Archive for the ‘Recensioni’ Category

Tutto esaurito per “The Illusionists”: numeri di magia classica, suspance, effetti speciali e comicità

18 novembre, 2013

See on Scoop.itSpettacoli ed intrattenimento

E’ all’insegna dei giochi di prestigio più classici eseguiti con grande maestria che ha debuttato ieri in esclusiva per l’Italia al teatro “Rossetti” di Trieste “The Illusionists- witness the impossible”, spettacolo di magia con tanto di giochi pirotecnici in cui sette tra i migliori maghi del mondo si sono sfidati sul palcoscenico.

Mentalista Darus‘s insight:

E come annunciato tempo fa, questa mega produzione americana, che sta girando il mondo, si è fermata anche in Italia, per qualche giorno registrando il tutto esaurito.

Se i produttori italiani si convincessero delle  potenzialità della magia, io dico anche del mentalismo, in termini commerciali forse potremmo fare un passo avanti in campo artistico.

Al momento sembra succedere costantemente quanto segue:  i produttori teatrali tutti, sanno, sono convinti e ti spiegano che no, la magia in Italia nei teatri non funziona, non riempie i teatri, non rende ed è una cosa superata. Vuoi mettere la differenza con un teatro fatto da attori presi dalle fiction di Mediaset?

Poi arriva qualcuno che questo dogma non lo conosce e batte tutti i record di incasso. Da Arturo Brachetti, passando per Supermagic ed arrivando a The Illusionist.

Chissà se prima o poi si capirà.

See on www.triesteallnews.it

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The masks of illusion: The Illusionists magic show to launch in Dubai next week – Al-Bawaba

26 agosto, 2013

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The masks of illusion: The Illusionists magic show to launch in Dubai next week Al-Bawaba “They are liars for a profession, so you have to be very careful around them,” warns Simon Painter, the creative producer of The Illusionists magic show that…

Mentalista Darus‘s insight:

Questo spettacolo è un successo mondiale e da mesi sta spopolando su e giù per il globo. Del cast fanno parte prestigiatori di vario genere, tra cui l’escapologista (per i non addetti una sorta di Houdini) italiano, ovvero Andrew Basso.

Conosco Andrew solo superficialmente, avendolo incrociato in qualche manifestazione e soprattutto avendo talvolta avuto gli stessi clienti (quando non era prevalentemente un escapologista ma faceva serate per aziende e privati) e devo esprimere la mia ammirazione per cosa è riuscito a fare e sta ancora facendo.

In pochi anni, si è ritagliato uno spazio ed un’attenzione internazionale che l’hanno fatto emergere nel panorama delle evasioni e dell’escapologia mondiale senza rivali.

Lo spettacolo non l’ho visto e non tutti gli artisti che lo realizzano sono, almeno sulla carta, di mio gradimento, ma evidentemente piace poichè fattura milioni di dollari e registra il tutto esaurito ovunque vada.

Se in questi giorni foste a Dubai, sarebbe da non perdere.

See on www.albawaba.com

Luke Jermay (review). Anne Cox is left baffled by the mentalist’s tricks.

28 luglio, 2013

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The Victorians used to love novelty acts but they fell out of favour in modern times until the rise of Derren Brown and, most recently, Dynamo.

Mentalista Darus‘s insight:

Mi piace la gente che dopo che è andata a vedere uno spettacolo, magari uno spettacolo di mentalismo o anche no, si prende qualche minuto e ne scrive dove e come può.

E’ un atto di generosità, condividere qualcosa, una recensione, un commento, una critica costruttiva anche. Sopratutto se si è assistito a qualcosa che è piaciuto. Generosità anche verso l’artista che si è esibito.

In questo articolo, Anne Cox dopo aver visto all’opera Luke Jermay nel suo Six Sense, si preoccupa di buttar giù qualche riga dimostrando di voler dare attenzione.

