Posts Tagged ‘prestigiatore’

Le parole nel mentalismo

26 aprile, 2018

descrivere il mentalismo

Un amico e collega, Wolf Waldbauer, scrisse anni fa un apprezzatissimo e molto difficile da trovare, libercolo dal titolo: “La parola che incanta”. In esso si sottolineava, tra tantissime altre cose, il valore e la potenza della parola, in particolare per un mentalista.

Trovare le parole giuste per descriversi non è mai facile. Nel mondo dello spettacolo, ogni parola è importante e tende a distinguerti e a far capire a chi legge e non ti conosce, chi sei e come ti differenzi dagli altri.

Recentemente, ma non è la prima volta, mi sono imbattuto in qualcuno che ha pensato bene di raccogliere molte mie parole, cambiare pochi dettagli, ed usarle come fossero sue. Si tratta di una mentalista e del suo entourage, decisamente poco corretto.

Ho deciso quindi di fare un esperimento nonviolento, ovvero di ricambiare il gesto, “ispirandomi” così come hanno fatto loro. E allora ecco, il frutto di una prima ispirazione. Ci sarà, probabilmente presto un seguito:

il “mentalismo” riproduce, con il suo stile e il genere di dimostrazioni presentate, i poteri paranormali di sensitivi, medium e occultisti.

mentalista Darus come Gustavo Rol

Esso è stato ritenuto per molto tempo, anche se ora non è per tutti così, una particolare branca  dell’illusionismo, dove coloro che eseguono le performance, i mentalisti, attraverso alcune tecniche psicologiche e manipolatorie, danno l’impressione, nel pubblico, di poter leggere la mente, dimostrando di possedere abilità psichiche fuori dal comune.

Esiste anche una distinzione tra mentalismo e magia mentale. Infatti mentre un mentalista presenta solo mentalismo, un prestigiatore può inserire nel proprio show numeri di magia mentale e classici dell’illusionismo.

Ovviamente l’impatto è molto diverso e mentre i maghi sono spesso richiesti anche per un pubblico di bambini, il mentalista è ad esclusivo uso e consumo di un pubblico di adulti.

Alcuni mentalisti, soprattutto nel passato, dichiaravano di possedere poteri soprannaturali quali la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione o la telecinesi (sicuramente non si definivano mentalisti, ma potrebbero essere così considerati  Gustavo Rol eUri Geller), mentalisti contemporanei, come ad esempio Banachek e Derren Brown preferiscono invece dichiarare di riuscire a fare ciò che fanno grazie a studi ed approfondimenti tecnico-psicologici, come la capacità di leggere il linguaggio del corpo, le espressioni facciali o di poter condizionare subliminalmente le persone grazie a suggestioni della mente con un fondamento scientifico.

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Darus con il suo stile unico allieta, sorprende e diverte durante eventi aziendali e privati.

 

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Magie Meravigliose

24 agosto, 2017

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Essere un mentalista porta a lavorare soli. Viaggi in compagnia delle proprie valigie, dei propri libri e con la tecnologia mobile necessaria  a non andare in astinenza da film, quotidiani ed email (tablet, telefoni ecc) sono la regola. Ciò che chi esercita una professione artistica subisce ed ambisce fare. Nel bene e nel male.

Tautologicamente (ovvero non serve neanche dirlo)  il mio, come quello di quasi tutti i mentalisti e illusionisti non sarebbe un “one man show” se non mi esibissi solo: uno spettacolo in grado di riempire una serata aziendale o privata divertendo, stupendo ed emozionando per almeno 45 minuti.

Come tutte le regole, anche questa ha le sue eccezioni. E sabato 26 agosto avrò il piacere di celebrarla, e per me assicuro è davvero una rarità, in quel di Chianciano. Grazie alla tenacia, alla capacità organizzativa oltre che allo spessore artistico dell’amico prestigiatore Alessandro Massini è infatti nato “Magie Meravigliose” un gala di magia, una manifestazione di piazza che vedrà la partecipazione di diversi artisti, maghi e prestigiatori e, aihmè anche la mia. Presentati proprio da Massini.

Quindi se non avete di meglio da fare, e non l’avrete sicuramente, vi aspetto al Parco Fucoli di Chianciano Terme sabato 26 agosto alle 21,15 insieme a Mago Massini, Ivan Mistereko, Mago Smith e all’ospite d’onore della serata Tony Binarelli. Ingresso libero.

Se poi foste proprio impazienti di imbattervi nella magia, già alle 17 ci sarà un assaggio insieme ad Alessio Rastrelli e Leonardo Romanelli per le vie del centro.

 

Gli 8 artisti che imbarazzano il cliente

29 aprile, 2014

 

Chi ha organizzato o organizza eventi, sa quanto sia delicato l’equilibrio di una serata, in ogni sua componente, dal catering, alla location e come, per il successo della stessa, ognuno dei soggetti coinvolti debba svolgere ciò per cui è stato coinvolto e che ci si aspetta da lui.

Per quanto attiene l’ intrattenitore / prestigiatore / artista / mentalista ho provato ad identificare i “soggetti” più incredibili che si propongono sul mercato in occasione di eventi aziendali o privati, partendo da alcune segnalazioni ed esperienze dirette:

1. L’elegante

Si presenta con giacca a paillettes verde acido, camicia marrone, sneakers celesti e cravatta con disegni di  conigli in pose “riproduttive” che spuntano da un cappello a cilindro. Il suo repertorio spazia dalle palline di spugna tra le quali si materializza una carota, all’apparizione del reggiseno della Contessa, nonna dell’imprenditore festeggiato, tra due foulard. Ovviamente il linguaggio è consono. E a doppio senso.

2. Il dotto

Lascia  riposare i congiuntivi non utilizzandoli e sorprende con apparizioni e sparizioni di “H” all’interno dei testi delle sue predizioni magiche (es. A scelto l’otto di quadri). L’artista con cui ogni commensale anelerà  a conversare dopo lo show.

