un pubblico straniero. Spettatori provenienti da tutto il mondo hanno condiviso con me questa particolare storia. Persone provenienti dalla Russia all’India,  dal Sudafrica agli Stati Uniti, dall’Australia all’Arabia Saudita, solo per citare alcuni paesi.

Ho avuto modo di incontrare persone molto in gamba, tra gli altri, sceneggiatori di importanti musical americani, dipendenti di Facebook e Spotify, imprenditori della Realtà Virtuale in Cina o funzionari dell’Onu.  Con loro c’è stato un bellissimo scambio di idee e vissuti. Un’esperienza fantastica. Una percentuale di queste persone mi ha regalato un commento pubblico, fornendomi anche utili spunti e consigli di miglioramento. Oggi ho la soddisfazione di vedere pubblicata la 50esima recensione e di poterla condividere con chi mi legge, a testimonianza dell’ottimo riscontro di questa proposta.

Se interessato troverai a questo link tutte le informazioni necessarie per prenotare ma, volendo, potrai optare anche per un canale diverso legato agli hotel fiorentini di lusso, ovvero Where Florence. Ti aspetto.

 

 

Una festa di matrimonio non può essere “carina”

3 settembre, 2018

Quando una festa di matrimonio è organizzata con determinate caratteristiche, mi fa piacere contribuire al successo del ricevimento con quello che so e posso fare, ovvero con uno spettacolo adatto all’occasione. Partecipando a questo tipo di eventi ho assimilato una serie di considerazioni ritrovate in ciò che riporto di seguito:

“La prima cosa da comprendere è che l’industria del matrimonio è basata sulla vendita di un bel matrimonio: l’abito, lo smoking, i fiori, gli inviti, le decorazioni e così via. Tutto questo dipinge un bel quadro, ma molto poco contribuisce all’esperienza reale della giornata.

Perché bello non è un’emozione. Tra il come il vostro matrimonio si presenta e il come il vostro matrimonio si percepisce c’è molta differenza (a volte enorme).

Tutto ciò non perchè avere un bel abito o investire tempo nella ricerca delle giuste decorazioni non sia soddisfacente per chi lo vuole e sa fare (io personalmente ho amato la ricerca del mio vestito, ma non mi sono occupato delle decorazioni).

E’ però importante avere il tempo di pianificare il tipo di esperienza che desiderate al vostro matrimonio, qualcosa che non ha nulla a che fare con il carino.

Se volete un matrimonio che si trasformi in una festa super divertente, vale la pena di rifletterci sopra.

Ecco quindi una serie di spunti per rendere la vostra festa una bomba:

PENSA AL VOSTRO RICEVIMENTO COME AD UNA FESTA. Non esiste una ricetta di

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intrattenimento perfetto, dal momento che le idee di divertimento non sono universali. (Io, personalmente ho lavorato in matrimoni vedendo persone divertirsi partecipando ad una caccia al tesoro ed altre dove facevano altrettanto ballando balli popolari).

Il trucco è quello di capire che cosa ti fa amare una festa, e poi cercare di inserirla nel tuo/vostro matrimonio.

LE PERSONE. L’elemento più importante del vostro matrimonio sono le persone. Ma la vostra lista degli invitati è quella cosa che vi dicono di tagliare per prima.

SONY DSCDopo aver sentito il messaggio che si dovrebbe tagliare la lista degli invitati mille volte, è difficile non farlo. Ma quando si pensa ad un matrimonio passato, si ricorda delle conversazioni avute, delle persone incontrate e all’atmosfera che tutte quelle persone conferivano alla festa.

Le probabilità che non sia delle decorazioni che si parlerà dopo una settimana sono molto alte. Non importa quanto grande o piccolo sia il vostro matrimonio, pensate alle persone in primo luogo e rendete tutto il resto secondario.

FATE IN MODO CHE I VOSTRI OSPITI SI SENTANO CURATI. C’è qualcosa di un po’ vulnerabile nel presentarsi a un matrimonio in cui non si conoscono molte persone e nel mettere le future sei ore della propria vita nelle mani dei padroni di casa.  Si spera di mangiare bene e di sedere accanto a persone simpatiche, ma non si può mai sapere.

Ci sono tanti modi per prendersi cura dei propri ospiti quanti sono i matrimoni, come ad esempio fornire note di benvenuto in hotel, un modo per gli ospiti di conoscersi (come i cartellini con una nota su come gli sposi conoscono la coppia in una cena di benvenuto), e una carta dei posti a sedere. (In alcuni matrimoni si finisce col sedersi vicino chi si conosce parlando solo con queste persone … per ore e ore.)

BILANCIATE CIÒ CHE AMATE CON CIÒ CHE AMANO I VOSTRI OSPITI. Ho scritto sopra di capire cosa rende una festa divertente per voi (e probabilmente i vostri amici). Quando si organizza il proprio matrimonio, l’obiettivo è quello di bilanciare il vostro “quello che ti piace”, con “quello che alla vostra lista di invitati multi-generazionale piacerà”.

Questo può significare inserire un pò di musica italiana nella vostra playlist rock indie di canzoni per ricevimenti di nozze, o può significare avere giochi da tavolo e un’ora di cocktail o un artista che possa intrattenere ogni tipologia di persona (…ehm…).

