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Magie Meravigliose

24 agosto, 2017

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Essere un mentalista porta a lavorare soli. Viaggi in compagnia delle proprie valigie, dei propri libri e con la tecnologia mobile necessaria  a non andare in astinenza da film, quotidiani ed email (tablet, telefoni ecc) sono la regola. Ciò che chi esercita una professione artistica subisce ed ambisce fare. Nel bene e nel male.

Tautologicamente (ovvero non serve neanche dirlo)  il mio, come quello di quasi tutti i mentalisti e illusionisti non sarebbe un “one man show” se non mi esibissi solo: uno spettacolo in grado di riempire una serata aziendale o privata divertendo, stupendo ed emozionando per almeno 45 minuti.

Come tutte le regole, anche questa ha le sue eccezioni. E sabato 26 agosto avrò il piacere di celebrarla, e per me assicuro è davvero una rarità, in quel di Chianciano. Grazie alla tenacia, alla capacità organizzativa oltre che allo spessore artistico dell’amico prestigiatore Alessandro Massini è infatti nato “Magie Meravigliose” un gala di magia, una manifestazione di piazza che vedrà la partecipazione di diversi artisti, maghi e prestigiatori e, aihmè anche la mia. Presentati proprio da Massini.

Quindi se non avete di meglio da fare, e non l’avrete sicuramente, vi aspetto al Parco Fucoli di Chianciano Terme sabato 26 agosto alle 21,15 insieme a Mago Massini, Ivan Mistereko, Mago Smith e all’ospite d’onore della serata Tony Binarelli. Ingresso libero.

Se poi foste proprio impazienti di imbattervi nella magia, già alle 17 ci sarà un assaggio insieme ad Alessio Rastrelli e Leonardo Romanelli per le vie del centro.

 

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Il circo del diavolo di Daniel Wallace – la recensione

12 luglio, 2012

Tra gli impegni ed i piaceri dell’estate inserisco come posso più libri possibile cercando di incastrarli in tutti i buchi temporali rimasti liberi e talvolta (a libro avviato) questi spazi si allargano per volontà propria  a scapito di altre ex priorità.

E’ stato il caso del libro appena divorato che, cadutomi tra le mani per caso, ha  esercitato su di me un fascino immediato per cui ho dovuto cominciare a leggerlo.

Chi segue questo blog non si stupirà di ciò, poichè il libro cui faccio riferimento si chiama “Il circo del diavolo” di Daniel Wallace ed il protagonista del romanzo è un prestigiatore.

A differenza di altra letteratura leggera che si è rifatta alla figura di maghi però l’uso che lo scrittore fa di questo “essere” è alquanto lontana dai soliti stereotipi.

Il prestigiatore non è il fine ma il mezzo attraverso cui si narrano più punti di vista di quelli che, potrebbero essere considerati gli stessi avvenimenti accaduti a Henry Walker, il protagonista.

Il mago è l’artefice ed il destinatario di una serie di illusioni legate alla vita dei primi del ‘900 negli Stati Uniti alla depressione economica ed ai suoi drammi e porta con sè il lettore continuando a farlo cadere nella rete dell’autore facendogli vivere in prima persona le vicissitudini del prestigiatore che cambia (anche solo per qualche sfumatura) di volta in volta.

Verità vissute, percepite, cangianti. Un mago il cui successo è dipeso da un incontro avuto nell’infanzia, dalle conseguenze che questo ha provocato, dal colore della sua pelle e dalle persone incontrate oltre ad una buona dose di mistero sulfureo.

Non aggiungo altro se non il consiglio di leggerlo.

Per parlare e vedere magia dal vivo, clicca sul pulsante:

A domande (per tesi) rispondo…

8 novembre, 2011

Diversi mesi fa, mi pervenne la richiesta da parte di una studentessa belga, di rispondere ad alcune sue domande in funzione di una tesi sulla magia in Italia ed in Belgio che stava completando. Con entusiasmo ho accettato la collaborazione ed a distanza di qualche mese, Debbie V.  si è laureta, così ho deciso di pubblicare i suoi quesiti e le mie risposte. Di seguito alcune. La versione integrale la trovate qui.

Quali sono i cambiamenti che ha incontrato come prestigiatore? (es. un pubblico diverso?)

Nel corso degli anni, il pubblico è diventato sempre più esigente e smaliziato. Le persone cominciano a saper riconoscere chi si improvvisa mago da chi lo fa con professionalità, studiando oltre alla magia anche altre discipline utili a rendere il proprio intrattenimento migliore (teatro, dizione, danza ecc).