3. Da bosco e da riviera

Dopo lo spettacolo prova ad inserirsi  nelle discussioni tra gli ospiti. Ma ovviamente parlano di moda, religione, politica, attualità, scienza, magia, spettacolo, nuove tecnologie, paesi esotici, paesi europei, paesi limitrofi, paesi in cui lui stesso ha vissuto.  Non ha quindi riferimenti per interloquire.

4. Il sincero

con un po’ di ritrosia afferma di essere stato compagno di banco di Copperfield, erede testamentario di Houdini e reincarnazione di San Gennaro. Il suo destino era segnato.

5. L’ecumenico

mentre trangugia qualcosa dopo lo spettacolo, ode l’espressione: ” mettere a fuoco…”, ringalluzzito espone d’un fiato le sue opinioni su immigrazione, virus ebola e complotti vari. Purtroppo i presenti stavano solo cercando di “esporre con nitidezza” le possibili conseguenze del degrado sociale in corso.

6. L’ultracorretto

Quando gli chiedono un parere sui colleghi ha sempre una buona parola per tutti. Quello è caro vengo a meno, quell’altro gli ho insegnato tutto io, quell’altro ancora sembra bravo ma il trucco è questo… Alla fine ne rimarrà uno solo. Indovina chi?

7. Il preciso

L’hai ingaggiato per intrattenere uomini di affari e consorti, donne eleganti e di successo, gli hai spiegato l’importanza della serata di gala e l’intenzione di voler ben figurare. Infatti esordisce con una barzelletta del ’93. Ride per primo. E per ultimo. Dà pacche sulle spalle e vaga per il party interrompendo con la sua vocina baritonale le persone che conversano. Serve altro?

8. Lo specializzato

Ti serviva un mentalista e lui si è proposto. Dato che non ti ha convinto, capendo che hai dei figli, ti propone di fare uno spettacolo per la classe di uno di loro,  bolle di sapone per i genitori, sculture di palloncini per i più grandini, venire con l’assistente per segarla in 4, portare un pappagallo, un pitone ed un rinoceronte, organizzare una lotteria, un corso di salsa, una lezione di origami e una dimostrazione di taglio e cucito. Il tutto per un piatto di lenticchie.

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L’illusionista Silvan perquisito in teatro

1 settembre, 2013

 

L’illusionista Silvan perquisito in teatro per salvare i colombi.

Attimi di « suspense » ieri sera al Teatro Sistina di Roma dove è in programma da vari giorni uno spettacolo con Ornella Vanoni, Enrico Simonetti e il prestigiatore Silvan.

Appena terminato il numero di quest’ultimo tre signori hanno lasciato le loro poltrone in platea dirigendosi con passo autoritario verso il suo camerino. E’ nato un po’ di trambusto dietro il palcoscenico.

Enrico Simonetti, che era in scena, non s’è accorto di nulla. Ma Ornella Vanoni che stava finendo di truccarsi è uscita dal suo camerino incuriosita dalle discussioni concitate che sì stavano intrecciando nel corridoio.

I tre signori erano agenti zoofili appartenenti alla protezione degli animali, i quali intendevano chiedere a Silvan che fine ‘avessero fatto’ i colombi e il coniglio che il prestigiatore aveva fatto scomparire in scena.

Gli agenti erano intervenuti in seguito ad una denuncia che accusava Silvan di uccidere le bestiole, parendo impossibile la loro scomparsa nel nulla durante la sua esibizione. Le guardie zoofile non si sono accontentate delle spiegazioni del prestigiatore ed hanno voluto ispezionare tutti gli oggetti usati nello spettacolo.

Ma alla fine hanno dovuto arrendersi. Le bestiole se ne stavano tranquille in una gabbia vive e vegete. Tuttavia, visto che gli agenti apparivano poco convinti delle sue spiegazioni, Silvan ha pregato i presenti di uscire dal suo camerino restando solo con le tre guardie.

Chiusa la porta a chiave si è visto costretto a spiegare i suoi trucchi. Finalmente soddisfatti, gli agenti se ne sono andati commentando favorevolmente fra di loro la grande abilità del prestigiatore che faceva scomparire gli animali senza ucciderli come loro stessi avevano creduto in un primo tempo.”

StampaSera 12/01/1972 – numero 9 pagina 2

Se avete letto fino in fondo è perchè la magia vi affascina.

Questo è quello che accadeva circa 40 anni fa.

Ed ora? Parliamone.

Logo Darus

 

Il circo del diavolo di Daniel Wallace – la recensione

12 luglio, 2012

Tra gli impegni ed i piaceri dell’estate inserisco come posso più libri possibile cercando di incastrarli in tutti i buchi temporali rimasti liberi e talvolta (a libro avviato) questi spazi si allargano per volontà propria  a scapito di altre ex priorità.

E’ stato il caso del libro appena divorato che, cadutomi tra le mani per caso, ha  esercitato su di me un fascino immediato per cui ho dovuto cominciare a leggerlo.

Chi segue questo blog non si stupirà di ciò, poichè il libro cui faccio riferimento si chiama “Il circo del diavolo” di Daniel Wallace ed il protagonista del romanzo è un prestigiatore.

A differenza di altra letteratura leggera che si è rifatta alla figura di maghi però l’uso che lo scrittore fa di questo “essere” è alquanto lontana dai soliti stereotipi.

Il prestigiatore non è il fine ma il mezzo attraverso cui si narrano più punti di vista di quelli che, potrebbero essere considerati gli stessi avvenimenti accaduti a Henry Walker, il protagonista.

Il mago è l’artefice ed il destinatario di una serie di illusioni legate alla vita dei primi del ‘900 negli Stati Uniti alla depressione economica ed ai suoi drammi e porta con sè il lettore continuando a farlo cadere nella rete dell’autore facendogli vivere in prima persona le vicissitudini del prestigiatore che cambia (anche solo per qualche sfumatura) di volta in volta.