FATE SAPERE ALLA GENTE COSA ASPETTARSI. Gli invitati sono sorprendentemente bravi ad accettare cosa gli si offre ad un festa di matrimonio, purché sappiano, almeno a grandi linee, a cosa vanno incontro. Se stai organizzando un ricevimento in cui offri solo una torta fallo sapere alla gente nell’invito. Verranno con lo stomaco pieno, pronti per divertirsi. (Oppure decideranno di non venire per quel che gli offri, ma sono adulti).

Usate il vostro invito, un sito web di matrimonio, se ne avete uno o il passaparola per far sapere alla gente che tipo di festa aspettarsi.

SFAMATE LE PERSONE IN TEMPO. Una regola valida per tutti i matrimoni è questa: nutrire le persone con cibo a sufficienza e di qualità ma senza trattarle come oche da fois grais (la rima è mia). Gli ospiti arrabbiati non sono ospiti felici e nemmeno quelli che incorrono in un’indigestione. Cibo va bene ma ciò che davvero diverte ed emoziona è l’opportunità di interagire degli ospiti, tra loro e con gli sposi.

E infine, la regola più importante. Se volete che altre persone si divertano al vostro matrimonio, è necessario lasciarsi andare e divertirsi. Gli ospiti sono attenti a te e al tuo partner, e prenderanno spunto dalle vostre vibrazioni.

Anche con tutte queste idee di matrimonio divertente, la cosa migliore che si può fare per rendere indimenticabile questo giorno e propagare il proprio divertimento a tutti è solo rilassarsi e godersela. Se siete rilassati, si rilasseranno. Se ti divertirai con il mentalista si divertiranno anche loro, se amerai ballare, balleranno con piacere anche loro. Se stai avendo il più bel giorno della tua vita, lo avranno (in proporzione ovviamente) anche loro.”

Gran parte di questo articolo è stato tradotto (ed adattato) da qui un blog con tanti altri spunti interessanti e condivisibili.

8 Cose che le persone mentalmente forti fanno ogni giorno

16 agosto, 2018

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Come sono solito fare da un pò di tempo a questa parte condivido sul mio blog un articolo che reputo di qualche utilità, essendo io un mentalista e trattando di atteggiamenti mentali.

Pur non coprendo del tutto la tematica, segnala alcuni atteggiamenti che possono, se perseguiti, potenziare il carattere, lanciando quel sasso nello stagno che a qualcuno può servire per cominciare ad approfondire.

Nell’articolo di Amy Morin (qui, l’originale) vi sono alcuni spunti idonei a rendere il proprio comportamento più efficace ed efficente nel tempo. A voi decidere come, se e quando seguire questi consigli:

Le scelte che fai ogni giorno possono aiutarti a diventare più forte e migliore.
Proprio come è scontato che non si nasce con la forza fisica e che per ottenerla è necessario un processo evolutivo, è evidente come nessuno sia dotato di incredibile forza mentale fin dalla nascita.

Quest’ultima è sviluppata nel tempo da individui che, hanno inconsciamente gli strumenti per farlo o da chi scelglie di fare dello sviluppo personale una priorità .

Oltre ad evitare le cose che potrebbero ostacolarle, le persone mentalmente forti creano abitudini sane che le aiutano a diventare più forti.

A seguire otto cose che le persone mentalmente forti fanno ogni giorno per rafforzare i propri muscoli mentali:

1) Usare l’energia mentale con saggezza

E ‘facile distrarsi durante il giorno da una varietà di attività poco importanti e improduttive. Le persone mentalmente forti scelgono di usare il loro tempo e la loro energia con attenzione. Dedicano i loro sforzi alle cose che più contano, in modo da poter raggiungere i loro obiettivi.

2) Riformulare i pensieri negativi

Tutti hanno, prima o poi, dei pensieri negativi, ma le persone mentalmente forti non permettono a questi di farsi trascinare verso il basso. Al contrario, rispondono alle loro previsioni pessimistiche e alle loro dure critiche con un dialogo interiore più produttivo. Rimangono motivati a fare del loro meglio parlando con se stessi come con un amico di fiducia o un allenatore disponibile.

3) Lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati

Le persone mentalmente forti stabiliscono chiari obiettivi personali e professionali che danno loro significato e scopo. Rinunciano alla gratificazione immediata tenendo presenti i propri obiettivi a lungo termine. Essi considerano gli ostacoli come sfide, piuttosto che come problemi.

4) Riflettere sui propri progressi

Le persone mentalmente forti riflettono ogni giorno sul loro progresso verso i propri obiettivi. Dedicano del tempo ad esaminare ciò che stanno facendo bene riconoscono umilmente le aree che necessitano di miglioramento. Si ritengono responsabili degli errori e si sforzano costantemente di migliorare.

5) Tollerare il disagio per uno scopo più grande

Mentre alcune persone si sforzano di evitare qualsiasi tipo di sofferenza, altre sopportano dolore semplicemente per dimostrare che sono dure. Le persone mentalmente forti, tuttavia, tollerano il disagio quando serve a uno scopo più grande. Che si stiano allenando quando si sentono stanchi, o che stiano pronunciando un discorso quando si sentono terrorizzati, usano il loro dolore per migliorare.

6) Esercitare la Gratitudine

Le persone mentalmente forti riconoscono di avere già tutto ciò di cui hanno bisogno. Riconoscono la loro fortuna ed esprimono gratitudine per tutte le cose grandi e piccole.