In che modo questo contribuisce al suo sviluppo di prestigiatore?

La malattia professionale è talmente congenita in tutto quello che faccio che praticamente tutte le esperienze sono vissute pensando ad uno sviluppo come prestigiatore (vedere un film, andare a teatro, leggere un libro). In ogni cosa ci sono stimoli e riflessioni. Poi più direttamente c’è uno studio quotidiano e continuativo delle tecniche più complesse che per essere utilizzate davanti al pubblico necessitano diverse prove, magari davanti ad un ristretto gruppo di amici.

Come definirebbe il suo rapporto con gli altri prestigiatori? (un rapporto di concorrenza o di amicizia?)

Con pochi e selezionati prestigiatori c’è una forte amicizia. Con altri una collaborazione di fatto (partecipando a mail-list e forum magici ognuno porta il proprio contributo). Infine c’è concorrenza solo con chi si comporta in modo scorretto (abbassando troppo i prezzi, copiando il numero di altri ecc)

Qual’è la struttura dei diversi club magici? (esiste un’ organizzazione ombrello? Ha contatti con altri club? Ha contatti con club/prestigiatori stranieri?

Esistono alcune organizzazioni, di cui ho fatto parte all’inizio ma che adesso evito come la peste. Le reputo inutili e non adeguate ai tempi. Grazie ad internet si possono avere contatti personali con colleghi italiani e stranieri con molta facilità. Facebook è per me un buon canale di contatto con qualunque collega io voglia interagire. E le interazioni sono moltissime.

Come vengono inventati nuovi effetti?

E’ molto difficile creareun effetto davvero nuovo. I principi che sono alla base della magia sono sempre gli stessi. Spesso per generrare un nuovo esperimento magico si vanno a ricercare fonti precedenti, se non antiche. Fatta eccezione per gli effetti tecnologici, il resto viene continuamente re-inventato e somministrato ai prestigiatori digiuni dei vecchi principi.

Secondo lei, chi sono i prestigiatori più importanti in questo momento? (in Italia e oltre)

A questa domanda non ho mai saputo rispondere dato che il rilievo di un prestigiatore cambia a seconda dell’angolazione con cui lo si osserva. Il più innovativo non necessariamente quello più apprezzato dal pubblico, o quello più famoso o quello che lavora di più ecc . In Italia comunque ci sono giovani talenti ancora non molto conosciuti ma che stanno pian piano facendosi largo anche a livello internazionale.

Per un prestigiatore, qual è l’importanza della televisione e di internet?

Rispetto al passato la televisione, almeno in Italia è diventata un falso trampolino. Oramai chi va in tv ci va per pochi minuti, senza avere riconosciuta un minimo di dignità, finendo magari per avere il proprio numero riportato in trasmissioni che lo mettono in ridicolo o addirittura partecipando direttamente a programmi a premio non come artisti ma come gente che fa qualcosa per poi rispondere ad un qualche quiz. Non fornisce quindi la popolarità sperata, se non in rarissimi casi. Ne starei lontano. Internet come detto è uno strumento di lavoro, di formazione e di promozione molto efficace per chi lo sa usare.

Qual’è l’influenza della tecnologia sul mondo della magia?

La tecnologia ha facilitato la vita dei prestigiatori. Dove per fare alcune cose prima erano necessarie tecniche difficili e magari diversi assistenti, oggi si può fare la stessa cosa con molto meno sforzo.

E’ anche vero che la tecnologia non è esclusiva dei maghi ma anche del proprio pubblico quindi è necessario operare perchè questa non sia percepita dal pubblico altrimenti la magia non prende corpo.

Qual è l’influenza dei film, come The Illusionist (L’illusionista), The prestige e Harry Potter, sull’arte della magia di oggi? (Il pubblico si aspetta la stessa cosa?)

Sicuramente hanno da un lato stimolato, dall’altro confermato l‘interesse del pubblico verso la magia. Harry Potter ha influenzato la fantasia dei più piccoli, mentre gli adulti l’hanno subito, secondo me , senza troppe ripercussioni.

The illusionist e The prestige invece hanno invece affascinato un pubblico più maturo trasmettendo il messaggio che la magia riguarda anche gli adulti ed è ancora in grado di scuotere gli animi.

Mi baso molto sulle atmosfere di questi film durante i miei spettacoli e trovo che abbiano molto riscontro nel pubblico.

Quali sono le qualità più importanti di un prestigiatore di oggi?

