Posts Tagged ‘mentalista italiano’

Il mentalista ed il mentalista clone

21 maggio, 2015

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma »  (Antoine-Laurent de Lavoisier)

Indubbiamente questo postulato tratto da una legge fisica della meccanica classica, è qualcosa che si adatta anche al panorama artistico italiano. E da quel che vedo anche all’ambito dei mentalisti italiani.

La figura del mentalista, e parlo del mentalista che fa spettacolo, si muove all’interno di alcuni canoni artistici ed alcuni paletti e solo molto raramente questi sono stati rimossi o spostati allargando e modificando il campo. Quei momenti sono quelli che hanno rivoluzionato il settore.

Succede quindi che artisti diversi, si trovino, loro malgrado a proporre al proprio pubblico esperimenti similari. Per fortuna ognuno ha la propria personalità, il proprio stile e il proprio background culturale attraverso cui rendere la percezione di ciò che viene proposto unico e “inimitabile”.

Personalmente amo toccare le corde emozionali dei miei spettatori ed  insieme a loro vivere il mistero che pervade i nostri pensieri superando i limiti della sfera razionale. Clienti di tutti i tipi hanno mostrato di apprezzare quest’approccio perchè anche se si è manager, direttori d’azienda, imprenditori di successo, medici, avvocati o dipendenti alla fine siamo tutti esseri umani con emozioni ed esperienze forti alle nostre spalle. Altri mentalisti si focalizzano invece sugli elementi scientifici e tecnici della comunicazione e su questi costruiscono le loro performance.

Sono scelte, derivanti dalle proprie inclinazioni artistiche e dalla propria creatività.

Poi ci sono invece mentalisti che non riescono a leggere tutta la frase iniziale per cui si fermano “al nulla si distrugge” e non ci provano neanche a trasformare qualcosa. Il risultato è che non cercano l’ispirazione ma solo il modo di copiare il lavoro altrui. C’e’ chi sta provando ad imbastire una carriera su questo metodo. Copiare pari pari ciò che fanno gli altri e riproporlo come fosse una propria creazione. Complimenti.

Per fortuna il pubblico non ha l’anello al naso e se capisce che ciò che vede non è farina del proprio sacco, preferisce l’originale alla copia. Non faccio i nomi dei mentalisti copioni perché, primo, ciò che (ri)fanno non è apprezzato come l’originale, secondo se vogliono notorietà se la conquistino sul campo e non attraverso menzioni (anche se negative, ma qualcuno diceva: “purchè se ne parli“).

Infine c’è un’altra figura di mentalista cui voglio dedicare un pensiero. Quella del mentalistacoach, del mentalistaformatore. Secondo me le due figure sono e devono restare separate. O si è formatori o si è mentalisti. O per lo meno la stessa persona che può proporsi come l’uno e l’altro non deve farlo contemporaneamente. Non posso dilungarmi, ma fidatevi. Il più delle volte si rischia di giocare in una partita truccata e di buttare via tempo e soldi.

Per contattarmi scrivetemi qui.

Vi lascio con un suggerimento di lettura in tema (da cui l’immagine iniziale), che potete trovare qui:

Guida alla creatività nell’era digitale, Ruba come un artista, dell’americano Austin Kleon, offre dieci illuminanti lezioni per aiutare chiunque a scoprire e valorizzare i propri talenti.

Poiché nessuna opera è completamente originale, Kleon sostiene che il segreto del successo è imparare a «rubare» il lavoro altrui per reinventarlo, facendo leva sulle proprie passioni. E poiché la creatività fiorisce dalla «normalità» è importante non farsi nemici, non contrarre debiti, non trascurarsi ma restare sempre con i piedi per terra mentre si coltiva il proprio estro.

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Er mejo Mentalista (M maiuscola)

26 febbraio, 2012

Dopo Italia’s Got Talent del 26 febbraio 2012 dove un mentalista ha fatto un ottima performance e già mi sono arrivate delle richieste da chi l’ha visto mi sento di dover ripubblicare un pezzo di qualche giorno fa.  Ma prima è bene dire una cosa. Questo blog non fornisce soluzioni a chi cerca dei trucchi, ma soluzioni a chi organizza serate (private o aziendali che siano). Detto ciò, e sperando di aver subito allontanato meri curiosi, eccolo:

Spero abbiate passato delle buone feste in relax. Io ci sono riuscito anche avendo lavorato e per fortuna l’anno è cominciato con il piede giusto.

Verso la fine dell’anno mi sono reso conto che la concorrenza, in tema di spettacoli di mentalisti, sia diventata molto accesa ed evidente.

E questo è il segno di come il mentalismo sia oramai diventato di dominio pubblico e molto richiesto nei teatri, in televisione, nelle convention ed in molti eventi privati.

La cosa che fa sorridere sono gli aggettivi usati da quelli che propongono mentalismo con un certo successo con cui incrocio, sempre più spesso, le lame e gli ingaggi: “il più grande mentalista italiano” , “il mentalista italiano” “il mentalista più famoso d’Italia” “il mentalista emozionale” “il mentalista più bravo” ed altre cosette del genere.

E’ bene dire che l’uso del linguaggio superlativo nel mondo della magia è una consuetudine  e che, per i prestigiatori del passato era prassi affiancare termini come: “The Great” “The king” , “The master”  ai propri nomi d’arte quindi niente di nuovo sotto il sole.

La differenza con oggi però, è che con internet, queste definizioni magniloquenti di se stessi circolano velocemente ed in qualche modo vanno a cozzare con il lavoro di altri professionisti ed essere avvertite come esondanti rispetto alla propria immagine ed al proprio lavoro più che in passato.

Non critico chi deve usare queste definizioni per “pomparsi”. Nella comunicazione è lecito. L’importante è saper sempre fornire al proprio pubblico uno spettacolo di qualità ed un intrattenimento divertente e misterioso all’altezza delle aspettative generate.

Poi, al di là delle autopromozioni, saranno gli spettatori a decretare il successo o meno del mentalista di turno. Fermo restando che, almeno per quanto mi riguarda, l’intento è quello di presentare e proporre sempre dei numeri originali e rendere la propria performance unica e non paragonabile, quanto a mistero, appeal e professionalità, a quella di nessun altro, mentalista ideale o meno che sia.

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