7) Bilanciare le emozioni con la logica

Le persone mentalmente forti sanno che i loro sentimenti giocano un ruolo importante nelle loro percezioni e nel loro comportamento. Essi prestano molta attenzione ai modi in cui le loro emozioni potrebbero influenzare il loro giudizio. Essi bilanciano attentamente le loro emozioni con la logica in modo da poter prendere le migliori decisioni possibili.

8) Vivere secondo i propri valori

Anche se si può essere tentati di misurare la propria autostima confrontandosi con la concorrenza, le persone mentalmente forti non cadono preda di tali distrazioni. Si impegnano a vivere secondo i loro valori e a fare del loro meglio, nonostante le circostanze. Alla fine non si sono chiesti: “Ho battuto tutti gli altri? Invece si chiedono: “Sono rimasto fedele ai miei valori?

 

E tu come ti presenti?

10 agosto, 2018

Come presentarsi

Una delle cose che ho sempre riscontrato, ogni qualvolta mi sono trovato in un evento aziendale dove non tutti si conoscevano, così come anche negli eventi privati, tipo matrimoni in cui degli sconosciuti venivano assegnati ad uno stesso tavolo e dovevano, loro malgrado, socializzare, è la difficoltà di superare il muro di gomma emotivo e razionale dell’interlocutore attraverso un’autopresentazione.

Riusciamo davvero a comunicare con gli altri? A lasciare loro qualcosa di noi?

Partecipare ad un evento ed incontrare delle persone significa inevitabilmente sentirsi porre la domanda: “Tu cosa fai?”

La maggior parte di noi, risponde con “Sono. X (nome della professione) nell’azienda Y” e questa è la risposta che la gente si aspetta, con l’altissima probabilità di lasciare nella mente del nostro nuovo conoscente, traccia per appena qualche secondo, idonea ad essere cancellata da ciò che dirà la successiva persona che questa incontrerà di lì a poco.

Come fa notare Joanna Bloor, CEO di Amplify Labs, specializzata nell’aiutare le persone a scoprire e articolare ciò che le rende distintive in modo che possano formare legami più profondi con gli altri: “Rispondere con il tuo titolo e la tua azienda è la norma. Ma quando lo fai, stai perdendo l’opportunità di far sapere  all’altra persona chi sei in realtà. Tu  non sei solo il tuo lavoro”.

Sintetizzo di seguito,  le sue riflessioni su questo tema liberamente estrapolate da un articolo di Kara Cutruzzula e pubblicate qui:

Tutto inizia con il modo di presentarsi. Se si chiede alle persone se amano la propria risposta alla domanda “Cosa fai”, di solito la risposta è no, quindi bisogna trovare una risposta che ci soddisfi,  poichè le potenzialità del suo impatto sono enormi ed allora perchè non coglierle?
Presentarsi in modo non scontato conferisce il potere di distinguersi in una stanza affollata aumentando le probabilità che gli altri colgano un’opportunità, un rapporto, un’attività o un’idea che potrebbe aiutarvi. Come dice Bloor: “Quando la tua presentazione sarà corretta, non solo avrai l’opportunità di entrare in contatto con le persone, ma ti sarà anche permesso di fare il lavoro che vuoi veramente fare”.
Attenzione: la realizzazione dell’intro richiede un po’ di tempo e fatica. Ma poiché il mondo del lavoro continua a cambiare in modi che non possiamo anticipare, è fondamentale sapere cosa ci distingue dal resto del mondo.
Quindi come puoi trovare la tua nuova risposta a “Cosa fai?
1. Vai oltre il tuo titolo.
La prima cosa che dovete fare è capire chi siete in realtà. Bloor chiede ai suoi clienti: “Per cosa vorresti essere conosciuto? E’ una domanda scomoda, ma per lei è uno scoglio che spinge le persone fuori dalle loro zone di comfort. Invece di affidarti ai risultati ottenuti in precedenza, sei costretto a considerare quello che vorresti fosse il tuo impatto.
2. Pensa ai problemi che solo tu puoi risolvere.
Bloor crede che ognuno, indipendentemente dal proprio lavoro o dalla propria azienda, sia essenzialmente un risolutore di problemi. Così, quando intervista le persone per aiutarle a scoprire la loro storia unica cerca di scoprire i problemi che sono particolarmente bravi a risolvere.
Utilizza questa tattica su di te. Quali sono i problemi che risolvi sul lavoro? E cosa ti rende particolarmente efficace nel farlo? Se ci si presenta come un risolutore di problemi, si può scatenare una reazione istantanea quando si incontra una persona nuova.”
Bisogna capire come esprimere le proprie capacità in una sola frase. Ad esempio, invece di dire “Sono un avvocato specializzato in diritto di tipo X”, si potrebbe dire, “Penso che il problema più grande del sistema giudiziario è A. Come avvocato che si concentra su B, sto aiutando a trovare soluzioni attraverso il fare C.”.
3. Chiedi informazioni ad amici e colleghi.
Spesso è difficile per le persone vedere le proprie abilità. Rivolgiti alle persone che ti conoscono bene e chiedi loro “Che cosa stai vedendo che faccio bene e che io non so è davvero speciale?” Generalmente troverai temi o linguaggi comuni nelle loro risposte, anche se sono persone provenienti da diverse parti della tua vita.
4. Torna alla tua infanzia.
Ancora bloccato? Entra in una macchina del tempo e ripensa a quando avevi otto anni. In cosa eri bravo a quell’età? Secondo Bloor, questa abilità speciale può spesso essere applicata ai tuoi sé presenti e futuri e aiutarti a vedere come sei diverso da tutti gli altri.
5. Non nascondere le tue debolezze.
Trovare le persone giuste con cui relazionarci può essere frustrante, soprattutto in occasione di eventi legati al lavoro. “Penso che molta della frustrazione sul posto di lavoro e con gli altri derivi dal fatto che non parliamo di chi siamo davvero come persone”, dice Bloor. Quindi, cogli l’occasione, apriti e rivela qualcosa di reale su di te. Usa frasi come “Sono davvero appassionato di X” o “Quello che più mi entusiasma di quello che faccio è Y”, che possono comunicare la tua emozione ed il tuo entusiasmo e far sì che gli altri rispondano a tono.
6. Raccogli un feedback sulla tua introduzione.
Dopo aver creato la tua presentazione, provala su cinque persone che conosci bene. Poi, qualche giorno dopo, chiedi loro: “Cosa ti ricordi di più della mia intro? “La loro risposta  ti dirà cosa è più memorabile, cosa potresti modificare e cosa potresti provare a fare quando incontri nuove persone.
7. Resistete a tornare alla stessa intro di vecchia data.
La verità è che sarà sempre più facile dire il solito “Il mio lavoro è X e lavoro per Y”, fare qualche insignificante chiacchiera, e poi passare alla persona successiva con in mano un bicchiere di vino.
Si può scoprire che utilizzare una presentazione di sè autentica e personale porta a rivelazioni più profonde nella vostra vita. “Tutti noi vogliamo imparare e capire perché contiamo su questo pianeta e in questa vita”, dice Bloor. “E si può cominciare con l’essere in grado di rispondere alla domanda ‘Cosa fai?’ meglio”.

