Il palcoscenico


Il palcoscenico. Ambito, temuto, odiato, idolatrato.  Il palcoscenico per un artista, prestigiatore od altro che sia e’ fondamentale. Lo cerchi, lo usi, lo vuoi. Se non ce l’hai stai male.

A volte va riconosciuto, perchè non è sempre uguale. Può essere classico, grande, piccolo, centrale, laterale, alto, basso, quadrato o circolare, trovarsi in fondo ad una sala, nel cortile di un’associazione, nel salotto di una villa o in un bel teatro. Essere prestigioso e rappresentare un punto di arrivo o essere una semplice marchetta.

Può avere un sipario o meno, chiarmarsi palco, pedana, angolo illuminato, tavolo per la micromagia, piazza o strada per essere tale oltre al prestigiatore, al mago o all’artista deve essere fornito di un pubblico, uno, centolimila ma non nessuno, altrimenti non esiste il palcoscenico.

Il palcoscenico ti accompagna dalle prime esperienze fino a fine carriera. Per una migliore simbiosi con lo stesso, richiede  di essere misurato, calcato, pulito, sgomberato, inchiodato e talvolta trasportato nel luogo giusto.

Ti permette di calpestarlo per pochi minuti o per delle ore, al buio o sotto i riflettori, da solo o in compagnia, come comparsa o come protagonista, con emozione o con paura. Tutto per lo spettacolo.

Alla fine anche questo blog, è un palcoscenico. E allora :

Venghino, siori, venghino….

PRIMA DI ANDARTENE DAI UN’OCCHIATA

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