Verità vissute, percepite, cangianti. Un mago il cui successo è dipeso da un incontro avuto nell’infanzia, dalle conseguenze che questo ha provocato, dal colore della sua pelle e dalle persone incontrate oltre ad una buona dose di mistero sulfureo.

Non aggiungo altro se non il consiglio di leggerlo.

Per parlare e vedere magia dal vivo, clicca sul pulsante:

Estate….(con il mentalista ecc ecc)

6 luglio, 2012

Non mi sono trattenuto dal fare uno di quegli scontatissimi giochi di parole con E-state qualcosa.… che’ se ne vedono da tutte le parti.

Effettivamente il tempo per provare ad essere originale sul blog in questo periodo proprio mi manca perche’ sono davvero (e per fortuna) oberato di impegni.

Questo sara’ quindi un post, brevissimo in cui raccomando a chi cerca un mentalista o un prestigiatore di farsi sentire per tempo e non all’ultimo minuto per feste, eventi, convention e cose del genere. Dirvi di no, mi fa male anche fisicamente ma non posso essere onnipresente per cui chi prima arriva…

ps vi lascio con un video che risponde ad una domanda che leggerete nel video stesso.

Ciaoooooo

Quanto costa (la vita d’artista)?

30 novembre, 2011

Giorni fa, mi sono imbattuto in un post su facebook che non ho potuto non condividere riconoscendovi anche le problematiche del mio lavoro di Mago Mentalista.

Oggi lo riporto qui, dedicandolo a tutti i mancati clienti passati e futuri, sperando siano sempre meno dei clienti effettivi e ripensando agli imprevisti avuti nella carriera, alle ruote forate e cambiate in autostrada vicino Bologna o nelle valli bresciane mentre andavo o tornavo da uno spettacolo.

Agli ingaggi saltati all’ultimo momento senza motivazione quando già avevi rinunciato ad altro, agli spettacoli non pagati dopo che avevi anche speso e a quelli realizzati pur essendo malato riuscendo a non farlo notare.

Penso alle volte che mi sono cambiato nello sgabuzzino di una villa a Roma o nella toilette di un ristorante a Milano e a quelle in cui ho dormito, in albergo, lontano da casa, dopo una serata. Alle parole dette e a tutte quelle ascoltate.

Condivido ciò che segue, avendo il privilegio di conoscere e vivere la parte bella della medaglia, le soddisfazioni, l’energia, la sorpresa ed la gioia negli occhi degli altri e pur sapendo che poi, esiste chi si svende per un piatto di lenticchie, ma  che per fortuna si riconosce anche dalla non eccelsa qualità di quello che offre:

“Se ti stai chiedendo perché un Artista chiede quella cifra per una performance, una classe, uno stage, ecc:

noi non abbiamo le vacanze pagate, non abbiamo giorni di malattia pagati, non prendiamo dei bonus per lavori extra e nemmeno per Natale. Non abbiamo nessun tipo di assicurazione e non abbiamo i requisiti per la disoccupazione.

Sacrifichiamo le nostre famiglie nei giorni speciali per portare felicità agli altri. Lo stare poco bene o cose personali non sono delle scuse che giustificano una brutta performance. La prossima volta che te lo chiedi, ricorda che gli artisti sono tali grazie all’amore che hanno per la loro arte, ma quell amore non paga le bollette.”Autore ignoto.

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Percezione della magia tra Italia e Belgio

15 novembre, 2011

Dopo la pubblicazione della mia intervista realizzata per la  tesi che aveva per oggetto il mondo della magia  ho ricevuto diverse richieste di approfondimento, da colleghi prestigiatori, su cosa questa tesi trattasse e perchè è stata realizzata. Ho chiesto, allora, all’autrice di inviarmi una sua sintesi in merito che ho deciso di pubblicare senza editare, lasciando nel suo originale anche gli errori, di sintassi o grammaticali, che una persona di un’altra lingua può fare, scrivendo in Italiano ma fornendo così la possibilità di coglierne la visione. Di seguito un estratto ad opera di Debbie V.. Come per l’intervista, il testo integrale lo potete trovare qui:

Nella tesi che ho scritto per la laurea specialistica di Traduzione ho cercato di trovare una ragione per spiegare come mai la prestigiazione, (ndr in Belgio) è stata relegata in secondo piano e se questa tendenza al ribasso è un’evoluzione generale europea

L’unica cosa che conoscevo io della prestigiazione era legata solo ai prestigiatori non professionisti, le persone che fanno alcuni giochi ad una festa di compleanno per esempio. Dall’altra parte ovviamente ho visto qualche film che riguarda la prestigiazione, per esempio The Illusionist e The Prestige o uno spettacolo televisivo del tipo Breaking the magician’s code

…Allora ho deciso di fare una ricerca sull’esistenza della magia in Belgio in comparazione della situazione italiana. All’inizio della mia ricerca ho avuto abbastanza difficoltà per trovare delle fonti affidabili, visto che è un soggetto particolare….

…Una volta entrata nel mondo della magia si capisce che la mia idea iniziale era probabilmente basata sul fatto che non giro in quel mondo magico, perché esistono tanti gruppi di prestigiatori in Belgio. Anche se non collaborano così frequentamente come quegli italiani.

Una tendenza diversa però riguarda il grado di interesse del pubblico. I prestigiatori belgi mi hanno spiegato che non c’è più una grande interesse dalla parte del pubblico, mentre in Italia i prestigiatori hanno abbastanza da fare, (ndr e meno male) sia degli spettacoli, sia la presenza nelle conferenze.

… In Italia ho incontrato un altro ragionamento, che mi sembrava anche una filosofia molto positiva: il pubblico è sempre stato interessato nella magia, perché l’interesse si trova nel fascino dell’uomo per lo sconosciuto che trascende la logica di ogni giorno

… Secondo tanti prestigiatori italiani si può limitare l’influenza della televisione ad un minimo, perché riconduce la magia a una dimensione ordinaria, che è solo utile per fare nome come artista….