Tre modi per rilassarsi mentalmente

16 maggio, 2018

simpson

Eccoci alla terza ed ultima puntata di un articolo sull’argomento tratto da un blog che seguo, www.artofmanliness.com, liberamente tradotto qui per condividere con i lettori di questo blog alcune informazioni interessanti. Abbiamo parlato di addormentamento istantaneo e rilassamento fisicoqui e qui ed ora parliamo della mente:

Winter sostiene che una volta che sei fisicamente rilassato, se si tiene “la mente libera da qualsiasi pensieri attivo per soli dieci secondi, ci si addormeterà“. La chiave per addormentarsi rapidamente è quindi quella di fermare il treno di pensieri che di solito è rombante dentro la testa. Si deve smettere di rimuginare su rimpianti, preoccupazioni e problemi del giorno.

Winter in particolare mette in guardia contro qualsiasi pensiero in cui si è in movimento; gli studi condotti mettendo degli elettrodi sul corpo dei cadetti hanno dimostrato che anche quando si pensa semplicemente di svolgere un’attività, i muscoli coinvolti in quell’attività si contraggono.

Studi moderni hanno confermato questa osservazione, dimostrando che, semplicemente immaginando di fare esercizio, si attivano le stesse parti del cervello che si incontrano quando si è fisicamente in movimento, e rafforzando i muscoli che si immagina di utilizzare.

Mentre ci potrebbe essere qualche beneficio ad usare la mente per “sedersi ed essere in forma”, pensando di essere attivi, quando si cerca di dormire può creare tensione muscolare e inibirne la capacità.

Così,  bisognerà cercare di riempire la testa con ferme e calme contemplazioni. Winter ne suggerisce tre buone da usare, anche se non è necessario utilizzarle tutte e tre; basta sceglierne una e, se non funziona, provarne un’altra:

In primo luogo, dovrai pensare di essere in una calda giornata primaverile, sdraiato sul fondo di una canoa in un lago molto tranquillo. Stai guardando un cielo blu con le nuvole pigre e galleggianti. Non lasciare che altri pensieri si insinuino. Basta concentrarsi su questa immagine e tenere fuori i pensieri estranei, in particolare i pensieri che prevedano un qualsiasi oggetto o essere vivente in movimento. Trattieni questa immagine e godine per dieci secondi.

Nella seconda fantasia di sonno-produzione, immagina di essere in una grande amaca di velluto nero e ovunque guardia è nero. Anche in questo caso l‘immagine va mantenuta nella mente per dieci secondi.

Il terzo trucco è dire le parole “non pensare … non pensare … non pensare … non pensare”, ecc. Tenete premuto questo tasto, nascondendo altri pensieri per almeno dieci secondi”.

I cadetti della scuola pre-volo furono suddivisi in due gruppi: uno che seguiva il corso di rilassamento e l’altro un gruppo di controllo. Il primo superò il secondo in ogni disciplina che richiedesse un esercizio fisico o test mentalmente esigente.

E dopo sei settimane di pratica, il 96% degli aviatori fu in grado di addormentarsi in 2 minuti o meno, ovunque e in qualsiasi momento. Non solo, poterono farlo pur avendo bevuto caffè (anche se avere caffeina nel vostro sistema nervoso lo rende più difficile), e anche mentre il rumore simulato di mitragliatrice e colpi di cannone agiva in sottofondo!

Dopo la guerra, Winter insegnò agli atleti di pista le stesse tecniche di rilassamento e divenne uno dei più grandi mental coach di tutti i tempi, preparando 102 atleti per i campionati Americani e 27 Olimpionici; un tempo, i suoi corridori detenevano tutti e 10 i record mondiali di sprint.

