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Campione italiano di magia ma c’è anche altro

15 aprile, 2010

Il campionato italiano di magia sta prendendo forma.  Nel mese di maggio si svolgerà a Saint Vincent un festival di magia tra i più importanti e meglio organizzati d’Europa e tra le tante iniziative contemplate si svolgerà anche quella di selezionare un campione italiano di magia.

Se dovessi spiegare tutto, illustrare l’organizzazione retrostante (Masters of Magic), parlare delle punte di lancia (Walter Rolfo, Circolo Amici della Magia di Torino, Silvan, Binarelli, Raul Cremona, Forrest, Arturo Brachetti ecc) non riuscirei a scrivere ciò che mi preme se non dopo un’infinità di parole. Ma scommetto che se ne sentirà parlare.

Questa iniziativa, nella sua declinazione televisiva sarà probabilmente tra quelle di maggior rilievo per elevare il gradimento e la conoscenza della magia nel grande pubblico. Tanti prestigiatori, maghi ed illusionisti provenienti da tutta Italia avranno modo di farsi conoscere ed entrare per pochi o per tanti secondi nelle case degli italiani (a seconda del successo che l’eventuale programma televisivo otterrà).

Attenzione. La magia però non è quella che mostreranno quei prestigiatori o per lo meno non è solo quella.  Le esibizioni magiche in questo campionato (termine sportivo che trasforma quella che viene chiamata Arte Magica, in una disciplina) avrà dei tempi di esecuzione televisivi (se non erro si va dai 3 ai 6-7 minuti). Questo va bene per la tv ma bisogna tener presente che fuori da questa l’artista deve poter gestire un tempo più lungo di buon intrattenimento e buona magia e soprattutto non deve solo stupire ma è chiamato ad affascinare, coinvolgere e perchè no shoccare e far discutere.

Ingaggiando qualcuno per esibizioni di piazza, nelle convention, nei teatri o anche per feste private allora va appurato se l’artista ha uno spettacolo rodato che regga all’impatto di un pubblico reale per il tempo desiderato.

Conosco tanti amici e colleghi prestigiatori con queste caratteristiche che operano in varie zone d’Italia e nessuno di questi, me compreso, parteciperà al campionato italiano di magia come non partecipano ai vari programmi televisivi che cercano maghi (gratis) da usare come utili idioti.

Sintetizzando: la tv può dare molto e lo testimoniano artisti televisivamente internazionali ma con ciò che ci ritroviamo in Italia (e le varie striscia la notizia e maghetti al gioco dei pacchi) è lecito diffidarne.

Il mago per essere gustato come merita, ha bisogno di tempi umani (non televisivi) si deve quasi poter  toccare, guardare negli occhi, sentire la sua voce. Oppure dovrebbe avere lo spazio e lo spessore di Derren Brown in Gran Bretagna.

Si deve poter assaggiarlo insomma, altrimenti è più difficile che penetri nell’anima e la magia diventa fuffa, non lascia niente.

Detto ciò sono sicuro che dal festival della magia di Saint Vincent verrà sicuramente qualcosa di buono e prezioso non solo con il campionato ma anche per tutto il resto che  è  in programma.

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Troppi maghi nel magaio

1 aprile, 2008

Maghi come galli

E’ incredibile come in un microcosmo come quello dei maghi italiani, dove le punte di eccellenza sono pochissime, i prestigiatori professionisti una rarità, gli artisti conosciuti a livello nazionale sono gli stessi di 30 anni fa (Silvan, Tony Binarelli ed Alexander), più alcuni maghi che si sono dedicati al cabaret (Raul Cremona e il mago Forest) e qualche personaggio reso famoso per quel che fa male piuttosto che per quello che fa (il mago Casanova) ci sia un tasso di litigiosità da far impallidire 20 galli in uno stesso piccolissimo pollaio .

Dico ciò essendo parte attiva di varie comunità magiche che si incontrano e dialogano su internet. In questi giorni, in questi contesti,  è stata sviscerata, in ogni sua declinazione, l’esibizione di un giovane (coetaneo credo) collega prestigiatore esibitosi in un circuito televisivo nazionale con un mazzo di carte ed una dimostrazione di gambling (ovvero quando un mago si comporta come un baro e riesce malgrado miscugli e maneggi apparentemente disordinati ad avere le carte che vuole dove vuole).

Se ne sono dette di tutti i colori, il protagonista è intervenuto perchè si riteneva offeso dalle critiche avute e per tutta risposta si è esaltato all’inverosimile paragonandosi ai più grandi del suo genere.

E’ seguita una valanga di commenti da parte di tutti coloro che fanno esibizioni simili, da parte degli amici più stretti, poi dei nemici, dei compaesani, chi ha portato testimonianze, chi ha esibito curriculum, altri hanno sparato a palle incatenate.

Ritengo che quell’esibizione fosse buona anche e soprattutto per la presenza di spirito del collega prestigiatore ma sono un pò stupito di quanta aggressività ci sia nell’ambiente magico.

Insomma, se come si dice il teatro deve nascere necessariamente dal conflitto allora consiglio ai registi italiani di documentarsi su questo mondo perchè avranno materiale a josa.

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