L’essere cosmopolita. Uscire dal provincialismo, studiare non solo magia ma anche teatro, dizione, portamento, storia dell’arte. Solo facendosi contaminare da altre arti, leggendo di tutto, viaggiando e scoprendo il mondo in cui si vive si sarà in grado di trasmettere emozioni magiche al proprio pubblico. Non importa cosa si fa ma come lo si fa, con quale bagaglio culturale ed umano.

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Cosa possono rivelare i commenti allo spettacolo

22 ottobre, 2011

Ieri sera ho proposto il mio spettacolo di magia  e mentalismo ad un gruppo di persone che non vi aveva mai assistito. In una situazione abbastanza intima e d’atmosfera.

E’ stata anche l’occasione per rinnovare la mia galleria fotografica di foto in scena avendo coinvolto appositamente un professionista per cui aspettatevi nei prossimi giorni qualche interessante (spero) nuovo scatto.

Tornando allo spettacolo, mi sono molto divertito a raccogliere i commenti dei presenti dopo l’esibizione ed uno di quelli che mi ha colpito  è stato: “non avrei mai pensato che si potesse fare un’ora di magia e che questa potesse essere così divertente e magica. Sono davvero stupito“.

In questa espressione c’è un mondo. Tantissime persone non conoscono cosa sia davvero la magia, cosa potrebbe essere in grado di fare un mago o un prestigiatore. Sottovalutano il genere o non lo associano ad un intrattenimento per adulti. Ovviamente sbagliano. Per quel che mi riguarda lo è, pressocchè esclusivamente.

Sono contento di aver dato modo al pubblico di ieri, di ricredersi e di poter riflettere sulle misteriose capacità della mente umana.

E voi che idea avete della magia e del mentalismo in particolare? Se vi va, fatemelo sapere.

Stasera lo chiederò ai miei ospiti della festa ad Isernia.

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La micromagia non è piccola magia

15 settembre, 2011

La consuetudine consolidatosi  nel mio ambiente lavorativo, quello degli ingaggi nel mondo dello spettacolo di magia, è di usare il termine “micromagia” come  identificativo di una delle attività svolte da un prestigiatore o un mentalista. Il discorso sul come si sia diffuso questo termine sarebbe lungo, e per i profani anche noioso, ma in questa sede basti sapere che micromagia fu una delle prime traduzioni che vennero date alla definizione usata oltreoceano per descrivere la pratica diffusa per maghi illusionisti di esibirsi in feste, convention e ristoranti con della magia fatta a distanza ravvicinata: “close up magic“. E quella traduzione ebbe un gran successo.

Micromagia, se ci si pensa, di per sè, sarebbe riduttivo, in quanto se la magia è realizzata da un mago, la micromagia non può essere proposta che da un micromago. Ma, se il prestigiatore non ha 5 anni, non è alto 20 cm,ed è un professionista con un discreto background che magari esegue dei numeri unici, è ovvio  non si senta un micromago.

Il tentativo fatto da alcuni prestigiatori fu allora, quello di cercare di sostituire, nell’immaginario collettivo,  micromagia con magia da vicino, magia da contatto, magia da… ma come i lettori immagineranno, questo tentativo non ha avuto molto successo. Micromagia funziona, perchè è una parola sola, perchè fa capire subito di che si tratta, che altrimenti dovrebbe essere spiegato con molte più parole: magia ai tavoli, prestigiatore itinerante che propone magia tra i gruppi di persone in piedi o sedute ecc ecc Insomma, non c’è  partita.

Personalmente sono sereno nell’uso e nel recepimento del termine da parte del mio pubblico e dei miei clienti perchè quel che comunque comunico è che fare micromagia non è una cosa di poco valore come il termine micro potrebbe indurre a pensare. Questo intrattenimento ha tutte le carte in regola per segnare i ricordi di uno spettatore per molto tempo. Emozionandolo e stupendolo.Pensateci se cercate qualcuno per della micromagia. Si può ottenere un ottimo riscontro se lo si vuole avere.

Inoltre mentre uno spettacolo di magia può durare un’ora e qualcosa, la micromagia, in un evento con decine, se non centinaia di persone, può richiedere un impegno di 3-4 ore quindi molta concentrazione, self control, capacità di relazionarsi con tante persone, di saper parlare di tante cose e non solo di magia, di farsi conoscere davvero dai propri spettatori risultando simpatico e carismatico.