Winter credeva fermamente che il programma di rilassamento in tempo di guerra che contribuì a sviluppare, per combattere lo stress, e che gli atleti in seguito utilizzarono per affrontare le pressioni della concorrenza, fosse altrettanto applicabile alle tensioni e alla stanchezza dei civili di fronte nella loro vita di tutti i giorni.

È possibile utilizzare questo metodo di rilassamento generale per rilassarsi fisicamente ogni volta che ci si sente stressati, e poi affrontare l’esercizio di rilassamento mentale quando si vuole addormentarsi velocemente.

E ‘utile per quando ti ritrovi con un breve periodo di tempo per una snooze; Winter pensava che anche un pisolino di 5 minuti potesse essere  incredibilmente rigenerante.

Si potrebbe anche usare anche per fare un “pisolino ipnagogico” – un micro pisolino che artisti come Salvador Dalì hanno usato, in cui ci si concede di sonnecchiare per un solo secondo al fine di raccogliere le intuizioni creative che possono sorgere sulla soglia tra il sonno e la veglia.

Oppure, naturalmente, è possibile utilizzare semplicemente questa tecnica quando si va a letto, per entrare più rapidamente e con soddisfazione nel blocco notturno di sonno.

Tenete a mente che essere in grado di rilassarsi fisicamente e mentalmente, e quindi essere in grado di addormentarsi all’istante, è una capacità, e come tutte le abilità, non ci si dovrebbe aspettare di saperlo fare all’instante le prime volte che si prova.

Si deve praticare più e più volte, fino a quando non si riesce sempre meglio a rilassarsi e calmarsi. Questo non significa che si dovrà lavorare sodo per cercare di rilassarsi, perchè sarebbe solo controproducente e creare tensione. Ma si dovrà praticare questa routine in modo coerente.

Se questo articolo ti è piaciuto continua a seguirci.

Trovi il mentalista Darus anche su facebook.

 

Le parole nel mentalismo

26 aprile, 2018

descrivere il mentalismo

Un amico e collega, Wolf Waldbauer, scrisse anni fa un apprezzatissimo e molto difficile da trovare, libercolo dal titolo: “La parola che incanta”. In esso si sottolineava, tra tantissime altre cose, il valore e la potenza della parola, in particolare per un mentalista.

Trovare le parole giuste per descriversi non è mai facile. Nel mondo dello spettacolo, ogni parola è importante e tende a distinguerti e a far capire a chi legge e non ti conosce, chi sei e come ti differenzi dagli altri.

Recentemente, ma non è la prima volta, mi sono imbattuto in qualcuno che ha pensato bene di raccogliere molte mie parole, cambiare pochi dettagli, ed usarle come fossero sue. Si tratta di una mentalista e del suo entourage, decisamente poco corretto.

Ho deciso quindi di fare un esperimento nonviolento, ovvero di ricambiare il gesto, “ispirandomi” così come hanno fatto loro. E allora ecco, il frutto di una prima ispirazione. Ci sarà, probabilmente presto un seguito:

il “mentalismo” riproduce, con il suo stile e il genere di dimostrazioni presentate, i poteri paranormali di sensitivi, medium e occultisti.

mentalista Darus come Gustavo Rol

Esso è stato ritenuto per molto tempo, anche se ora non è per tutti così, una particolare branca  dell’illusionismo, dove coloro che eseguono le performance, i mentalisti, attraverso alcune tecniche psicologiche e manipolatorie, danno l’impressione, nel pubblico, di poter leggere la mente, dimostrando di possedere abilità psichiche fuori dal comune.

Esiste anche una distinzione tra mentalismo e magia mentale. Infatti mentre un mentalista presenta solo mentalismo, un prestigiatore può inserire nel proprio show numeri di magia mentale e classici dell’illusionismo.

Ovviamente l’impatto è molto diverso e mentre i maghi sono spesso richiesti anche per un pubblico di bambini, il mentalista è ad esclusivo uso e consumo di un pubblico di adulti.

Alcuni mentalisti, soprattutto nel passato, dichiaravano di possedere poteri soprannaturali quali la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione o la telecinesi (sicuramente non si definivano mentalisti, ma potrebbero essere così considerati  Gustavo Rol eUri Geller), mentalisti contemporanei, come ad esempio Banachek e Derren Brown preferiscono invece dichiarare di riuscire a fare ciò che fanno grazie a studi ed approfondimenti tecnico-psicologici, come la capacità di leggere il linguaggio del corpo, le espressioni facciali o di poter condizionare subliminalmente le persone grazie a suggestioni della mente con un fondamento scientifico.

Per richiedere un preventivo clicca qui.

Darus con il suo stile unico allieta, sorprende e diverte durante eventi aziendali e privati.

 

L’unico mentalista in Italia

18 aprile, 2018

IMG-20180415-WA0011 mentalista Darus come Gustavo Rol

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricevo e volentieri pubblico le riflessioni ricevute da una persona, presente ieri sera al mio spettacolo di mentalismo. Non ci conoscevamo prima, ma dopo lo show, essendoci un ricco aperitivo, c’è stato modo di fare due chiacchere, e di scoprire molte interessanti e reciproche sorprese. Ecco quanto mi scrive:

“Carissimo Darus,

ti ho raccontato di quanto, da decenni, sia appassionata di misteri, mentalismo e spiritismo e poichè te l’avevo accennato a conclusione della serata, vorrei darti atto di come, al momento, per quella che è la mia conoscenza, realizzando una performance nella forma di ghostshow nella tua abitazione, sei l’unico e primo mentalista, in Italia certamente, sicuramente in Europa e probabilmente nel mondo ad aver creato un unicum tra il suo vivere quotidiano ed il fare quello che fai.

