Questa vetrina l’ho fotografata a Venezia, pochi giorni fa.
Limoni disposti attorno a delle confezioni di prodotti di bellezza, per suggerire la genuinità del prodotto, la freschezza e la naturalità di ciò che viene esposto e commercializzato.
Peccato che i limoni siano ammuffiti.
Nel suo piccolo, questa cosa ha un valore simbolico, e non solo per quel che riguarda il mio essere mentalista:
1) Se in una città come Venezia, in piena stagione turistica, dove migliaia di persone passano davanti alle vetrine delle attività commerciali, essendo potenziali clienti e dove ogni negoziante farebbe di tutto perchè più persone entrassero nella propria bottega, capita che ci si presenti così, allora è lecito pensare che l’approssimazione sia molto diffusa.
2) Una creazione, che ci appare gradevole e preziosa e funzionale, se non la monitoriamo e controlliamo periodicamente è possibile diventi qualcos’altro, che si deteriori e che non abbia più l’effetto desiderato. Che sia controproducente. Ciò vale per l’allestimento di una vetrina quanto per un esperimento magico, uno spettacolo di mentalismo, un testo teatrale o per l’abito di scena.
3) quando si dice che la differenza è nei dettagli, non si sbaglia. A parità (apparente) di prodotto o servizio, può esistere una grande differenza di resa, dovuta ai dettagli. Se si acquistano due cosmetici, uno conservato in un luogo asciutto e temperato, l’altro rimasto al sole ed alla luce per tanto tempo (con vicino dei limoni ammuffiti), è possibile che l’utilizzatore finale abbia dal loro utilizzo risultati molto diversi. E non è detto che il guaio (la muffa) sia sempre in superficie. Stessa cosa se si sceglie un intrattenitore occasionale, magari per risparmiare, rispetto ad un professionista. Sulla carta sono uguali, ma solo con il secondo il committente riceverà i complimenti dei suoi ospiti per ciò che hanno vissuto. Nel primo caso si rischia di farli tornare a casa con un sacco di bolle.:-)
Detto ciò, Venezia ed il Veneto sono sempre bellissimi. Mi auguro di tornarci presto per altri eventi.
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Un pensiero da Roma – la recensione del PTCA
22 aprile, 2013“Il Piccolo Teatro Campo d’Arte ha conosciuto la speciale magia di Darus, che ha meravigliosamente sposato l’ambiente già affascinante e misterioso del teatro.
Ci ha regalato due serate di pura fascinazione, lasciando il pubblico decisamente senza parole, stupito e sicuramente incapace di poter capire cosa fosse successo. Ci stiamo ancora chiedendo come Darus abbia potuto leggere e interpretare i pensieri e le immagini delle nostre menti.
Partendo da giochi di magia classica infatti, Darus è arrivato a proporci esercizi di psicometria, una pratica diversa e sublime, che si può praticare solo attraverso un duro, continuo e profondo studio, che rende oggi Darus un mentalista d’eccezione.
La sua concentrazione e la sua abilità, unita anche alla completa partecipazione del pubblico numerosissimo presente in sala, hanno permesso di creare un’atmosfera magica e suggestiva, che ancora aleggia tra le nostre mura.
Darus è andato via augurandoci un futuro prospero e di successo in crescita.
Speriamo di poterlo ospitare di nuovo, per lasciarci vivere ancora la sua magia, per far sognare ancora noi e il nostro pubblico. E auguriamo anche a lui buona fortuna per i suoi prossimi lavori, con la stessa passione che ha avuto nel nostro teatro.
Con immenso affetto.”
Federico Michieletto, Linnea Malmberg, Stefania D’Orazio e Federico Baccini,
staff del Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma.
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