Del resto, gli studiosi moderni, da tempo lo affermano, ciò che ha più valore oggi è l’attenzione. Viviamo nell’economia dell’attenzione. Chi la catalizza, chi ne è oggetto ha un valore, chi viene ignorato no.

Le recensioni agli spettacoli sono un tassello importante.

Parafrasando qualcuno di abbastanza noto direi: andate e recensite quando vedete una bella performance.

Ciao

http://www.darus.it

See on www.lutontoday.co.uk

La grande magia di Canale 5 – la recensione

12 gennaio, 2013

La grande magia

Ieri, 11 gennaio 2013, Canale 5 ha trasmesso la prima puntata delle quattro previste, del programma e concorso internazionale di illusionismo denominato  “The illusionist” «La grande magia».
Era una trasmissione molto attesa dal mondo magico italiano, che aveva scaturito nell’ambiente molte curiosita’ e commenti gia’ ai tempi della sua registrazione diversi mesi fa poiche’ di diretta derivazione della stessa organizzazione (Master of Magic)  che da alcuni anni detiene, essendoselo conquistato meritoriamente sul campo, lo scettro dei principali eventi magici creati per i maghi in Italia, come il congresso di Saint Vincent e nel 2015 la gestione della Fism a Rimini, ovvero il campionato mondiale dei prestigiatori. Onore mai avuto prima d’ora dal nostro paese.
Inquadrato il contesto vengo a parlare di ciò che ho visto, elencando, come mia abitudine, senza peli sulla lingua, cio’ che mi ha convinto e cio’ che mi ha convinto meno:
POSITIVO: nell’insieme una trasmissione veloce, rapida, poche chiacchiere e tante buone illusioni mai viste in tv, da noi. La magia che torna in prima serata con tutti gli onori con una presenza diretta e non mediata da qualche presa in giro di Striscia la notizia.
Grande partecipazione crossmediale con un buon numero di persone che commentavano l’evento anche su twitter, segno che, se proposto con un po’ di convinzione, il tema prende.
NEGATIVO: sicuramente la scelta registica di tagliare pressocche’ tutti i numeri non promossi in semifinale ha reso l’esito delle votazioni molto ridondante.
Se ogni volta che mi fate assistere ad un numero per intero so gia’ che passera’ il giudizio della giuria, allora mi togliete parte consistente del pathos.
Non offrire agli spettatori un po’ di sangue, come in ogni colosseo che si rispetti,  e’ stato, a mio avviso un errore. Cosi’ come l’aver posizionato i giudici cosi’ distanti l’uno dall’altro, impossibilitati a comunicare e guardarsi tra loro e sprofondati in poltrone che sembrava potessero decollare da un momento all’altro.
Trovo l’interazione dei giudici una delle cose piu’ intriganti di Italian’s got Talent e un peccato non averla promossa alla Grande Magia, dando modo di far conoscere meglio il loro lato umano.
E proprio l’umanità è forse il punto piu’debole di tutto l’insieme. Complici la differita e la necessita’ di sovrapporre le traduzioni all’audio originale (nessuno dei protagonisti e’ infatti italiano, purtroppo, con l’eccezione dei bravi Luca Bono ed Andrew Basso e del presentatore Teo Mammucari) non c’e’ una gran facilita’ di dialogo tra concorrenti e giudici (proprio perche’ mediati da un conduttore che non parla inglese, mah). Quindi rimane tutto un po’ avvizzito e plasticoso.
Tra l’altro che il pathos dal vivo ci fosse, si notava dalle lacrime vere di quelli che passavano il turno (non scontato come invece risultava dalla sintesi di cui sopra) ma questo strideva con l’assoluto non coinvolgimento emotivo di Mammucari (se un concorrente si fosse martirizzato sul palco, ho idea che non avrebbe battuto ciglio ma si sarebbe solo preoccupato di trovare la battuta migliore per lui) e forse anche con una platea troppo in evidenza, i cui applausi potevano essere maggiormente valorizzati, che poco staccava con il palco che poteva invece essere più’ caldo (qui l’esempio da vedere e’ X Factor).