…Grazie a questa tesi ho incontrato tante gentillissime persone e ho sviluppato un particolare interesse nel mondo della magia. Proverò nel futuro di rimanere in contatto con i prestigiatori con cui ho fatto conoscenza, ma anche di rimanere aggiornata delle cose che succedono in questo piccolo mondo. …

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A domande (per tesi) rispondo…

8 novembre, 2011

Diversi mesi fa, mi pervenne la richiesta da parte di una studentessa belga, di rispondere ad alcune sue domande in funzione di una tesi sulla magia in Italia ed in Belgio che stava completando. Con entusiasmo ho accettato la collaborazione ed a distanza di qualche mese, Debbie V.  si è laureta, così ho deciso di pubblicare i suoi quesiti e le mie risposte. Di seguito alcune. La versione integrale la trovate qui.

Quali sono i cambiamenti che ha incontrato come prestigiatore? (es. un pubblico diverso?)

Nel corso degli anni, il pubblico è diventato sempre più esigente e smaliziato. Le persone cominciano a saper riconoscere chi si improvvisa mago da chi lo fa con professionalità, studiando oltre alla magia anche altre discipline utili a rendere il proprio intrattenimento migliore (teatro, dizione, danza ecc).

In che modo questo contribuisce al suo sviluppo di prestigiatore?

La malattia professionale è talmente congenita in tutto quello che faccio che praticamente tutte le esperienze sono vissute pensando ad uno sviluppo come prestigiatore (vedere un film, andare a teatro, leggere un libro). In ogni cosa ci sono stimoli e riflessioni. Poi più direttamente c’è uno studio quotidiano e continuativo delle tecniche più complesse che per essere utilizzate davanti al pubblico necessitano diverse prove, magari davanti ad un ristretto gruppo di amici.

Come definirebbe il suo rapporto con gli altri prestigiatori? (un rapporto di concorrenza o di amicizia?)

Con pochi e selezionati prestigiatori c’è una forte amicizia. Con altri una collaborazione di fatto (partecipando a mail-list e forum magici ognuno porta il proprio contributo). Infine c’è concorrenza solo con chi si comporta in modo scorretto (abbassando troppo i prezzi, copiando il numero di altri ecc)

Qual’è la struttura dei diversi club magici? (esiste un’ organizzazione ombrello? Ha contatti con altri club? Ha contatti con club/prestigiatori stranieri?

Esistono alcune organizzazioni, di cui ho fatto parte all’inizio ma che adesso evito come la peste. Le reputo inutili e non adeguate ai tempi. Grazie ad internet si possono avere contatti personali con colleghi italiani e stranieri con molta facilità. Facebook è per me un buon canale di contatto con qualunque collega io voglia interagire. E le interazioni sono moltissime.

Come vengono inventati nuovi effetti?

E’ molto difficile creareun effetto davvero nuovo. I principi che sono alla base della magia sono sempre gli stessi. Spesso per generrare un nuovo esperimento magico si vanno a ricercare fonti precedenti, se non antiche. Fatta eccezione per gli effetti tecnologici, il resto viene continuamente re-inventato e somministrato ai prestigiatori digiuni dei vecchi principi.

Secondo lei, chi sono i prestigiatori più importanti in questo momento? (in Italia e oltre)

A questa domanda non ho mai saputo rispondere dato che il rilievo di un prestigiatore cambia a seconda dell’angolazione con cui lo si osserva. Il più innovativo non necessariamente quello più apprezzato dal pubblico, o quello più famoso o quello che lavora di più ecc . In Italia comunque ci sono giovani talenti ancora non molto conosciuti ma che stanno pian piano facendosi largo anche a livello internazionale.

Per un prestigiatore, qual è l’importanza della televisione e di internet?

Rispetto al passato la televisione, almeno in Italia è diventata un falso trampolino. Oramai chi va in tv ci va per pochi minuti, senza avere riconosciuta un minimo di dignità, finendo magari per avere il proprio numero riportato in trasmissioni che lo mettono in ridicolo o addirittura partecipando direttamente a programmi a premio non come artisti ma come gente che fa qualcosa per poi rispondere ad un qualche quiz. Non fornisce quindi la popolarità sperata, se non in rarissimi casi. Ne starei lontano. Internet come detto è uno strumento di lavoro, di formazione e di promozione molto efficace per chi lo sa usare.

Qual’è l’influenza della tecnologia sul mondo della magia?

La tecnologia ha facilitato la vita dei prestigiatori. Dove per fare alcune cose prima erano necessarie tecniche difficili e magari diversi assistenti, oggi si può fare la stessa cosa con molto meno sforzo.

E’ anche vero che la tecnologia non è esclusiva dei maghi ma anche del proprio pubblico quindi è necessario operare perchè questa non sia percepita dal pubblico altrimenti la magia non prende corpo.

Qual è l’influenza dei film, come The Illusionist (L’illusionista), The prestige e Harry Potter, sull’arte della magia di oggi? (Il pubblico si aspetta la stessa cosa?)

Sicuramente hanno da un lato stimolato, dall’altro confermato l‘interesse del pubblico verso la magia. Harry Potter ha influenzato la fantasia dei più piccoli, mentre gli adulti l’hanno subito, secondo me , senza troppe ripercussioni.

The illusionist e The prestige invece hanno invece affascinato un pubblico più maturo trasmettendo il messaggio che la magia riguarda anche gli adulti ed è ancora in grado di scuotere gli animi.

Mi baso molto sulle atmosfere di questi film durante i miei spettacoli e trovo che abbiano molto riscontro nel pubblico.

Quali sono le qualità più importanti di un prestigiatore di oggi?