Più prosaicamente aggiungo che in una performance di micromagia non si possono avere buchi nei calzini, o le scarpe rotte. E’ necessaria la perfezione, anche nell’abbigliamento. E tutto ciò ovviamente si acquisisce con l’esperienza, con un repertorio adatto ai contesti e, per quel che mi riguarda, cercando di offrire qualcosa di unico che nessun altro potrebbe dare, al di là della bravura tecnica: il mistero.

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L’intervista

4 settembre, 2011

Alcuni estratti di un’intervista rilasciata al periodico online beautifulcontrocorrente:

– Nel 2011 cosa chiede il pubblico a un mago?

Il pubblico adulto chiede due cose: vivere un pò di mistero, di magia nel senso non scontato della parola ed ama essere riconosciuto nella sua individualità, quindi vivere un’esperienza magica personale non “in serie” e “di massa”.

–  Darus tu pratichi il mentalismo, suggestione, ipnosi, lettura del pensiero, psicologia…dove si apprende tutto ciò e ci vogliono doti paranormali o tutti potremmo diventare maghi?

Ci sono doti innate e capacità comuni che, se vengono esercitate e stimolate permettono di fare cose che molti pensano essere impossibili. Il confine tra paranormale e normale è fittizio. Quello che per me può essere normale non lo è per altri. Ma quando vedo il mio meccanico smontare e rimontare il motore della mia auto, per me è paranormale.

– Parliamo di marketing, quanto costa avere un mago a un party o in altre ricorrenze?

… In soldoni il cachet varia in base all’evento, a ciò che devo/posso fare, al numero di presenti ecc. Il signore benestante che vuole un intrattenimento nella sua villa non spende comunque come la multinazionale che intrattiene i suoi 200 invitati con il mio spettacolo in lingua inglese.

La versione integrale dell’intervista la trovate qui.

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6 consigli (tra il serio ed il faceto) per un regalo di matrimonio

1 settembre, 2011

Gli spettacoli per matrimoni sono sempre più richiesti e non sono sempre e solo gli sposi ad ingaggiare l’artista, prestigiatore mago o altro che sia  quanto loro amici o parenti che cercando un regalo per il matrimonio o una sorpresa per la festa, individuano nello spettacolo di magia, per quanto riguarda la mia esperienza, la miglior soluzione.

Questo fenomeno si verifica ovviamente in ogni occasione di festa, dagli anniversari di matrimonio ai compleanni: tra i regali con sempre maggior frequenza compare l’intrattenimento per la serata.

Una tale pratica però richiede tatto ed intelligenza:

1. Prima di ingaggiare un cantante neomelodico napoletano per il matrimonio di un vostro amico industriale di Verona, valuterei se ben si adatta al contesto anche dal punto di vista socio-culturale.

Stessa cosa se voleste portare al ricevimento del matrimonio uno sputafuoco (controllate prima che la festa non si svolga nella sala di un castello tutta affreschi e divani pregiati).

2. Magari pensavate ad un fachiro che si pianta chiodi nel naso e ingoia spade? Riflettete allora sull’età delle persone che assisteranno allo show e anche sulla pace della loro digestione.

3. Prima di fare il passo più lungo della gamba è bene concordare, almeno con i parenti più stretti degli sposi (quelli più informati sul ricevimento) le possibilità ed i modi in cui è possibile inserire un’attrazione a sorpresa nell’evento. Magari ci hanno già pensato loro.

4. Cercate di adattarvi al tono che gli organizzatori hanno pensato di dare alla serata e rimanete comunque sempre un passo indietro. Se l’atmosfera è soffusa o la location è piccola non pensate troppo in grande, ad esempio al mago richiedete della micromagia ai tavoli piuttosto che un mega show.

5. La direzione da seguire resta quella di puntare comunque in alto, verso un intrattenimento elegante, flessibile, non invasivo e non da un tanto al kg. Se l’artista coinvolto è raffinato, ed ha esperienza, saprà adattarsi anche a situazioni che non lo sono. Se invece non lo è, allora potrebbe non riuscire ad amalgamarsi con un ambiente troppo diverso da lui.

6. Infine, se risparmiate troppo rischiate di fornire un cattivo servigio al buon esito della serata.

Ho raccolto materiale di alcuni matrimoni particolari in cui mi sono esibito negli ultimi tempi, escludendo altre occasioni (convention, feste private) in questa pagina dedicata ai matrimoni se volete dargli un’occhiata.