Sapevo che un mentalista di successo, per essere tale deve essere mentalista 24 ore al giorno, ma essere riusciti a dare concretezza a tale progetto la ritengo una cosa molto speciale, che sublima le tue doti naturali con il tuo operare professionale. E ti faccio i miei complimenti.

Ho trovato, l’idea di essere condotta in un’abitazione segreta, insieme a pochi altri sconosciuti, per assistere alla  tua performance,  estremamente innovativa ed al tempo stesso risalente ad antiche tradizioni medianiche. 

Per ciò cui ho assistito, per l’atmosfera che ho respirato e per il tocco internazionale che ha avuto la serata essendoci tra i testimoni presenti anche degli stranieri (indiani e americani) mi è sembrato di vivere in uno di quelle serate nei salotti a casa del sensitivo Gustavo Rol di Torino di cui tanti ancora parlano e fantasticano a tanti anni dalla sua scomparsa.

Stasera Torino era qui, con il suo mentalismo. Credo proprio che ci fossero tantissime analogie.

Ci hai raccontato con savoir faire, delle tue ricerche e di come sei risalito all’ossessione per Dante Alighieri e per la Divina Commedia del vecchio proprietario di  quella casa.

Ci hai chiesto di essere con te, testimoni delle manifestazioni attraverso cui questo spirito è solito ripresentarsi, ed è innegabile che questa sera qualcosa o qualcuno si sia palesato comunicando con noi.

Ho vissuto attimi di reale stupore in cui mi si è fermato il cuore e momenti di vera ilarità per i quali voglio nuovamente ringraziarti perchè obiettivamente ne è valsa la pena.

Non dimenticherò facilmente le due ore trascorse con i miei compagni di viaggio nella tua Firenze e vedendo come stiano arrivando, già da Milano, Venezia, Bologna oltre che dall’estero persone per assistere alla tua performance, ti auguro di raccontare ancora e ancora questa storia e i tuoi affascinanti aneddoti. Con stima.

Prof.ssa Iolanda C.”

Per prenotare una presenza per questa performance (inclusiva di apericena) clicca qui. Prossime data quasi sold out sabato 21 aprile e lunedì 23 aprile. Ore 18.

Come addormentarsi in meno di due minuti (7 istruzioni pratiche)

5 aprile, 2018

disegno orologio

“Un paio d’anni dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, l’esercito americano si rese conto di avere un problema: a causa delle enormi pressioni del combattimento aereo, molti dei suoi piloti stavano accumulando livelli di stress così debilitante da non riuscire a reggere.

La tensione provocava dei blocchi emotivi in volo facendo spesso commettere errori fatali come accidentalmente abbattere aerei amici o diventare pericolosi per se stessi.

Nel tentativo di arginare la perdita di piloti e aerei, la marina chiese  a Bud Winter di  fare ricerca e sviluppo e sperimentazione di un metodo scientifico per insegnare il rilassamento.

Prima della guerra, Winter era stato un allenatore di calcio e di atletica leggera di successo, che aveva anche lavorato con un professore di psicologia sulle tecniche per aiutare gli atleti a rilassarsi e migliorare le loro prestazioni sotto lo stress della concorrenza.

Di stanza alla Del Monte Naval Pre-Flight School in California, la sua missione era ora quella di coordinarsi con altri allenatori e professori per creare un corso che istruisse i cadetti su come rimanere calmi e sciolti sotto la pressione del combattimento.

L’obiettivo finale del programma era quello di insegnare ai piloti navali a rilassarsi, in modo che potessero imparare più rapidamente, accelerare i tempi di reazione, affinare l’attenzione, e diminuire la paura.

Il corso aveva anche lo scopo di insegnare “ai piloti da combattimento come poter  dormire in due minuti a qualsiasi ora, giorno o notte, in qualsiasi condizione”.

L’insegnamento di questa abilità fu inclusa per far si che i piloti dormissero adeguatamente, potendo godere di un break supplementare ogni volta che se ne presentasse l’occasione.

Per raggiungere il primo obiettivo,Winter insegnò agli uomini come rilassarsi fisicamente. Per realizzare il secondo, insegnò loro come rilassarsi mentalmente.

In pratica definì il sonno come uno stato di relax fisico e mentale.

Per addormentarsi all’istante, prima si lavora sul primo aspetto e poi sul secondo.

Come rilassarsi fisicamente
In“Relax and Win”  Winter spiegò il programma sviluppato per gli aviatori da combattimento e poi utilizzato con gli atleti del dopoguerra, espose le esatte istruzioni date ai cadetti per insegnare loro a rilassare il corpo e di seguito ne forniamo un condensato:

Sedersi sulla sedia e appoggiare i piedi sul pavimento. Le mani in grembo. Ora, chiudete gli occhi e lasciate cadere il mento fino a quando non poggerà sul petto.

Respiriamo lentamente, profondamente e regolarmente. Togliere tutte le rughe dalla fronte. Rilassare il cuoio capelluto. Basta lasciarsi andare. Ora lasciate che la mascella si allenti. Lasciate che si apra. Ora rilassate il resto dei muscoli del viso. Rilassate anche la lingua e le labbra. Basta lasciarli andare. Respirate lentamente.