A META’ STRADA: normalmente amo vedere le espressioni della gente comune di fronte a qualche magia ed il programma ha fornito molte bocche spalancate dallo stupore. Peccato si induggiasse più che altro sui bambini, come a voler sottolineare che il target di riferimento fosse solo quello mentre è bene ricordare che la magia (e il mentalismo) è una forma di intrattenimento destinatata anche, se non soprattutto agli adulti.Questi stacchi sugli spettatori, inoltre spesso rendenvano più difficile seguire il senso dei numeri in corso.

Per quanto detto quindi una trasmissione interessante, palesemente creata per strizzare l’occhio ai mercati televisivi esteri che potrebbe aumentare ulteriormente l‘interesse del pubblico italiano verso gli spettacoli di magia dal vivo. Concorrenti di spessore, tutti giovanissimi per altro e numeri originali. Notelvoli alcuni interventi dei giudici (Uri Geller, Topas, Havary, Ed Alonzo e Max Maven). Ovvio che la magia parlata non abbia avuto molto spazio, ma come detto, per quello c’è sempre la possibilità di ingaggiare un artista dal vivo.

E tra poco c’e’ Supermagic (di cui parlerò a giorni).

Finisco di scrivere questa recensione ancora non conoscendo i dati di ascolto ma mi auguro che il programma abbia avuto un buon successo in questa come nelle prossime puntate (la prossima giovedì).

Ugo Sanchez Jr. – la recensione

16 giugno, 2011

Un uomo che sicuramente usa più lacca in un giorno di quanta io ne userò in tutta la vita.

Lo invidio perchè risparmia senz’altro sulla lavanderia a fine spettacolo.

Tolto il dente di scrivere queste due battute cretine che mi ronzavano in testa, posso dedicarmi seriamente alla recensione di uno spettacolo che va ben oltre.

Guido Nardin al secolo Ugo Sanchez Jr. si presenta come un serioso, anche se bizzarro musicista in smocking che con la sua chitarrina arpeggia un motivetto orecchiabile. Di li a poco però tutto cambia. Qualcuno sale sul palco e gli strappa letteralmente i vestiti di dosso, lasciandolo come mamma l’ha fatto, coperto solo dalla sua chitarrina.

Lo spettacolo acquisisce quindi una dose di surrealismo, comicità ed originalità da far impallidire i piu’ navigati artisti della risata.

Non racconto le varie gag cui, nel corso di piu’ di un’ora, ho assistito, per non rovinare la sorpresa a chi avrà l’occasione di assistere allo spettacolo ma vi assicuro che ne uscirete ridendo (i più curiosi potranno vedere qualche secondo di video che posterò sulla mia fans page di facebook). E’ ancora viva in me l’impressione di diffusa ubriacatura da divertimento di tutto il pubblico presente.

Mentre lo osservavo, con gli occhi da prestigiatore, mi rendevo conto di come lo stupore rappresenti un’emozione potentissima e come esso non nasca solo dal miracolo magico, cui per forza di cose io vivo e prospero,  ma anche semplicemente dal quotidiano inaspettato, dal non convenzionale dal non conforme alla prassi cui noi tutti siamo abituati. Per questa lezione e per il coraggio dimostrato non posso non ringraziare Ugo Sanchez ed il suo creatore Guido ed augurargli  i giusti riconscimenti.