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6 ragioni per prenotare un artista in tempo

22 agosto, 2011

Se siete tipi cui piace organizzare eventi, cene, incontri e celebrare compleanni ed anniversari vari o regalare feste a sorpresa ad altri, allora dovete cercare di essere lungimiranti.

Posto che chiamerete un prestigiatore, un cabarettista, un duo o una band musicale per questo o quell’evento che sapete già dovrete organizzare allora perchè non prenotarlo non appena lo intercettate, magari su facebook o sul web?

Facendolo, avrete una serie di vantaggi:

1. l’artista che si vede prenotare una data con largo anticipo è disponibile ad accordarvi uno sconto per aver garantita quella data così presto;

2. avrete esattamente quello che cercate senza dover ripiegare su qualche seconda scelta. Prima prenotate e più probabilità avete che l’artista non sia già impegnato;

3. potrete organizzare il resto dell’evento senza pensare più all’intrattenimento. Costruirete il resto della serata su delle fondamenta che sapete già, reggeranno il resto della struttura, avendo messo per tempo le basi;

4. darete modo all’artista di prepararsi ancora meglio. Prima il prestigiatore o chi per lui, conosce il contesto in cui si esibirà e più tempo avrà anche per preparare qualcosa ad hoc;

5. potrete spendere fin da subito, l’appeal dell’artista che avete ingaggiato con i vostri futuri invitati per renderli orgogliosi di essere stati invitati o con chi non inviterete per farli schiattare di invidia 😀

6. dimostrerete, una volta di più che la parola data è data e che costi quel che costi, quella serata sarà animata dal personaggio che avete ingaggiato molto tempo prima (magari chiedete di firmare un contratto e versategli un acconto, così anche per lui dovrà valere la stessa cosa).

Scrivo questo post perchè ieri pomeriggio un impresario mi ha chiamato chiedendomi di esibirmi per una festa privata per la sera stessa. Ma distavo dal luogo dell’evento circa 600 km. Ed in quel momento ero in costume da bagno.

Ecco non fatelo anche voi. Il non riuscire a fare uno spettacolo per cui si sarebbe rischiesti senza una ragione plausibile genera in quelli come me  un dolore quasi fisico.  Come dire, quello che non prenota uccide. 🙂

Poi se proprio non ce l’avete fatta a prenotare prima, esiste sempre il last minute. Voi provate, non si sa mai.

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Un congresso internazionale: recensione di una serata magica

21 novembre, 2010

Ricevo e con lusingata attenzione pubblico qualche riga inviatemi a seguito di un congresso internazionale cui ho avuto il piacere di esibirmi:

La cena di gala di Laser Florence 2010, oltre a celebrare il 50esimo compleanno del laser, è  stata allietata dalle performance del mago Darus, che hanno colpito in maniera netta, precisa ed immediata, esattamente come fa un laser.

Non era facile farsi capire ed apprezzare da un pubblico di scienziati provenienti da 24  nazioni diverse del mondo, eppure la signorilità, la discrezione e l’innata bravura del mago hanno conquistato tutti, con giochi e magie che hanno piacevolmente coinvolto tutto l’auditorio.

Un grazie sincero per la sua opera, insieme all’augurio di continuare sempre sulla strada del successo, ed arrivederci alla prossima volta!

Leonardo Longo

medico chirurgo ed endocrinologo. Insegna Laser Medicina e Chirurgia Estetica presso l’Università degli Studi Biomedici di S.Marino e dal 1995 al 2010 ha insegnato Laser Chirurgia e Medicina presso la Scuola di Chirurgia Generale dell’Università di Siena.

L’illusioniste – un film d’animazione

23 giugno, 2010

Grazie alla segnazione dell’amico Sergio, ho scoperto l’uscita qualche giorno fa di un film che si preannuncia splendido e poetico: L’Illusioniste di Sylvain Chomet.

Narra delle vicende di un anziano illusionista, attraverso le sue peripezie di artista, i suoi successi ed i suoi insuccessi come mago, prestigiatore e uomo. La polvere, gli errori, gli impresari,  i luoghi e i modi più improbabili dove è ingaggiato per esibirsi. Delusioni, illusioni e sentimenti. Nei brevi spezzoni presenti su youtube c’è di che immedisimarsi per un giovane illusionista,un prestigiatore o un mago magari anche per spaventarsi della vita che potrebbe attenderlo o per commuoversi.

Il film, si ispira anche a Jacques Tati e chi lo conosce non farà fatica a  riconoscerlo nel protagonista.

