La micromagia non è piccola magia


La consuetudine consolidatosi  nel mio ambiente lavorativo, quello degli ingaggi nel mondo dello spettacolo di magia, è di usare il termine “micromagia” come  identificativo di una delle attività svolte da un prestigiatore o un mentalista. Il discorso sul come si sia diffuso questo termine sarebbe lungo, e per i profani anche noioso, ma in questa sede basti sapere che micromagia fu una delle prime traduzioni che vennero date alla definizione usata oltreoceano per descrivere la pratica diffusa per maghi illusionisti di esibirsi in feste, convention e ristoranti con della magia fatta a distanza ravvicinata: “close up magic“. E quella traduzione ebbe un gran successo.

Micromagia, se ci si pensa, di per sè, sarebbe riduttivo, in quanto se la magia è realizzata da un mago, la micromagia non può essere proposta che da un micromago. Ma, se il prestigiatore non ha 5 anni, non è alto 20 cm,ed è un professionista con un discreto background che magari esegue dei numeri unici, è ovvio  non si senta un micromago.

Il tentativo fatto da alcuni prestigiatori fu allora, quello di cercare di sostituire, nell’immaginario collettivo,  micromagia con magia da vicino, magia da contatto, magia da… ma come i lettori immagineranno, questo tentativo non ha avuto molto successo. Micromagia funziona, perchè è una parola sola, perchè fa capire subito di che si tratta, che altrimenti dovrebbe essere spiegato con molte più parole: magia ai tavoli, prestigiatore itinerante che propone magia tra i gruppi di persone in piedi o sedute ecc ecc Insomma, non c’è  partita.

Personalmente sono sereno nell’uso e nel recepimento del termine da parte del mio pubblico e dei miei clienti perchè quel che comunque comunico è che fare micromagia non è una cosa di poco valore come il termine micro potrebbe indurre a pensare. Questo intrattenimento ha tutte le carte in regola per segnare i ricordi di uno spettatore per molto tempo. Emozionandolo e stupendolo.Pensateci se cercate qualcuno per della micromagia. Si può ottenere un ottimo riscontro se lo si vuole avere.

Inoltre mentre uno spettacolo di magia può durare un’ora e qualcosa, la micromagia, in un evento con decine, se non centinaia di persone, può richiedere un impegno di 3-4 ore quindi molta concentrazione, self control, capacità di relazionarsi con tante persone, di saper parlare di tante cose e non solo di magia, di farsi conoscere davvero dai propri spettatori risultando simpatico e carismatico.

Più prosaicamente aggiungo che in una performance di micromagia non si possono avere buchi nei calzini, o le scarpe rotte. E’ necessaria la perfezione, anche nell’abbigliamento. E tutto ciò ovviamente si acquisisce con l’esperienza, con un repertorio adatto ai contesti e, per quel che mi riguarda, cercando di offrire qualcosa di unico che nessun altro potrebbe dare, al di là della bravura tecnica: il mistero.

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Una Risposta to “La micromagia non è piccola magia”

  1. Giochi di prestigio Says:

    Articolo molto interessante! Mi permetto, se possibile, di dire che pur non avendo 5 anni e ed essendo ben più alto di 20 cm lavorando con piccoli oggetti (carte monete dadi ecc…) il termine di micromago non mi sta per niente stretto 😀

    Cristian

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