L’essere cosmopolita. Uscire dal provincialismo, studiare non solo magia ma anche teatro, dizione, portamento, storia dell’arte. Solo facendosi contaminare da altre arti, leggendo di tutto, viaggiando e scoprendo il mondo in cui si vive si sarà in grado di trasmettere emozioni magiche al proprio pubblico. Non importa cosa si fa ma come lo si fa, con quale bagaglio culturale ed umano.

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Cosa possono rivelare i commenti allo spettacolo

22 ottobre, 2011

Ieri sera ho proposto il mio spettacolo di magia  e mentalismo ad un gruppo di persone che non vi aveva mai assistito. In una situazione abbastanza intima e d’atmosfera.

E’ stata anche l’occasione per rinnovare la mia galleria fotografica di foto in scena avendo coinvolto appositamente un professionista per cui aspettatevi nei prossimi giorni qualche interessante (spero) nuovo scatto.

Tornando allo spettacolo, mi sono molto divertito a raccogliere i commenti dei presenti dopo l’esibizione ed uno di quelli che mi ha colpito  è stato: “non avrei mai pensato che si potesse fare un’ora di magia e che questa potesse essere così divertente e magica. Sono davvero stupito“.

In questa espressione c’è un mondo. Tantissime persone non conoscono cosa sia davvero la magia, cosa potrebbe essere in grado di fare un mago o un prestigiatore. Sottovalutano il genere o non lo associano ad un intrattenimento per adulti. Ovviamente sbagliano. Per quel che mi riguarda lo è, pressocchè esclusivamente.

Sono contento di aver dato modo al pubblico di ieri, di ricredersi e di poter riflettere sulle misteriose capacità della mente umana.

E voi che idea avete della magia e del mentalismo in particolare? Se vi va, fatemelo sapere.

Stasera lo chiederò ai miei ospiti della festa ad Isernia.

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La micromagia non è piccola magia

15 settembre, 2011

La consuetudine consolidatosi  nel mio ambiente lavorativo, quello degli ingaggi nel mondo dello spettacolo di magia, è di usare il termine “micromagia” come  identificativo di una delle attività svolte da un prestigiatore o un mentalista. Il discorso sul come si sia diffuso questo termine sarebbe lungo, e per i profani anche noioso, ma in questa sede basti sapere che micromagia fu una delle prime traduzioni che vennero date alla definizione usata oltreoceano per descrivere la pratica diffusa per maghi illusionisti di esibirsi in feste, convention e ristoranti con della magia fatta a distanza ravvicinata: “close up magic“. E quella traduzione ebbe un gran successo.

Micromagia, se ci si pensa, di per sè, sarebbe riduttivo, in quanto se la magia è realizzata da un mago, la micromagia non può essere proposta che da un micromago. Ma, se il prestigiatore non ha 5 anni, non è alto 20 cm,ed è un professionista con un discreto background che magari esegue dei numeri unici, è ovvio  non si senta un micromago.

Il tentativo fatto da alcuni prestigiatori fu allora, quello di cercare di sostituire, nell’immaginario collettivo,  micromagia con magia da vicino, magia da contatto, magia da… ma come i lettori immagineranno, questo tentativo non ha avuto molto successo. Micromagia funziona, perchè è una parola sola, perchè fa capire subito di che si tratta, che altrimenti dovrebbe essere spiegato con molte più parole: magia ai tavoli, prestigiatore itinerante che propone magia tra i gruppi di persone in piedi o sedute ecc ecc Insomma, non c’è  partita.

Personalmente sono sereno nell’uso e nel recepimento del termine da parte del mio pubblico e dei miei clienti perchè quel che comunque comunico è che fare micromagia non è una cosa di poco valore come il termine micro potrebbe indurre a pensare. Questo intrattenimento ha tutte le carte in regola per segnare i ricordi di uno spettatore per molto tempo. Emozionandolo e stupendolo.Pensateci se cercate qualcuno per della micromagia. Si può ottenere un ottimo riscontro se lo si vuole avere.

Inoltre mentre uno spettacolo di magia può durare un’ora e qualcosa, la micromagia, in un evento con decine, se non centinaia di persone, può richiedere un impegno di 3-4 ore quindi molta concentrazione, self control, capacità di relazionarsi con tante persone, di saper parlare di tante cose e non solo di magia, di farsi conoscere davvero dai propri spettatori risultando simpatico e carismatico.

Più prosaicamente aggiungo che in una performance di micromagia non si possono avere buchi nei calzini, o le scarpe rotte. E’ necessaria la perfezione, anche nell’abbigliamento. E tutto ciò ovviamente si acquisisce con l’esperienza, con un repertorio adatto ai contesti e, per quel che mi riguarda, cercando di offrire qualcosa di unico che nessun altro potrebbe dare, al di là della bravura tecnica: il mistero.

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L’intervista

4 settembre, 2011

Alcuni estratti di un’intervista rilasciata al periodico online beautifulcontrocorrente:

– Nel 2011 cosa chiede il pubblico a un mago?

Il pubblico adulto chiede due cose: vivere un pò di mistero, di magia nel senso non scontato della parola ed ama essere riconosciuto nella sua individualità, quindi vivere un’esperienza magica personale non “in serie” e “di massa”.

–  Darus tu pratichi il mentalismo, suggestione, ipnosi, lettura del pensiero, psicologia…dove si apprende tutto ciò e ci vogliono doti paranormali o tutti potremmo diventare maghi?

Ci sono doti innate e capacità comuni che, se vengono esercitate e stimolate permettono di fare cose che molti pensano essere impossibili. Il confine tra paranormale e normale è fittizio. Quello che per me può essere normale non lo è per altri. Ma quando vedo il mio meccanico smontare e rimontare il motore della mia auto, per me è paranormale.

– Parliamo di marketing, quanto costa avere un mago a un party o in altre ricorrenze?