Sul web ho trovato il trailer in varie lingue ma non in italiano, spero che lo distribuiscano anche qui (il doppiaggio non sarebbe necessario perchè i dialoghi sono ridotti davvero al lumicino e la poesia del film si respira tranquillamente anche così).

Complimenti a chi ha realizzato questa idea.

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Le buone maniere in magia

9 dicembre, 2009

Come accennato qualche settimana fa, durante alcune esibizioni in una fiera aziendale, ho conosciuto un distinto signore, esperto di bon ton e buone maniere, su cui tiene corsi di formazione.

In quell’occasione oltre a scrivere una poesia a me dedicata, ci accordammo per pubblicare un suo pezzo sul bon ton per l’illusionista.

Per me e’ interessante anche se non condivido tutto al 100%, ma mi aiuta a capire come una persona di cultura vede, giudica ed interpreta il comportamento di un mago e sono onorato di ospitare il suo articolo.

Per chi arriverà in fondo, un video interessante sulle buone maniere di un mago che ha resistito a tanto:

“Potrà parere ozioso o fuorviante occuparsi del Bon Ton dell’illusionista, comunemente definito “mago” – la parola è la traslitterazione del termine greco magos (μαγος, plurale μαγοι) – ma niente è più originale di questa sfida, per chi, come me, si occupa professionalmente di insegnare Galateo e buone maniere.

Per entrare in argomento bisogna fare subito riferimento a ciò che realmente l’illusionista fa, e a come lo spettatore “vive” il contatto con l’effetto.

In generale, il compito dell’illusionista è quello di creare l’illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore.

Lo scopo solitamente è quello di intrattenere lo spettatore generando in lui un sentimento di meraviglia.

L’illusionista può associare al sentimento di meraviglia altri sentimenti, a seconda dello stile, come l’ilarità (mago brillante o comico) o perfino un vago timore (alcuni tipi di mentalisti).

Innanzitutto, per entrare in argomento Bon Ton, l’illusionista non potrà mai rivelare i suoi trucchi come lo spettatore che, per qualsiasi motivo, ne fosse a conoscenza o riuscisse a scoprirli, non dovrebbe, per rispetto del professionista, mai divulgarli a nessuno, men che meno in sala, durante lo spettacolo.

L’illusionista è tanto più bravo quanto non è vanitoso o saccente e si pone con naturalezza e disponibilità al gioco che interpreta.

Il suo lavoro non deve neanche divenire un mezzo per socializzare o attirare l’attenzione altrui, ponendo così la sua arte a servizio del banale quotidiano, quando invece la magia è scienza e spettacolo.

D’altronde non bisogna neanche che l’illusionista prometta di riuscire a compiere “giochi” che non sono oggettivamente possibili, ingenerando aspettative a fini di vanità o, peggio, di lucro.

Il buon illusionista è uno studioso della psicologia umana per riuscire così a trovare quelle falle attraverso cui può “introdursi” e generare l’effetto a cui mira.

Un illusionista potrebbe (in caso limite) cercare di ottenere cose diverse dall’intrattenimento, come condiscendenza, gratitudine, soggezione, denaro e più in generale potere sulle persone .

Certo il fattore psicologico in questo campo è dominante e l’illusionista se ne giova, anche se non bravissimo, godendo sempre di una facile presa sul pubblico, specie quello femminile, curioso per eccellenza.

Ne consegue che mai il professionista della magia, debba in alcun modo, approfittarsi della fiducia che ingenera creando sottomissione o condizionamento, nelle donne con cui entra in contatto e questo specie dopo l’esibizione.

Mai spacciarsi, poi, per ciò che non è: astrologo, chiaroveggente o addirittura medium.

E’ scontato dire che qualsiasi stato indotto di ipnosi o stordimento a fini “sessuali” nei confronti di chiunque, adulto o bambino che sia, non può essere consentito né durante l’esibizione né altrove!

L’abbigliamento del “mago” poi non deve essere tale da renderlo grottesco o intimidente. E’ ovvio che un alone di mistero si crea anche con la mise ma questa non può divenire parte di un modo per “coartare” l’attenzione del pubblico, specie in un illusionista, che se bravo, farà delle sue qualità professionali il miglior modo di presentazione.

La vera “magia” è, infatti, esser in grado di illudere gli altri di ciò di cui costoro voglion esser illusi, senza però creare l’illusione che questo, al mago, sia possibile, “veramente”.