Ora, andiamo sugli otto muscoli che controllano gli occhi. Lasciateli morbidi. Nessuna focalizzazione, solo lasciarli andare rilassati. Respirare lentamente.

Ora lasciate cadere le spalle il più in basso possibile. Pensate che siano basse, ma lasciatele cadere ancora di più. Sentite i muscoli nella parte posteriore del collo rilassarsi? Quando pensate siano davvero rilassati, lasciateli andare ancora di più.

Ora, cerchiamo di rilassare il petto. Fate un respiro profondo. Trattenete il fiato. Espirate e soffiate via tutte le tensioni. Basta lasciare che il petto si sgonfi. Immaginate di essere un blob grande e pesante sulla sedia, una medusa. Respirate lentamente. Quando espirate, allentate sempre più la tensione.

Arriviamo ora alle braccia. Parlate direttamente con i muscoli del braccio. Prima di tutto, parlate con il tuo bicipite destro. Ditegli di rilassarsi, di ammorbidirsi. Fate lo stesso con l’avambraccio destro. Passiamo ora alla mano destra e alle dita. Il braccio dovrebbe sentirsi come un peso morto sulla gamba. Ripetere il processo di rilassamento con il braccio sinistro. Respirare lentamente.

Tutta la parte superiore del corpo è stata esposta a rilassamento e una sensazione calda e piacevole arriva su di voi. Vi sentite bene. Un senso di benessere invade il corpo.

Passiamo ora alla parte inferiore del corpo. Parlate con i muscoli della coscia destra. Lasciateli andare a peso morto sulla sedia. Lasciate appendere la carne alle ossa. Eseguite la stessa procedura per i muscoli del polpaccio destro. Poi tutti i muscoli della caviglia e del piede destro. Dite a voi stessi che la gamba destra non ha ossa in esso. E’ solo un flaccido, pesante peso sul pavimento. Ripetere l’operazione con la coscia sinistra, il polpaccio, la caviglia e il piede.

Al momento siete tutti rilassati fisicamente, o pensate di esserlo. Per assicurarcene, prendiamo tre respiri profondi e quando li rilasciamo, rilasciamo tutte le tensioni rimanenti, uno . . . whoosh, due. . . tre whoosh. . . …

Se avete difficoltà a far sentire una parte del corpo sufficientemente rilassata e gelatinosa, provate prima a tenderla e poi a lasciarla andare.

Seguendo il protocollo di cui sopra, è possibile raggiungere un bel livello generale di rilassamento. Winter insegnò ai cadetti a coltivare questa tecnica in qualsiasi situazione di pressione, in modo da allentarla, ricomporre i nervi, migliorare la concentrazione e permettere loro di prendere decisioni migliori.

Da questa condizione fisica calma, Winter poi insegnò ai cadetti come “scivolare oltre la soglia in un sonno profondo e rilassato” diventando completamente rilassati anche  mentalmente.

Ma questo nella prossima puntata.

Ah come dite?  Le istruzioni non erano  proprio 7? Si lo so, ma pensate che se non avessi scritto  quel numero non sareste arrivati  alla fine dell’articolo. 🙂

A presto con le istruzioni per il relax mentale di Bud Winter.

Come dormire in due minuti ovunque

4 aprile, 2018

dormire

Voi riuscite a dormire a comando?

Quello che segue è la prima parte di un articolo sull’argomento tratto da un blog che seguo, www.artofmanliness.com, liberamente tradotto qui per condividere con i lettori di questo blog alcune informazioni interessanti. Seguirà domani la seconda parte:

“Vi siete mai trovati inaspettatamente con la possibilità di fare un piccolo pisolino?  Avete cercato una sedia o uno strapuntino ed avete chiuso gli occhi e poi….siete rimasti li, sonnolenti ma svegli.

Nonostante la stanchezza, non siete riusciti ad addormentarvi, ed in un lampo il tempo disponibile si è esaurito. Frustrante!

Non solo non si è fatto il sonnellino, ma non si è fatto nient’altro; se non avessimo provato a dormire, avremmo potuto fare qualcosa di produttivo!

Ci vuole talento per essere in grado di addormentarsi a comando, indipendentemente da dove ci si trova e a cosa sta succedendo intorno a noi.

Riuscire a farlo negli aeroporti, durante un volo, nei tempi di pausa e nelle corse in auto, nei luoghi pubblici e negli spazi privati – in tutti gli interstizi della vita.

Per non parlare di quanto sia impegnativo essere in grado di addormentarsi, non appena la testa tocca il cuscino ogni notte.

Può sembrare quindi che questo sia semplicemente un talento che alcuni hanno e altri no, con il secondo gruppo che è molto più grande del primo.

Eppure la capacità di addormentarsi in due minuti o meno, ovunque, in qualsiasi momento, è in realtà un’abilità come le altre, e chiunque può imparare. La tecnica per farlo è stata infatti sviluppata per gli aviatori navali durante la seconda guerra mondiale, e lo condivideremo con voi.” 

Quindi nel frattempo torniamo a noi.  Voi riuscite a dormire a comando?