… In soldoni il cachet varia in base all’evento, a ciò che devo/posso fare, al numero di presenti ecc. Il signore benestante che vuole un intrattenimento nella sua villa non spende comunque come la multinazionale che intrattiene i suoi 200 invitati con il mio spettacolo in lingua inglese.

La versione integrale dell’intervista la trovate qui.

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6 consigli (tra il serio ed il faceto) per un regalo di matrimonio

1 settembre, 2011

Gli spettacoli per matrimoni sono sempre più richiesti e non sono sempre e solo gli sposi ad ingaggiare l’artista, prestigiatore mago o altro che sia  quanto loro amici o parenti che cercando un regalo per il matrimonio o una sorpresa per la festa, individuano nello spettacolo di magia, per quanto riguarda la mia esperienza, la miglior soluzione.

Questo fenomeno si verifica ovviamente in ogni occasione di festa, dagli anniversari di matrimonio ai compleanni: tra i regali con sempre maggior frequenza compare l’intrattenimento per la serata.

Una tale pratica però richiede tatto ed intelligenza:

1. Prima di ingaggiare un cantante neomelodico napoletano per il matrimonio di un vostro amico industriale di Verona, valuterei se ben si adatta al contesto anche dal punto di vista socio-culturale.

Stessa cosa se voleste portare al ricevimento del matrimonio uno sputafuoco (controllate prima che la festa non si svolga nella sala di un castello tutta affreschi e divani pregiati).

2. Magari pensavate ad un fachiro che si pianta chiodi nel naso e ingoia spade? Riflettete allora sull’età delle persone che assisteranno allo show e anche sulla pace della loro digestione.

3. Prima di fare il passo più lungo della gamba è bene concordare, almeno con i parenti più stretti degli sposi (quelli più informati sul ricevimento) le possibilità ed i modi in cui è possibile inserire un’attrazione a sorpresa nell’evento. Magari ci hanno già pensato loro.

4. Cercate di adattarvi al tono che gli organizzatori hanno pensato di dare alla serata e rimanete comunque sempre un passo indietro. Se l’atmosfera è soffusa o la location è piccola non pensate troppo in grande, ad esempio al mago richiedete della micromagia ai tavoli piuttosto che un mega show.

5. La direzione da seguire resta quella di puntare comunque in alto, verso un intrattenimento elegante, flessibile, non invasivo e non da un tanto al kg. Se l’artista coinvolto è raffinato, ed ha esperienza, saprà adattarsi anche a situazioni che non lo sono. Se invece non lo è, allora potrebbe non riuscire ad amalgamarsi con un ambiente troppo diverso da lui.

6. Infine, se risparmiate troppo rischiate di fornire un cattivo servigio al buon esito della serata.

Ho raccolto materiale di alcuni matrimoni particolari in cui mi sono esibito negli ultimi tempi, escludendo altre occasioni (convention, feste private) in questa pagina dedicata ai matrimoni se volete dargli un’occhiata.

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6 ragioni per prenotare un artista in tempo

22 agosto, 2011

Se siete tipi cui piace organizzare eventi, cene, incontri e celebrare compleanni ed anniversari vari o regalare feste a sorpresa ad altri, allora dovete cercare di essere lungimiranti.

Posto che chiamerete un prestigiatore, un cabarettista, un duo o una band musicale per questo o quell’evento che sapete già dovrete organizzare allora perchè non prenotarlo non appena lo intercettate, magari su facebook o sul web?

Facendolo, avrete una serie di vantaggi:

1. l’artista che si vede prenotare una data con largo anticipo è disponibile ad accordarvi uno sconto per aver garantita quella data così presto;

2. avrete esattamente quello che cercate senza dover ripiegare su qualche seconda scelta. Prima prenotate e più probabilità avete che l’artista non sia già impegnato;

3. potrete organizzare il resto dell’evento senza pensare più all’intrattenimento. Costruirete il resto della serata su delle fondamenta che sapete già, reggeranno il resto della struttura, avendo messo per tempo le basi;

4. darete modo all’artista di prepararsi ancora meglio. Prima il prestigiatore o chi per lui, conosce il contesto in cui si esibirà e più tempo avrà anche per preparare qualcosa ad hoc;

5. potrete spendere fin da subito, l’appeal dell’artista che avete ingaggiato con i vostri futuri invitati per renderli orgogliosi di essere stati invitati o con chi non inviterete per farli schiattare di invidia 😀

6. dimostrerete, una volta di più che la parola data è data e che costi quel che costi, quella serata sarà animata dal personaggio che avete ingaggiato molto tempo prima (magari chiedete di firmare un contratto e versategli un acconto, così anche per lui dovrà valere la stessa cosa).

Scrivo questo post perchè ieri pomeriggio un impresario mi ha chiamato chiedendomi di esibirmi per una festa privata per la sera stessa. Ma distavo dal luogo dell’evento circa 600 km. Ed in quel momento ero in costume da bagno.

Ecco non fatelo anche voi. Il non riuscire a fare uno spettacolo per cui si sarebbe rischiesti senza una ragione plausibile genera in quelli come me  un dolore quasi fisico.  Come dire, quello che non prenota uccide. 🙂

Poi se proprio non ce l’avete fatta a prenotare prima, esiste sempre il last minute. Voi provate, non si sa mai.

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Prestigiatori in serie ovvero i maghi guarda

9 agosto, 2011

Sempre più spesso mi vengono segnalati dei prestigiatori sui generis per piazze e strade d’Italia.

Probabilmente qualcuno di voi ne ha visto ed incontrato almeno uno:  hanno lineamenti e cadenza orientali o indiane, girano con un borsone nero che poggiano ai propri piedi e da cui estraggono a ripetizione oggetti vari per mostrare dei giochi di prestigio e sono soliti arrivare fare il proprio numero e sparire in meno di 10-15 minuti.