Maestro Alberto Presutti

www.albertopresutti.it

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Maghi e supereroi

3 settembre, 2009

MandrakeIl Mago Darus

Nelle prossime settimane usciranno gli ultimi numeri della collana Le Grandi Saghe che la GAZZETTA DELLO SPORT e CORRIERE DELLA SERA hanno editato per la gioia di chi, come me, si era perso per strada un sacco di storie.

Appassionato di fumetti da bambino ma anche da adulto (complice un compagno di studi all’università) Marvel e Dc Comics soprattutto, anche se non solo, come mago mi sono dovuto necessariamente misurare con queste figure e con i loro poteri, acquisiti, chi per incidente, chi perchè alieno, chi per discendenza divina e così via.

Qualche elemento di riflessione me lo ha dato mio figlio minore che da quasi un anno (ora ne ha tre) corre per casa con un mantello al collo urlando il suo essere Batman, l’Uomo ragno o anche Superman. Per fortuna ogni tanto afferma anche di essere un maghetto soffiando sugli oggetti per farli sparire.

Mi sono chiesto cosa facesse amare così tanto questi supereroi, stimolando fantasia ed immaginazione e la risposta sta nel fatto che questi hanno dei superpoteri ma sono anche molto umani.

marvel-civil-war1Se esistessero nella realtà non ci sarebbe posto per maghi data la presenza di persone che leggono il pensiero (X-Men), volano e vedono attraverso i muri (Superman), hanno una superforza (Hulk) o fanno cose che agli esseri normali non possono riuscire (Uomo Ragno,  Wolwerine, Namor-submariner ecc) e che la gente vedrebbe senza dover andare a teatro o commissionargli uno spettacolo.

Detto tra noi qualcosa in comune con questi esseri, essendo un mago, mentalista e prestigiatore, mi sento pur di averlo pur con le dovute differenze.

Per esempio in luogo del mantello o della calzamaglia indosso la fascia senza la quale non potrei far nulla e che mi conferisce la magia.

Darus indicaHo dei poteri limitati che giornalmente esercito per tentare di leggere o trasmettere il pensiero, influenzare l’energia umana o interpretare le vibrazioni di oggetti personali.

Ovviamente faccio solo intrattenimento e purtroppo non posso salvare il mondo, ma per ora mi accontento di soddisfare i miei spettatori.

Buone letture. 🙂

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Contaminazioni magico musicali

10 febbraio, 2009

Nel corso degli anni, ho avuto il piacere di partecipare a più d’uno spettacolo teatrale, interpretando svariati personaggi magici ma non solo.

Non mi capitava, però, di vestire i panni di qualcun altro da diverso tempo e questo fino al prossimo venerdì in quel di Prato.

Mi è stato infatti chiesto di figurare come “mago” durante l’esecuzione di una canzone proposta da una coverband piuttosto nota.

Il gruppo musicale “Ligabue Cover Band“, tributo a livello Nazionale del cantautore Luciano Ligabue venerdì 20 febbraio 2009 terrà un concerto serale nel locale Keller Platz di Prato per il quale è previsto un pubblico di circa 1500 persone.

Durante l’esecuzione di una canzone (intitolata “Walter il mago“) hanno deciso di arricchire la coreografia con la presenza di un prestigiatore sul palco che effettui alcuni numeri magici e quel prestigiatore evidentemente sarò io.

L’ esibizione riguarda unicamente questo momento, quindi della durata della canzone che è circa 4 minuti ma credo sarà molto divertente ed un bel modo per passare una serata diversa.

Walter il mago” non risulta dal testo di Ligabue essere esattamente il mago migliore al mondo ma alla fine racchiude una carica di mistero, magia e simpatia che lo fa ben apprezzare.

Allora ci vediamo venerdì?

Magie Pixar

10 luglio, 2008

Se proprio non avete la possibilità di assumermi come prestigiatore alla vostra festa per adulti, se vi siete persi l’ultimo spettacolo di magia nel teatro della vostra città, se non avete in programma di fare un regalo a sorpresa a qualcuno, magari per il suo matrimonio, ma volete comunque un intrattenimento magico, sorprendente e divertente, allora godetevi questo corto della Pixar con un favoloso mago ed il suo coniglio. Si intitola Presto.

Trattando di magia mentale, telepatia, ipnosi, suggestione e lettura del pensiero non sono accompagnato da conigli. Nel bene e nel male.

Provare per credere. 🙂

L’avanzata dei mille (visitatori)

17 giugno, 2008

Spedizione dei mille visitatori al blog

Oggi, il blog ha conteggiato i suoi primi 1.000 visitatori. Gente che ha cercato un mago, un mentalista, un prestigiatore, che voleva prenotare uno spettacolo di magia per una festa privata, un evento o una sorpresa per un matrimonio oppure curiosi che navigavano in cerca di cose speciali.