 

 

Novità mentalistiche

21 febbraio, 2018

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Mi sono reso conto da poco che pur avendolo annunciato in lungo e in largo per diffondere il più possibile la comunicazione, non l’ho ancora scritto sul mio blog. Da qui il detto che il calzolaio…. In sostanza, la notizia, per me importante è, che è stato completato il restyling del mio sito. E allora eccomi qua a rimediare:

“Signore e signori, ecco a voi il nuovo www.darus.it

Dopo averlo guardato, potrete fare tre cose, scrivendo a info@darus.it:

  1. segnalarmi, errori o cose che non vanno;
  2. farmi sapere che vi piace e perchè;
  3. usare le informazioni che troverete sul sito per avviare una collaborazione. Considerando che questa potrebbe avvenire a Roma, come a Milano, a Genova, come a Napoli e nel resto d’Italia. Per un evento aziendale oppure una festa privata.

In ogni caso, a tutti quelli che avranno fatto una delle tre azioni qui citate, sarà inviato un video privatissimo di una performance da me eseguita con persone reali, durante un mio show di mentalismo.

Come sa chi mi segue, è raro che diffonda video integrali di miei numeri, ma per inaugurare il nuovo sito è bene fare qualcosa di nuovo.

A presto.

ps a partire da martedi’ 27 febbraio e per i mesi a venire,  comincerà a circolare un inedito, esclusivo spettacolo di mentalismo tra storia e spiritismo realizzato in una location segreta per un numero limitato di spettatori. Se vivi a Firenze, chiedimi maggiori informazioni.

 

Storia della magia

28 novembre, 2017

storia della magia

Non so quanti dei non addetti ai lavori hanno idea degli accadimenti incredibili successi nell’ambito magico nel corso dei secoli. Maghi, mentalisti e prestigiatori sono stati personaggi fuori dal comune, ospiti di illustri corti reali, star dello showbiz, diplomatici ambasciotori di grandi potenze coloniali ed inviati di guerra, spie o uomini divenuti ricchissimi, protagonisti di  imprese assurde, aneddoti non verosimili eppure realmente accaduti, testimonial di campagne sociali e via via dicendo.

A questo punto probabilmente vorreste conoscere degli esempi concreti. Ecco allora Kalanag, il mago di Hitler, Jasper Bamberg, alchimista e negromante, Wetryk famosissimo illusionista di Livorno, Henri Decremps delatore dei trucchi dell’allora in voga presunto professore di fisica Giuseppe Pinetti  solo per citarne alcuni.

C’è chi questi eventi e questi personaggi li studia, ricostruendo i dettagli della vita e mettendone insieme i tasselli in tal modo permettendoci di conoscere interessantissimi risvolti umani, storici, artistici e sociali.

Chi è che realizza tutto questo? Uno per tutti, Leonardo Carrassi, al secolo Mago Leo. Date un’occhiata al suo sito: www.magoleo.com ed in particolare alla sezione che parla di storia della magia, non ve ne pentirete.

 

Team building e formazione aziendale

2 novembre, 2017

 

 

Il “team building” è una formula magica che in tanti cercano ma che non è poi così facile trovare. Idem per la “formazione” ovvero della richiesta di acquisire davvero qualche competenza supplementare ed utile da poter utilizzare nella propria vita privata o professionale avendone riscontri positivi.

Con l’aiuto di due validi colleghi ho da poco portato a termine un progetto, a Roma, che includeva questi due concetti applicati ad un piccolo gruppo di persone impegnate nello stesso ambito lavorativo. Il tutto nasce dalla richiesta di una imprenditrice mi ha rivolto dopo aver assistito ad un mio show di mentalismo, avendo capito che avrei potuto fare al caso suo.

Le richieste espresse in ordine sparso erano (se hai necessità simili alle seguenti scrivi a info@darus.it):

  • migliorare l’approccio al cliente;
  • aiutare a prendere coscienza del proprio corpo:
  • rimuovere i blocchi psicologici eventualmente esistenti;
  • comunicare meglio con gli altri;
  • migliorare le relazioni tra i componenti del gruppo;
  • riorganizzare le funzioni all’interno del gruppo;
  • insegnare ad interpretare i segnali del corpo negli altri.

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Essendo innanzitutto un mentalista, la mia attività prevalente è stupire ed intrattenere. E’ vero però che per svolgere la mia attività devo studiare ed approfondire costantemente molte forme di comunicazione confrontandomi con esperti di tutti i settori e data l’enorme richiesta di consulenza è oramai mia prassi fornire a chi lo richiede gli strumenti idonei alle proprie  necessità  anche attraverso l’affiancamento.

L’iter di progettazione dei  progetti di formazione aziendale, prevede l’individuazione delle specifiche esigenze del personale aziendale e la contestualizzazione degli obiettivi che si vuole raggiungere.

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Segue la selezione, da parte mia, che ne divento il garante, dei professionisti più adeguati e competenti per approfondire con cliente le tematiche a lui care.

La formazione può durare uno o più giorni, essere periodica o una tantum, prevedere più ambiti di apprendimento (e più docenti) o concentrarsi su aspetti specifici. Può essere condotta, se ci sono gli spazi adeguati sul luogo di lavoro o prevedere una location ad hoc.

Non importa se si tratta dei dipendenti di un centro estetico o dei componenti di un consiglio d’amministrazione, la sfida e la conseguente soddisfazione sta nel far sì che manager, dipendenti, impiegati o chiunque venga coinvolto dal cliente in questi processi formativi trovi il suo percorso di crescita e miglioramento.


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