Quell’attimo prima


L’attimo prima per l’artista

Esiste un momento prima dell’inizio di uno spettacolo, di una festa a sorpresa con magia o durante un compleanno, o una cena di gala,  in cui si decide cosa avverrà o almeno cosa si crede succederà.

Chi ti ha ingaggiato, per quanto ti conosca od abbia preso informazioni  non sa mai cosa farai esattamente e quando lo farai. La scelta spetta sempre all’artista, al mago, al prestigiatore  al mentalista. E’ la responsabilità e il  piacere di questo lavoro. Dipende da te che devi esibirti, da come ti sei preparato all’evento, dalla qualità dello spettacolo che proponi ed ovviamente dal contesto in cui hai accettato di fare il tuo spettacolo.

Come presentarsi ad un tavolo per fare micromagia e cosa proporre in quei 5-10 minuti che ci si ferma ad intrattenere quelle persone? Come programmare i  propri interventi su pedana ai festeggiamenti per quel anniversario o a quel matrimonio? Con cosa iniziare? Come rompere il ghiaccio? Come mantenere per tutto il tempo l’attenzione?

E’ quel momento che ci farà decidere se presentare solo i propri esperimenti più misteriosi idonei a popolare poi i sogni magici degli spettatori o metterla sul conviviale facendo più sorridere che stupire.

L’attimo prima” vive nella testa dell’artista, che sta arrivando sul luogo dove si esibirà, o che è arrivato prima dei suoi spettori e prepara la scena, riflettendo sul da farsi.

L’attimo prima per l’artista (qui inteso anche e soprattutto come intrattenitore), in realtà è la sua resa dei conti. Il momento in cui egli sta per confrontare ego e aspirazioni con il mondo reale. Ciò che ha studiato, ha preparato, ha ideato sarà apprezzato dal pubblico? Vedrà delusione o apprezzamento negli occhi dei suoi spettatori?

Per quel che riguarda l’essere prestigiatori, se si intraprende la carriera professionistica allora è bene che il saldo finale sia positivo. Se questo è allora tutti gli “attimi prima” saranno linfa vitale, energia rigenerante utile a continuare su quella strada e a conseguire un successo dopo l’altro.

L’attimo prima per lo spettatore

E’ diverso a seconda delle situazioni. Può essere vissuto  come attesa degli Trl Awards  di Mtv in piazza Santa Croce a Firenze, davanti ad una transenna aspettando (la mattina) che dopocena arrivi Lady Gaga.

O essere inconsapevole, quando non sai che stai per incontrare un prestigiatore alla festa di un tuo amico o recandoti alla convention dell’azienda per la quale lavori.

L’attimo prima è come “il sabato del villaggio” di Leopardi, induce emozione e speranza.  Va gustato tanto quanto l’evento in sè. Può essere raccontato come e quanto l’evento in sè. Magari alle volte è migliore, altre volte invece no, e l’attesa, faticosa è ripagata da qualcosa di magico.

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