Chi mi ha cercato mi ha trovato qui: spettacoli@darus.it.

Della serie o si fa l’Italia o si muore. 🙂

Grazie a tutti e andiamo avanti.

Intrattenimento con mago per feste

15 aprile, 2008

Micromagia durante un party

Il mestiere del mago, del prestigiatore è proprio un bel mestiere. Parte tutto da una telefonata, da un’email, un preventivo poi una trattativa e dopo qualche giorno ti ritrovi a condividere una realtà, un mondo che non è il tuo ma che grazie al tuo spettacolo di magia e alle tue doti umane diventa possibile vivere per qualche ora. Da Milano a Roma, da Firenze a Rimini.

Mi piace intrattenere le persone durante una festa. Questo si puo’ fare sia con della micromagia ben fatta che entrando nel loro intimo attraverso letture del pensiero, interpretazione dei segnali del corpo, suggestione e magari anche usando tarocchi e pendolo per la lettura del futuro o del loro magnetismo. In modo esoterico insomma.

intrattenimento magico durante una festa

E’ impressionante come la gente, cui hai fatto ricordare un aneddoto, o una persona cui hai chiesto di pensare oppure hai letto il carattere attraverso un oggetto posseduto, diventi amica ed abbia voglia di raccontarti la sua vita anche se e’ la prima volta che ti incontra. E’ il piacere che l’arte magica conferisce a chi a sua volta ne è dipendente per vivere serenamente.

Quando si cerca un mago

18 marzo, 2008

Ieri ho avuto l’ennesima conferma che in giro ci sono davvero persone particolari.

james_bond_una_spia_su_playstation_3_11.jpgJames Bond combatte la SpectraJames Bond combatte la Spectra

Sono stato contattato telefonicamente, come spesso accade, da qualcuno che cercava un mago a Milano per una festa.

Quindi, avviata la discussione per un mio eventuale ingaggio per uno spettacolo in una festa tra amici ho richiesto altre informazioni:

– In che data?

-Mah, vediamo, non ha importanza.

– Quanti sarete?

-Boh, non lo so, dipende anche dalla cifra.

-Dove?

– Ah beh, in una casa di qualcuno….

– Se mi da’ una email le mando il programma di ciò che le potrei proporre.

– Ah no, ma io ho già le idee chiare su cosa dovrebbe fare.

– Uhm….

Approfondendo la discussione è venuto fuori che quel che cercava, non era uno spettacolo d’intrattenimento, un prestigiatore o un illusionista ma qualcuno che ipnotizzasse non so chi per carpirgli informazioni circa la sua infedeltà coniugale.

Sono rimasto un pò basito ed ovviamente ho declinato l’invito. Spero non trovi nessuno che lo assecondi, prestigiatori, ipnotisti ridotti a fare interrogatori da spioni.

Così mi è tornato in mente quel signore che tempo fa mi contattò perchè voleva acquisire segreti, metodologie e strumenti dei bari per “truffare meglio le persone che avrebbero giocato con lui”. Parole sue.

A parte tutte le altre considerazioni possibili, devono avere una buona opinione di chi fa spettacolo. Tipo Arsenio Lupin.

A confronto la frase che spesso la gente dice quando viene a sapere che sono un mago e ti presenta ad altri: “signori attenti al portafoglio, lui è un illusionista” è un complimento.

Vabbè, volevo rendervene partecipi.

ps l’ipnosi come strumento della Spectra, utile a far dire a qualcuno qualcosa che non vuol dire è una trovata cinematografica. Se volete sapere qualcosa di importante da qualcuno, chiedeteglielo.

E blog magico fu!!!

4 febbraio, 2008

Dedico questo primo post a Luigia, Hanna e Nati, le miei stelle polari.

Bentrovati. Questo blog vuole diventare un ritrovo per chi vuole approfondire tematiche relative allo spettacolo, all’intrattenimento o anche piu’ in dettaglio ai miei spettacoli di magia essendo io quello che si viene definito un mago mentalista (http://www.darus.it) .

La magia sara’ quindi il filo conduttore ma non l’unico dei miei post.

Avrei intenzione di raccontare gli strani aneddoti che capitano mentre ci si propone al pubblico, le facce, le sensazioni e tutto cio’ che mi capitera’ in mente.

A presto.

Darus


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