Capossela, uno spettacolo, due recensioni..


soloshow

Premesso che non conoscevo molto bene la sua musica e il suo stile. Questo concerto vale almeno due recensioni una di seguito all’altra, le troverete diverse.

1) Luigia:

Magnetico, noioso Capossella

Occhi di intelligenza rara, canzoni che vanno ascoltate con leggerezza e
profondità insieme, uomo simpatico, artista generoso, band esilerante,
pubblico in delirio che neanche ad un concerto di Tiziano Ferro:

tante belle qualità, eppure il “soloshow” di Vinicio Capossella al Verdi era monotono e noioso. Non sono bastate le “attrazioni” circensi e tutto il suo carisma. Dopo due ore ho iniziato a sbadigliare, anche se non avrei
voluto.

2) Darus:

Dividerei il concerto-spettacolo in due parti. La prima più riflessiva e rarefatta, la seconda più graffiante e dirompente.  Entrambe incorniciate in un contesto da Side Show, da circo con attrazioni da fiera d’altri tempi con maghi, giocolieri, animali e truffatori.

Un cercato e ben ricreato “venghino, signori venghino.

Ho apprezzato maggiormente la prima, con  i commenti e i ragionamenti che introducevano le canzoni e la possibilità di intravedere l’uomo Capossela in un’atmosfera intima (malgrado ci fosse il sold out).

L’impressione che ho avuto era di trovarmi di fronte ad una parete piena di cassetti ed ogni parola ne faceva aprire qualcuno, da cui usciva una catena di emozioni che poi si sedimentavano nell’inconscio.

La seconda parte è stata divertente, colorata e stupefacente ma forse troppo caotica.

L’alieno Capossella scuoteva il pubblico facendolo, cantare, agitare, ridere e  ballare. Un mondo parallelo che fino all’ultimo ha tributato all’artista un interminabile applauso che lo ha portato a riuscire in scena quasi imbarazzato.

Ma la cosa che salta all’occhio  è l’incredile fascinazione che il personaggio è capace di dare alla scena. Non sono le coreografie, le luci o la musica a dare un senso al tutto ma la sua figura e il suo carisma, un gigante della scena cui il pubblico si affida e si concede.

I difetti sono tutti nella seconda parte, ma si fa presto: spettacolo forse troppo lungo, ripetitività di alcuni meccanismi emotivi e trincerazione dietro troppi orpelli(cappelli, costumi, spostamenti vari) di musica e messaggio. Ma nel complesso valeva proprio la pena vederlo ed emozionarcisi.

E voi che ne pensate?

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Una Risposta to “Capossela, uno spettacolo, due recensioni..”

  1. lucia Says:

    mi è piaciuta di più la recensione di Dario; è scritta molto bene e rispecchia la serata

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