Ecco le prossime sue date:

01/07/2011 Scandicci, (Fi)

13/07/2011 Mercantia, Certaldo (FI) → link

14/07/2011 Mercantia, Certaldo (FI) → link

15/07/2011 Mercantia, Certaldo (FI) → link

16/07/2011Mercantia, Certaldo (FI) → link

17/07/2011Mercantia, Certaldo (FI) → link

19/07/2011 Pian Di Macina (BO)

29/07/2011 Arti e Sapori – 7° Festival internazionale dello spettacolo di strada, Zoppola (Pn)

30/07/2011 Arti e Sapori – 7° Festival internazionale dello spettacolo di strada, Zoppola (Pn)

31/07/2011 Piancavallo, Aviano (Pn)

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“Strada di un clown” di e con Vladimir Olshansky – La recensione

6 maggio, 2011

Immaginate di immergervi, di punto in bianco, in un mondo diversoImmaginate che, in questa nuova realtà, quello che conta siano le emozioni e la comunicazione diventi universale, la parola un orpello.

Immaginate di trovarvi di fronte un uomo che in quel momento si potrebbe definire un’entità superiore in grado, con un’espressione del viso, con un gesto del braccio o con un’azione incompiuta, di trasmettervi un sorriso, un messaggio, uno stato d’animo.

Quest’uomo è Vladimir Olshansky, (tra le altre cose, Guest star del Cirque du Soleil e tra i creatori di Soccorso Clown)  ed il suo spettacolo “Strada di un clown“.

Difficile rendere l’idea di ciò cui si vede perchè descrivere ciò cui si assiste, è come descrivere un sogno a chi non l’ha vissuto direttamente. Per quanto ci si sforzi, manca sempre una dimensione e il tutto è sempre una ridutio.

Comunque ci provo.

Il quadro scenico nelle varie sequenze, rimane sempre molto semplice. C’e’ Vladimir con la sua postura, i suoi cappelli e qualche oggetto (una sedia, uno strumento musicale, una padella) e poi la sua arte mimica che crea dal nulla le più svariate situazioni:

il generale che ordina ai soldati di guerreggiare mentre uno ad uno vengono abbattuti fino a lasciarlo solo, l’indeciso che non riesce a definire con quale mano cibarsi e rimane digiuno, la vittima delle convenzioni che non puo’ uscire da un luogo nè entrare in un altro fino ad invecchiare…insomma, c’è di che non annoiarsi, e cosa non da poco, sempre con sorriso e cervello in funzione.

Entrando nella tecnica scenica, ho notato in Vladimir un’accuratezza dei movimenti ed uno studio della drammaturgia non comune. Il risultato è che ognuno dei suoi spettatori si sente coinvolto in prima persona avendo ricevuto uno sguardo, un sorriso o un gesto direttamente dal protagonista. Notelvole anche il connubbio con la musica ed i rumori di scena.

Ringrazio per la segnalazione dello spettacolo, l’amico e artista GREY, mimo metropolitano e cittadino del mondo.

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My life with men…and other animals – la recensione

28 gennaio, 2011

L’altra sera, con Luigia mi sono recato, da spettatore al Teatro del Sale di Firenze per cenare ed assistere allo spettacolo di Maria Cassi, “La mia vita con gli uomini… e altri animali”scritto da Maria Cassi e Patrick Pacheco
regia di Peter Schneider .

Come al solito, il risto-teatro era esaurito in ogni ordine di posto, pur con un prezzo d’ingresso non popolarissimo  (30 euro + 10 per la tessera).

Un pubblico attratto, dalla ricca e saporita cucina del famoso chef Fabio Picchi e dal suo particolare modo di fare (un’esperienza anche questa da vivere) oltre che dall’indubitabile talento della sua compagna, l’attrice, regista e scrittrice Maria Cassi.

Salto la recensione della cena, che ho molto gradito, per non appesantire troppo il pezzo e passo a parlare dello spettacolo.

My life with men …and other animalsè indubbiamente uno spettacolo da vedere e gustarsi come fosse il pranzo di Babette, per la ampia gamma di stati d’animo cui Maria Cassi conduce il pubblico durante il suo one (wo)man show.