La particolarità di questi prestigiatori è che eseguono tutti lo stesso repertorio anche con le stesse modalità di presentazione (?)  usando in maniera ossessiva la parola “Guarda” in tutte le sue declinazioni di tono, volume ed ampiezza di vocali, spesso il termine diventa “Gualda“.

Eccoli quindi arrivare ed attirare l’attenzione di turisti e passanti, alzando le mani ed urlando “Gualdaaaaaaaaa, sono il mago, gualdaaaaaaaaa…” per poi estrarre dal borsone una pentola che useranno per trasformare un pezzo di carta infuocato in un bouquet di fiori continuando con i loro “gualdaaaaa” e con tutto una serie di numeri da fiera magica cui il pubblico assiste e spesso risponde con analoghi “guardaaaaaa.”.

La prima volta che ne sentii parlare ero a Roma, durante una festa privata, e qualcuno, dopo un mio spettacolo mi accennò a questo personaggio che si esibiva tra Campo de Fiori e Piazza Navona.

Poi in un’occasione successiva mi capitò, sempre a Roma, di assistere ad una discussione in cui, di questi Maghi Guarda, sembrava essercene più d’uno ed ognuno dei miei interlocutori si diceva certo che quello visto era sicuramente l’originale.

Fin qui nulla di strano. Un artista di strada prestigiatore che propone qualche semplice trucco con un modo di attirare l’attenzione divertente e quindi imitato da altri: “Guardaaaaaaaa“.

Poi però mi sono imbattuto in ben due “maghi Guarda” a Firenze ed amici mi hanno segnalato un prestigiatore con le stesse caratteristiche a Milano.

Stesso repertorio, stesso tormentone, borsoni simili.

Allora ho capito. E’ in atto un franchising della magia da strada. Qualcuno ha messo su un gruppo di prestigiatori o per meglio dire, ha insegnato ad un gruppo di persone, alcuni numeri di magia, fornendo a tutti la stessa attrezzatura e li ha inviati in varie località. Un pò come i venditori ambulanti senza licenza che vendono borse griffate e occhiali da sole o per le massaggiatrici e tautuatrici che percorrono tutte le spiagge italiane. Evidentemente c’è del business ed è un’attività senz’altro più innocua e piacevole di tante altre che potrebbero fare.

E’ una magia che si diffonde per le strade e che fa parlare di sè. Spero che la popolarità di questi prestigiatori in serie aumenti la voglia di assistere anche a spettacoli di prestigiatori “originali” .

Ce ne sono diversi e si esibiscono in feste private, nelle convention o per occasioni speciali. Artisti con uno spettacolo completo che sanno far vivere il senso di mistero ai propri spettatori andando oltre ad un semplice sorriso scaturito da un tormentone dialettico: gualdaaaaaaaaaaa.

La prossima volta che assisterete ad un Mago Guarda, dopo averlo ringraziato e magari retribuito con quello che riterrete di dargli per aver eseguito le sue magie, toglietevi lo sfizio e cercate uno prestigiatore professionista che faccia uno spettacolo nella vostra zona o ingaggiatene uno per la prossima cena. Ad occhio e croce dovreste avvertire una certa differenza.

Come diceva una vecchia pubblicità: provare per credere.

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Coincidenze, la magia che vive intorno

21 luglio, 2011

C’e’ chi non crede al caso, chi si definisce fatalista, altri che optano per la provvidenza, qualcuno che richiama la legge di Murphy e chissà quali altri approcci agli eventi della vita esistono e vengono concepiti che al momento non immagino.

Premetto ciò perchè mi sono accadute un paio di magie, la scorsa settimana, che non saprei come meglio definire. E per un prestigiatore questa cosa è sempre affascinante.

Ad una festa cui ho partecipato, ho conosciuto un signore, ospite alla festa, che mi pareva di aver già visto. Ho scoperto più tardi che era il musicista che io avevo a suo tempo ingaggiato per il mio matrimonio (anni fa) e che la sua amica oltre ad essere la cantante nel medesimo evento era la responsabile di un’agenzia di animazione che pochi giorni prima Luigia, mia moglie, aveva ingaggiato perchè ci fornisse degli animatori per la festa di nostra figlia. Una doppia simpatica coincidenza .

La sera successiva invece, ho avuto modo di parlare, per caso, con un signore conosciuto durante un mio spettacolo di magia il quale mi ha raccontato come una settimana prima fosse stato fermato da una coppia di italiani sulla fifth avenue di New York per chiedergli “se per caso non fosse lui ad essere stato presente ad uno spettacolo del Mago Darus e ad essere anche stato coinvolto in un esperimento.  Se non è popolarità questa. 😀

A parte gli scherzi, ovviamente mi ha fatto piacere che, nel mio microuniverso, due miei spettatori si siano incontrati e riconosciuti dall’altra parte del mondo, parlando di me e che poi addiritura uno di questi l’abbia rincontrato io, venendolo così a sapere. Cose che quando le si vedono nei film, le reputiamo impossibili.

Ultima concidenza è che tu che stai leggendo, o sei un gradito lettore abituale del blog o un semplice curioso oppure stai cercando un prestigiatore per un evento particolare. Potresti averlo trovato. Qui il caso si ferma e serve la tua volontà.

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Il prestigiatore

15 luglio, 2011

Come prestigiatore ho davanti a me un compito che so non sarà dei più semplici. Tra qualche ora mi recherò infatti in un hotel sul Lago Maggiore per intrattenere un gruppo di dipendenti di un’azienda russa.

Di questo gruppo di persone me ne hanno raccontate di tutti i colori, la sostanza è che è un pò indisciplinato e non è facile interessarli per più di qualche minuto a qualcosa.

Inoltre non si aspettano di vedere un mago ma l’organizzazione ha pensato che il mio spettacolo di magia fosse l’ideale per intrattenerli.

Come sarà vissuta la figura del prestigiatore da questi signori? Sapranno lasciarsi andare all’illusione? Riuscirò a leggere il pensiero di qualcuno che pensa e scrive in cirillico?