L’abile storyteller abbina magistralmente alle parole, uso di viso e corpo trasformandosi nei personaggi del suo racconto (la madre, il corteggiatore, il cane, il vecchio, il marito e mille altri ancora) giocando con il pubblico e stupendolo con una voce fuori dal comune prestata all’interpretazione di diversi brani toccanti o allegri ben inseriti nella drammaturgia.

Degna di nota anche la scenografia “attiva” dello show, l’uso di testi ed immagini a video, una colonna sonora live azzeccata  e l’approccio bilingue seguito da Maria Cassi che le ha permesso di portare lo spettacolo all’estero con un successo indiscusso.

Nel quadro positivo dello spettacolo, che ho gradito, penso che Maria Cassi potrebbe fare a meno di alcune facce e smorfie del viso che caricano, a volte eccessivamente, il suo essere sulla scena.

E’ brava ed arriva davvero al pubblico anche e soprattutto quando è se stessa senza mimetizzazioni.

Per intenderci, Totò, usava il viso per comunicare, ma le sue “maschere” erano tanto forti quanto improvvise, non appesantivano lo sviluppo della storia e/o del personaggio, ma la alleggerivano.

Ho trovato che i momenti più alti dello spettacolo abbiano avuto luogo proprio quando l’attrice raccontava se stessa, del decorso della malattia di un’amica, nonchè della gelosia della sua Beatrice-Fabio Picchi ed comunicando il messaggio di pace che lo show propone.

Uno spettacolo da non perdere insomma.

Da ricordare inoltre:
Marty Jabara al pianoforte, direzione musicale di Jamie Edwards, scene di Gianni Carluccio, immagini di Valeria Palermo.

Altri articoli dove si parla del Teatro del Sale puoi trovarli qui.

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Rafael il signore della magia – recensione

29 novembre, 2010

Il mago è un attore che recita la parte del mago” (Robert Houdin, prestigiatore francese del XIX secolo).

In prima nazionale, Alessandro RiccioMaria Paola Sacchetti, nei panni di Rafael e Angelique, ovvero di un illusionista e della sua assistente, sottopongono all’attenzione di una divertita platea, la parodia di uno spettacolo magico, che, come recita la promozione dello stesso propone:  “… numeri che hanno dell’incredibile e che lasciano le platee di tutta Europa a bocca aperta e a borsa vuota…”.

Lo spettacolo attingendo al “misterioso mondo dell’illusionismo, antichissima arte di spettacolo, che ha saputo attraversare le epoche cambiando volto secondo il gusto del pubblico e le evoluzioni della tecnica” narra, con allegra semplicità, una vicenda, attraverso le gesta dei due protagonisti, delineandone  il carattere, le fobie, le speranze ed il loro vissuto realizzando così, un quadro a tinte varie.

In una gradevole scenografia da prestigiatore di fine ottocento, uno strano e magnetico personaggio, Rafael, si esibisce insieme alla sua valletta, eseguendo con maestria (e lo dico da mentalista) piccole magie, in modo appariscente e simpatico.

Gli spettacoli sono però, anche occasione di furti e raggiri da parte della coppia che in tal modo sopravvive ai limiti della povertà.

Gustosi i fuoriscena, quello che accade prima e dopo gli spettacoli, il rapporto di amore odio dei due, tra vezzi, prove, sotterfugi, litigi e complicità, che impreziosiscono una drammaturgia che ricorda vagamente  laGrande Magiadi Edoardo de Filippo.

Ho quindi apprezzato lo spettacolo anche se consiglierei, ove ce ne fosse bisogno, di asciugare e rivedere alcune scene, che se pur gradevoli, forse prolungano lo show eccessivamente. Avendo parlato con Riccio dopo lo show, so che ne è consapevole.

Rafael, il signore della magiaè una produzione teatrale di Alessandro Riccio. Da segnalare il tutto esaurito del Teatro Lumiere per tutte e tre le date previste e la bravura degli attori.

PRIMA DI ANDARTENE VIENI A TROVARCI IN HOME PAGE E SE VUOI, LASCIA UN COMMENTO.


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