Mi sono preparato affinchè, come sempre ma stavolta ancor di più, la mia magia non entri in competizione con gli spettatori ma anzi che si riesca insieme a vivere qualche momento di mistero ed allegria.

Questo pezzo, l’ho intitolato “Prestigiatore” proprio perchè mai come in queste occasioni è necessario sfoderare le proprie capacità magiche. Sarà anche il ricordo, per fortuna positivo di una serata aziendale per russi svoltasi a Venezia qualche anno fa.

All’inzio trovai ostilità e freddezza da parte di qualche commensale che vedeva nella mia magia uno svilimento della propria intelligenza….sentendosi sminuito agli occhi degli altri.

Poi per fortuna le cose presero la piega giusta ma comunque quel senso di sfida lo ricordo ancora e l’impegno di stasera sarà quello non di vincerlo ma di non farlo affatto nascere. Vi racconterò come è andata.


AGGIORNAMENTO:
la serata è andata meravigliosamente. L’organizzazione era stupita di trovarsi di fronte un gruppo di persone attente, calorose e partecipative come mai l’aveva visto nei giorni precedenti. Segno che il linguaggio magico oltrepassa anche le barriere linguistiche. Un contributo forte l’hanno dato anche i musicisti intervenuti con me alla serata.  A breve pubblicherò qualche foto.

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Ad occhi bendati ovvero magia spettacolo

22 giugno, 2011

Una delle cose che più amo fare sono gli esperimenti telepatici mentre sono bendato: tentare di leggere il pensiero di qualcuno mentre nemmeno puoi guardarlo negli occhi è sicuramente una delle dimostrazioni di telepatia che più colpiscono il pubblico che infatti rimane talmente sconcertato da non pensare neanche di applaudire per diversi secondi. Per fortuna poi però se ne ricorda. 🙂

Cadono quindi le teorie legate alla lettura dei segnali del corpo, alle espressioni facciali e non so a cosa altro per rimettere un pò in circolo quel sano senso di mistero ed irrazionale che quando fiorisce all’interno di uno spettacolo, fa esclamare agli spettatori: “ma allora ha davvero dei poteri“, esclamazione cui chiaramente ben ci guardiamo dal dare una risposta essendo il compito di chi scrive, come prestigiatore, illusionista e mago quello di meravigliare, divertire e sorprendere, non certo quello di spiegare e motivare.

Da Trieste a Milano, da Verona a Torino, da Firenze a Roma attraverso tutto il resto d’Italia incontrando scettici ed entusiasti, motivati ed ignari, persone con molta energia da condividere ed altre da ricaricare. La missione è quella di riuscire a dare qualcosa ad ognuna di loro.

A presto

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Giorni felici ma non sono Beckett

4 febbraio, 2011

Il lavoro di un prestigiatore si presta molto ad intensificarsi o diradarsi oltre che per le proprie competenze, anche in base all’andamento del mercato, delle mode e delle priorità di ciascuno nell’organizzare un evento. Ci sono mesi in cui non si sa come fare a far fronte a tutte le richieste ed altri più “comodi” dove capita di esibirsi giusto qualche serata aziendale o privata.

Oggi, è un giorno particolarmente favorevole e se tutti i seguenti fossero così, dovrei cercare di farmi clonare. In poche ore mi sono stati confermati più impegni rimasti in sospeso da diverso tempo: una festa privata in un ristorante, un evento aziendale ed uno spettacolo per un gruppo di famiglie.

Poco fa ho invece rilasciato un’intervista ad una web radio con un conduttore molto simpatico.

Da lunedì sarà on line, per una settimana.  Spero risulti piacevole, nella mia pagina facebook fornirò il link a breve.

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Rafael il signore della magia – recensione

29 novembre, 2010

Il mago è un attore che recita la parte del mago” (Robert Houdin, prestigiatore francese del XIX secolo).

In prima nazionale, Alessandro RiccioMaria Paola Sacchetti, nei panni di Rafael e Angelique, ovvero di un illusionista e della sua assistente, sottopongono all’attenzione di una divertita platea, la parodia di uno spettacolo magico, che, come recita la promozione dello stesso propone:  “… numeri che hanno dell’incredibile e che lasciano le platee di tutta Europa a bocca aperta e a borsa vuota…”.

Lo spettacolo attingendo al “misterioso mondo dell’illusionismo, antichissima arte di spettacolo, che ha saputo attraversare le epoche cambiando volto secondo il gusto del pubblico e le evoluzioni della tecnica” narra, con allegra semplicità, una vicenda, attraverso le gesta dei due protagonisti, delineandone  il carattere, le fobie, le speranze ed il loro vissuto realizzando così, un quadro a tinte varie.

In una gradevole scenografia da prestigiatore di fine ottocento, uno strano e magnetico personaggio, Rafael, si esibisce insieme alla sua valletta, eseguendo con maestria (e lo dico da mentalista) piccole magie, in modo appariscente e simpatico.

Gli spettacoli sono però, anche occasione di furti e raggiri da parte della coppia che in tal modo sopravvive ai limiti della povertà.

Gustosi i fuoriscena, quello che accade prima e dopo gli spettacoli, il rapporto di amore odio dei due, tra vezzi, prove, sotterfugi, litigi e complicità, che impreziosiscono una drammaturgia che ricorda vagamente  laGrande Magiadi Edoardo de Filippo.

Ho quindi apprezzato lo spettacolo anche se consiglierei, ove ce ne fosse bisogno, di asciugare e rivedere alcune scene, che se pur gradevoli, forse prolungano lo show eccessivamente. Avendo parlato con Riccio dopo lo show, so che ne è consapevole.

Rafael, il signore della magiaè una produzione teatrale di Alessandro Riccio. Da segnalare il tutto esaurito del Teatro Lumiere per tutte e tre le date previste e la bravura degli attori.

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